No, il Festival di Sanremo non genererà 200 milioni di ricchezza

Lo ha detto Santanchè, gonfiando l’impatto economico dell’evento e i benefici per la città
ANSA
ANSA
Il 25 febbraio la ministra del Turismo Daniela Santanchè ha parlato del Festival di Sanremo, definendolo una «vetrina» che «promuove l’Italia nel mondo» e prendendolo come esempio di grande evento capace di «generare ricchezza».

In un comunicato stampa pubblicata sul sito del Ministero del Turismo, Santanchè ha commentato in particolare le previsioni sull’impatto economico dell’edizione 2026 della manifestazione, sottolineandone la portata e la crescita rispetto agli anni passati. Come riportato nel titolo del comunicato, secondo la ministra, questa edizione del Festival «genera 200 milioni di impatto economico». Secondo i dati citati da Santanchè, che fanno riferimento a un report elaborato dall’ufficio statistica del Ministero del Turismo, si tratterebbe di un incremento del 9,2 per cento rispetto ai 184 milioni registrati nell’edizione precedente, quella del 2025. 

Ma i numeri le danno davvero ragione? In breve, la risposta è no: come evidenziato dalla stessa Santanché nel prosieguo del comunicato stampa, la parte più consistente di quei 200 milioni non corrisponde a una spesa reale, ma a una stima in cui pesa soprattutto il valore legato al marchio e all’immagine di Sanremo.

Quanto vale la spesa “reale”

Santanchè si è basata su un report condotto dall’ufficio statistica del Ministero del Turismo sulla base dei dati del portale “Alloggiati Web” del Ministero dell’Interno, e delle società di consulenza turistica JFC e Lybratech. Il rapporto non è al momento pubblicamente disponibile e per questo non è possibile verificare in modo indipendente i dati citati nel comunicato stampa del Ministero del Turismo, che vanno dunque presi per buoni.

Sebbene non sia indicata con precisione l’area geografica di riferimento, secondo il comunicato stampa del ministero per la settimana di Sanremo si prevedono 7.250 arrivi, quasi 40 mila pernottamenti e un aumento della permanenza media da 5,1 a 5,5 giorni rispetto al 2025. Gli arrivi contano le persone che hanno fatto check-in nelle strutture ricettive, mentre i pernottamenti indicano il numero totale di notti trascorse. 

Come si legge nel comunicato stampa, la spesa diretta legata a questi flussi è stimata in 44 milioni di euro: 25 milioni destinati alla filiera turistica e 19 milioni ad attività locali e personale organizzativo. È quello che nel comunicato viene definito come «indotto economico immediato», cioè risorse che, almeno in teoria, corrispondono a soldi effettivamente spesi da visitatori, organizzatori e operatori economici sul territorio.

E il resto?

A questi introiti diretti si aggiunge poi una componente di possibili introiti legata al marchio di Sanremo.

Quest’ultima componente, come sottolineato nel comunicato stampa e dalla stessa Santanché ammonterebbe a circa 150 milioni di euro sui 200 totali. Di questi, 101 milioni deriverebbero dalla «copertura mediatica mondiale» e 48 milioni dalla «valorizzazione del brand territoriale», ossia dal «prestigio che la città e le sue imprese» acquisirebbero grazie «all’esposizione internazionale». Il comunicato stampa non chiarisce quale sia stata nel dettaglio la metodologia seguita per stimare tanto la valorizzazione del brand, quando il prestigio derivante dall’esposizione internazionale della città di Sanremo e delle sue imprese. Comunque, prendendo per buone queste stime, circa il 75 per cento dei 200 milioni di euro di introiti stimati non è legato a spese effettuate sul territorio, ma a una stima del valore economico della visibilità ottenuta sui media e a criteri difficili da verificare, come il prestigio attribuito al territorio grazie al Festival. Si tratta di una proiezione teorica, non di un’entrata effettiva nelle casse di imprese o lavoratori.

Insomma, il Festival di Sanremo ha certamente un impatto economico legato alla spesa di visitatori e organizzatori. Ma, stando alle stime riportate dallo stesso Ministero del Turismo, la cifra di 200 milioni di euro è composta in larga parte – 150 milioni – da una stima del valore pubblicitario e reputazionale dell’evento. Si tratta di una valutazione del ritorno d’immagine, non di risorse già prodotte e misurabili. Presentare l’intero importo come «impatto economico» rischia quindi di confondere la visibilità mediatica con l’effettiva ricchezza reale generata sul territorio.

Non votare al buio. Leggi la guida al referendum.

Spiega in modo chiaro che cosa cambia con la riforma della giustizia e quali sono le ragioni del Sì e del No.

Con la membership riceverai anche una newsletter quotidiana e l’accesso a contenuti esclusivi.
LEGGI LA GUIDA
Newsletter

Politica di un certo genere

Ogni martedì
In questa newsletter proviamo a capire perché le questioni di genere sono anche una questione politica. Qui un esempio.

Ultimi articoli