Nei giorni scorsi il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti ha iniziato uno sciopero della fame, diventato poi uno sciopero della sete, e culminato con un “autosequestro” alla Camera: «Contro il sequestro della Commissione di vigilanza Rai da parte della maggioranza, mi autosequestro nella casa della democrazia e passo da questo momento dallo sciopero della fame a quello della sete», aveva infatti annunciato Giachetti il 15 maggio, mentre si ammanettava al proprio banco dell’aula parlamentare. L’occupazione si è conclusa poi cinque ore dopo, quando il centrodestra ha accontentato la richiesta del deputato: convocare il 27 maggio una seduta della Commissione di vigilanza. «Abbiamo a cuore la salute dell’onorevole Roberto Giachetti, di cui non condividiamo le motivazioni che lo hanno spinto a intraprendere questa forma di lotta ma ha il nostro rispetto sia umano che politico. Per questo ribadiamo che siamo disponibili a garantire il numero legale nella prossima seduta della commissione», ha fatto sapere la maggioranza in una nota.
Ma che cosa sta succedendo alla Commissione di Vigilanza Rai e perché un deputato è disposto a iniziare uno sciopero della fame e a incatenarsi alla Camera pur di convocarla?
Ma che cosa sta succedendo alla Commissione di Vigilanza Rai e perché un deputato è disposto a iniziare uno sciopero della fame e a incatenarsi alla Camera pur di convocarla?