Come funziona la nuova legge elettorale proposta dal centrodestra

Il testo è stato presentato per l’esame in Parlamento. Dal premio di maggioranza alle soglie di sbarramento, abbiamo riassunto le principali novità 
ANSA/IGOR PETYX
ANSA/IGOR PETYX
Nel tardo pomeriggio di giovedì 26 febbraio i rappresentanti dei gruppi parlamentari di centrodestra hanno presentato alla Camera e al Senato la loro proposta di riforma della legge elettorale. La legge elettorale ricopre un ruolo centrale in un sistema democratico, perché è l’insieme di regole con cui sono assegnati ai singoli partiti i seggi in Parlamento in base ai voti ricevuti nelle urne. 

In Italia la legge elettorale attualmente in vigore è il cosiddetto Rosatellum, dal nome del deputato Ettore Rosato (oggi vicesegretario di Azione), uno dei principali sostenitori del testo quando è stato approvato nel 2017. Da tempo però, dopo le elezioni politiche del 2022, sia i partiti di centrodestra che sostengono il governo Meloni sia quelli di centrosinistra discutono su come cambiare questo sistema elettorale, che negli anni ha mostrato diversi problemi.  

Dopo un lungo dibattito all’interno della coalizione, i partiti di centrodestra hanno così presentato la loro proposta di riforma, che ora dovrà essere esaminata (ed eventualmente modificata) sia dalla Camera che dal Senato, e per essere approvata dovrà ottenere il via libera nello stesso testo in entrambi i rami del Parlamento. Il testo della proposta di riforma non è ancora pubblicamente disponibile, ma Pagella Politica ne ha potuto prendere visione.

Un sistema proporzionale

Innanzitutto, la proposta di riforma del centrodestra prevede l’introduzione di un sistema elettorale proporzionale per assegnare i 400 seggi della Camera e i 200 seggi del Senato. In altre parole, ogni partito eleggerà un numero di parlamentari in proporzione al numero di voti ottenuti alle elezioni. Le uniche eccezioni a questo sistema sono previste per la Valle d’Aosta e il Trentino-Alto Adige, dove la proposta di riforma prevede regole specifiche per garantire la rappresentanza delle minoranze linguistiche. 

In base alla proposta, l’Italia sarà suddivisa in collegi plurinominali e circoscrizioni (su quest’ultime ci torneremo più avanti). Nei collegi plurinominali, ossia piccole porzioni di territorio, i partiti – che possono coalizzarsi tra loro – presentano una lista di candidati e riceveranno un numero di seggi in Parlamento in proporzione al numero di voti ricevuti. Gli elettori non possono indicare preferenze sui nomi dei candidati, che sono eletti in base all’ordine dei nomi sulle liste presentate dai partiti. Per eleggere rappresentanti in Parlamento bisognerà superare la soglia di sbarramento a livello nazionale, fissata per le liste singole al 3 per cento dei voti. La proposta prevede comunque un’eccezione a questa regola: nelle coalizioni che ottengono almeno il 10 per cento dei voti ottiene seggi anche la prima lista che non ha ottenuto il 3 per cento. Prendiamo per esempio la coalizione di centrodestra, formata da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati. Se la coalizione supera il 10 per cento e Noi Moderati ottenesse il 2,9 per cento, il partito di Maurizio Lupi potrebbe comunque eleggere parlamentari. In sostanza, questa eccezione è praticamente un incentivo ai partiti più piccoli a coalizzarsi con altri più grandi.

Il “premio di governabilità”

Per favorire la formazione e la stabilità di una maggioranza in Parlamento, la proposta del centrodestra prevede l’assegnazione sia alla Camera che al Senato di «un premio di governabilità», ossia un premio di maggioranza per il partito o la coalizione che ottiene almeno il 40 per cento dei voti alle elezioni. 

Alla Camera il premio previsto è pari a 70 seggi aggiuntivi, mentre al Senato è pari a 35 seggi in più. Il testo del centrodestra prevede che la lista o la coalizione che ottiene il premio di governabilità non possa avere in totale più di 230 seggi su 400 alla Camera e più di 114 seggi su 200 al Senato. I seggi ottenuti con il premio di governabilità non saranno assegnati ai candidati presentati dal partito o dalla coalizione nelle liste dei collegi plurinominali, ma ai candidati presentati nelle “liste circoscrizionali”. Semplificando molto, le liste circoscrizionali sono listini a parte presentati dal partito o dalla coalizione per un’intera circoscrizione, ossia un gruppo di più collegi plurinominali.

Il ballottaggio

Se nessuna lista o coalizione ottiene almeno il 40 per cento dei voti per ottenere il premio di governabilità, la proposta di riforma prevede la possibilità di un secondo turno di ballottaggio tra le due liste o coalizioni più votate, per stabilire a chi assegnare il premio.

Il ballottaggio però non scatta in automatico, perché è necessario che entrambe le liste o coalizioni abbiano ottenuto al primo turno almeno il 35 per cento dei voti. Se nessuna delle due liste o coalizioni ha raggiunto questa percentuale di voti, il ballottaggio non si tiene e i seggi da attribuire con il premio di maggioranza saranno ripartiti in modo proporzionale tra tutte le liste.

Come si vota

Secondo quanto proposto nel testo, ogni elettore riceverà una scheda per la Camera e una per il Senato su cui saranno riportati i simboli di ogni lista. A fianco ai simboli non ci sarà il nome del leader del partito o della coalizione, che però dovrà essere comunque dichiarato al momento della presentazione delle liste.

Sulla scheda a fianco a ciascun simbolo ci sarà un rettangolo con all’interno i nomi dei candidati della lista nel collegio plurinominale in cui vota l’elettore e in basso un altro rettangolo con lista di candidati circoscrizionale per l’eventuale premio di governabilità. Nel caso delle coalizioni, i simboli delle varie liste e i candidati associati saranno raggruppati in un unico riquadro più ampio. 

Ogni elettore potrà votare in tre modi diversi: barrando il simbolo di una lista; barrando il rettangolo della lista “circoscrizionale” collegata a una lista o a una coalizione; oppure barrando sia il simbolo di una lista sia la lista “circoscrizionale”. In questi ultimi due casi, se si tratta di una coalizione, i voti alla lista circoscrizionale saranno redistribuiti tra i partiti che compongono la coalizione in maniera proporzionale.
Il modello della scheda elettorale per l’elezioni alla Camera dei deputati
Il modello della scheda elettorale per l’elezioni alla Camera dei deputati
Nell’eventuale ballottaggio la scheda sarà invece composta da due riquadri corrispondenti a ciascuna delle due liste ammesse e, nel caso delle coalizioni, avranno al loro interno i simboli delle liste che le compogono. Al ballottaggio l’elettore dovrà semplicemente barrare il riquadro della lista o coalizione che preferisce.
Il modello della scheda elettorale per il ballottaggio alla Camera dei deputati
Il modello della scheda elettorale per il ballottaggio alla Camera dei deputati

Le differenze con il Rosatellum

Il sistema che punta a introdurre la coalizione di centrodestra è nettamente diverso rispetto al Rosatellum

A differenza di quello proposto dal centrodestra, il Rosatellum è una sistema misto: una parte dei seggi del Parlamento viene assegnata con un sistema proporzionale, mentre la restante con il sistema maggioritario. I seggi assegnati con il maggioritario sono assegnati in collegi uninominali dove ogni partito o coalizione presenta un candidato e viene eletto quello più votato. Le altre due grandi differenze della proposta del centrodestra rispetto al Rosatellum sono il premio di maggioranza e l’eventuale ballottaggio, non previste nel sistema attualmente in vigore. 

Come si legge nella relazione introduttiva della proposta, attraverso il proporzionale puro e l’aggiunta di un premio di governabilità, il nuovo sistema elettorale punta a garantire «maggioranze parlamentari riconoscibili e stabili, nel rispetto del pluralismo politico». Per contro, i partiti di opposizione hanno già criticato il testo presentato dalla maggioranza. In particolare, le opposizioni hanno lamentato il fatto di non essere state coinvolte nell’elaborazione della proposta e hanno criticato soprattutto il premio di maggioranza, considerato eccessivo.

Il testo della proposta del centrodestra in ogni caso dovrà essere esaminato dal Parlamento, e potrà subire modifiche. Fonti dei partiti di centrodestra hanno confermato a Pagella Politica che l’esame inizierà alla Camera nelle prossime settimane. Dopo l’eventuale via libera della Camera, il testo passerà al Senato.

Non votare al buio. Leggi la guida al referendum.

Spiega in modo chiaro che cosa cambia con la riforma della giustizia e quali sono le ragioni del Sì e del No.

Con la membership riceverai anche una newsletter quotidiana e l’accesso a contenuti esclusivi.
LEGGI LA GUIDA
Newsletter

Politica di un certo genere

Ogni martedì
In questa newsletter proviamo a capire perché le questioni di genere sono anche una questione politica. Qui un esempio.

Ultimi articoli