Che cosa ha promesso di fare al governo il centrodestra

Dal reddito di cittadinanza all’ambiente, passando per i diritti sociali e civili: ecco quali potrebbero essere alcuni dei punti principali dell’agenda del prossimo esecutivo
ANSA/GIUSEPPE LAMI
ANSA/GIUSEPPE LAMI
Le elezioni politiche del 25 settembre hanno sancito la vittoria della coalizione di centrodestra. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, lo schieramento formato da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi moderati ha ottenuto 235 seggi su 400 alla Camera dei deputati e 112 seggi su 200 al Senato, garantendosi la maggioranza per governare il Paese. Salvo sorprese, nelle prossime settimane il presidente della Repubblica Sergio Mattarella incaricherà il prossimo presidente del Consiglio, espressione della coalizione di centrodestra, di formare un nuovo governo. 

Che cosa farà la coalizione alla guida del Paese? Dalle tasse ai rapporti internazionali, passando per i diritti civili e il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), ecco un ripasso di sette tra i punti principali del programma di governo della coalizione presentato in vista delle elezioni del 25 settembre.

Il reddito di cittadinanza

Nel suo programma elettorale, la coalizione di centrodestra ha promesso la «sostituzione dell’attuale reddito di cittadinanza con misure più efficaci di inclusione sociale e di politiche attive di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro». 

Durante la campagna elettorale, Giorgia Meloni, la presidente di Fratelli d’Italia, il partito più votato alle elezioni, ha più volte dichiarato che, se fosse andato al governo, il centrodestra avrebbe sostituito il reddito di cittadinanza con un sostegno economico «a tutela dei soggetti effettivamente fragili: disabili, over 60 e famiglie con minori a carico privi di reddito». 

Secondo i dati Inps più aggiornati, ad agosto percepivano il reddito di cittadinanza quasi 1,2 milioni di famiglie, per un importo medio del sussidio pari a circa 550 euro. Le persone coinvolte erano oltre 2,5 milioni.

I rapporti internazionali

Un tema molto dibattuto nelle ultime settimane è stata la collocazione in politica estera di un probabile futuro governo di centrodestra. Nel loro programma, i partiti della coalizione hanno promesso il «rispetto delle alleanze internazionali» e il «rafforzamento del ruolo diplomatico dell’Italia nel contesto geopolitico», aggiungendo anche la «piena adesione al processo di integrazione europea, con la prospettiva di un’Unione Europea più politica e meno burocratica».

Durante la campagna elettorale, la coalizione di centrodestra non si è però dimostrata del tutto compatta nelle questioni relative, per esempio, alla guerra in Ucraina. Il leader della Lega Matteo Salvini ha infatti messo in dubbio in varie occasioni l’efficacia delle sanzioni contro la Russia, difese da Meloni. In alcune interviste, il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi ha invece cercato di giustificare la scelta del presidente russo Vladimir Putin di invadere l’Ucraina.

Il 15 settembre i partiti di centrodestra si sono divisi anche su un voto al Parlamento europeo, che ha accusato l’Ungheria governata da Viktor Orban di minacciare i valori fondanti dell’Ue. In quell’occasione, Lega e Fratelli d’Italia hanno votato contro la decisione del Parlamento europeo, votando in maniera diversa rispetto a Forza Italia.

La Lega ha comunque sempre votato a favore dei provvedimenti a sostegno dell’Ucraina e delle sanzioni contro la Russia.

I diritti sociali e civili

A differenza dei programmi elettorali di vari altri partiti, quello della coalizione di centrodestra non ha una sezione dedicata ai diritti sociali e civili. I partiti della coalizione, sebbene con sfumature diverse, sono compatti nell’opporsi a proposte di legge come quelle sulla riforma della legge per la concessione della cittadinanza italiana o sul suicidio medicalmente assistito, tra quelli più discussi nell’ultima legislatura.

Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, per esempio, non sosterranno l’introduzione dello ius scholae nel nostro Paese. L’obiettivo dei promotori di questa riforma – tra cui ci sono il Partito democratico e il Movimento 5 stelle – è quello di concedere la cittadinanza ai minori stranieri che hanno frequentato un ciclo scolastico nel nostro Paese per almeno cinque anni, senza dover necessariamente attendere il compimento dei 18 anni di età. Discorso analogo vale anche per il cosiddetto “ddl Zan”, ossia la proposta di legge contro l’omotransfobia. «Contrasteremo misure come il ddl Zan», spiega il programma elettorale della Lega, «le proposte di legalizzazione della cannabis e la visione per cui una vita è degna di esser vissuta solo se in forze ed in salute (eutanasia/suicidio assistito)».

Sull’aborto, Meloni ha più volte ribadito di non voler modificare la legge n. 194 del 1978, che contiene le norme sulla «tutela sociale della maternità» e sull’«interruzione volontaria della gravidanza». Negli ultimi anni, però, alcune regioni governate dal centrodestra hanno introdotto regole per rendere meno agevole l’accesso all’aborto. È il caso, per esempio, dell’Umbria e delle Marche.

Il Pnrr

Il programma elettorale della coalizione di centrodestra contiene anche due obiettivi per quanto riguarda il Pnrr, il piano finanziato dall’Ue con oltre 190 miliardi di euro, in prestiti e risorse a fondo perduto, per rilanciare l’economia italiana. Fratelli d’Italia e i suoi alleati hanno promesso il «pieno utilizzo delle risorse del Pnrr» e di approvare una «revisione del Pnrr», in accordo con l’Ue, «in funzione delle mutate condizioni, necessità e priorità». 

Non è chiaro che cosa intenda il centrodestra, nello specifico, con «revisione» del piano. Vari esponenti della coalizione hanno più volte dichiarato che, in ogni caso, gli stanziamenti del Pnrr andrebbero rivisti a causa dell’aumento dell’inflazione e della crisi energetica. Le regole europee prevedono che il Pnrr possa essere modificato, ma il processo sarebbe tutt’altro che semplice. L’Italia dovrebbe infatti dimostrare all’Ue di non riuscire a portare a termine il proprio piano, in parte o nella sua totalità, convincendo anche gli altri Stati membri.

Le tasse

Il fisco copre un intero capitolo nel programma elettorale del centrodestra, che, tra le altre cose, ha promesso la «riduzione della pressione fiscale per famiglie, imprese e lavoratori autonomi» e l’introduzione della cosiddetta “pace fiscale”, ossia un condono per consentire a chi non è in regola con il fisco di regolarizzare la propria posizione, pagando meno di quanto dovuto. 

Lega e Forza Italia hanno fatto della flat tax uno dei loro cavalli di battaglia di questa campagna elettorale. Introdurre un sistema di tassazione dei redditi con un’unica aliquota uguale per tutti i contribuenti sarebbe però insostenibile per le casse dello Stato. Per questo motivo, il programma del centrodestra propone più cautamente di estendere alle partite Iva con un fatturato fino a 100 mila euro il regime forfetario al 15 per cento, oggi in vigore per quelli fino a 65 mila euro. In più, Fratelli d’Italia propone di tassare con un’unica aliquota gli incrementi di reddito dei contribuenti rispetto alle annualità precedenti.

L’immigrazione

Sul contrasto all’immigrazione illegale, Lega e Fratelli d’Italia hanno proposte diverse. La proposta del partito di Meloni è quella di introdurre il cosiddetto “blocco navale”, non inteso come atto di guerra, ma come «missione militare europea, realizzata in accordo con le autorità libiche, per impedire ai barconi di immigrati di partire in direzione dell’Italia» (un progetto che ha diversi limiti di fattibilità). 

Salvini ha invece promesso di reintrodurre i cosiddetti “decreti Sicurezza” durante il «primo Consiglio dei ministri» di un futuro governo di centrodestra. Entrambe queste proposte sono contenute nel programma della coalizione.

L’ambiente

Infine, vediamo che cosa potrebbe fare la coalizione di centrodestra sul tema dell’ambiente e del contrasto ai cambiamenti climatici. Nel programma elettorale si legge che l’ambiente è una «priorità», anche se le proposte contenute nel capitolo dedicato sono piuttosto vaghe. Tra le altre cose, si promette di «rispettare e aggiornare gli impegni internazionali assunti dall’Italia per contrastare i cambiamenti climatici» e di aumentare il numero di alberi piantati sul territorio nazionale.

Contemporaneamente, però, per aumentare l’autosufficienza energetica, i partiti di centrodestra hanno difeso la necessità di rafforzare l’estrazione di gas naturale in Italia, cambiando idea rispetto a quanto dichiarato in passato. 

In generale, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia non negano l’esistenza dei cambiamenti climatici, come dichiarato da vari esponenti del Partito democratico, ma di recente hanno comunque difeso posizioni che rischiano di rallentare la transizione ecologica.

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