I risultati delle elezioni in quattro grafici

Dai risultati dei singoli partiti alla probabile suddivisione dei seggi in Parlamento, ecco come sono andate le elezioni politiche di domenica 25 settembre, spiegate con i numeri
ANSA/IGOR PETYX
ANSA/IGOR PETYX
La coalizione di centrodestra ha vinto le elezioni politiche di domenica 25 settembre. Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi moderati hanno ottenuto insieme il 43,8 per cento dei consensi e, secondo le stime più aggiornate, otterranno circa il 57 per cento dei seggi alla Camera dei deputati e al Senato. 

La coalizione di centrosinistra ha invece ottenuto il 26,1 per cento dei voti, il Movimento 5 Stelle il 15,4 per cento e la lista comune tra Azione e Italia Viva il 7,8 per cento. Sono rimasti sotto la soglia di sbarramento del 3 per cento, non eleggendo dunque parlamentari, Italexit e Unione popolare, per citare i due principali movimenti esclusi dal Parlamento.

Numeri alla mano, vediamo in quattro grafici come sono andate queste elezioni.

Il record negativo dell’affluenza

Rispetto alle elezioni del 2018, l’affluenza alle urne è calata: domenica 25 settembre ha votato il 63,7 per cento degli aventi diritto di voto contro il 73 per cento registrato a marzo 2018. Per la prima volta nella storia repubblicana l’affluenza è stata sotto il 70 per cento.

Tra le regioni del Mezzogiorno, in Sicilia si è registrata una maggiore affluenza rispetto a quanto ci si sarebbe atteso grazie alla concomitanza con le elezioni regionali. A livello nazionale, la regione con la minore affluenza è stata la Calabria (50,8 per cento), seguita da Sardegna e Campania, mentre quella con la maggiore affluenza è stata l’Emilia-Romagna (72 per cento), seguita da Veneto e Lombardia, le altre due regioni sopra il 70 per cento. 

Il calo dei votanti rispetto alle scorse elezioni non è però stato uniforme e ha colpito in particolare il Mezzogiorno. Rispetto al 2018 il Molise ha avuto un calo di 15 punti percentuali, così come la Campania, mentre Calabria, Basilicata, Puglia e Sardegna sono scese di 12 punti percentuali. In Sicilia il calo è stato di 5 punti, in Emilia-Romagna di 6 punti e in Lombardia di quasi 7 punti.

A livello provinciale le tre province con l’affluenza più alta sono state Bologna, Brescia e Bergamo, mentre le tre con l’affluenza più bassa sono state Crotone, Reggio Emilia e Nuoro. 

Va comunque sottolineato che è stata la prima volta in cui si è votato a settembre per le elezioni politiche, con una campagna elettorale tenuta d’estate: questo fattore potrebbe aver contribuito in parte a un calo della partecipazione al voto.

La distribuzione dei consensi

Alla Camera dei deputati, a livello nazionale Fratelli d’Italia ha ottenuto il 26 per cento dei voti, il Partito democratico il 19,1 per cento, il Movimento 5 Stelle il 15,4 per cento e la Lega l’8,9 per cento. Ci sono poi Forza Italia con l’8,1 per cento e Azione e Italia viva con il 7,8 per cento. Poco sopra la soglia di sbarramento del 3 per cento è arrivata Alleanza Verdi-Sinistra, con il 3,6 per cento, mentre sotto la soglia dell’1 per cento troviamo Noi moderati, con lo 0,9 per cento, e Impegno civico, con lo 0,6 per cento: i loro voti non saranno conteggiati per il risultato della coalizione. Più Europa è arrivata poco sotto il 3 per cento, fermandosi al 2,8 per cento: questo significa che non eleggerà parlamentari nei collegi plurinominali, quelli che eleggono deputati con il sistema proporzionale, ma i suoi voti andranno agli altri due partiti della coalizione di centrosinistra. 

Complessivamente il centrodestra ha ottenuto il 43,8 per cento, mentre il centrosinistra il 26,1 per cento, un distacco pari a 18 punti percentuali. 

I consensi della coalizione di centrodestra si concentrano soprattutto nelle regioni del Nord, mentre quelli della coalizione di centrosinistra nelle regioni del Centro e quelli del Movimento 5 Stelle nelle zone meridionali. La regione dove il centrodestra è andato meglio è stata il Veneto e la peggiore la Campania, per il centrosinistra sono invece state rispettivamente l’Emilia-Romagna e la Sicilia. Il Movimento 5 stelle ha ottenuto il suo miglior risultato in Campania e il peggiore in Veneto, mentre la lista Azione-Italia viva rispettivamente in Lombardia e Calabria. 

In generale, la bassa affluenza nelle regioni meridionali ha determinato un risultato a livello nazionale più basso per il Movimento 5 stelle, mentre l’alta affluenza di Lombardia e Lazio ha aiutato Azione e Italia viva. Le grandi città hanno votato prevalentemente per il centrosinistra.

Le sfide nei collegi uninominali

Alle ore 13:30 del 26 settembre, i risultati nei collegi uninominali, quelli che eleggono i parlamentari con il sistema maggioritario, non sono ancora definitivi in quanto lo scrutinio sta procedendo a rilento. Al momento il centrodestra è avanti in 124 collegi uninominali alla Camera su 147 e in 59 su 74 al Senato. Il centrosinistra è invece avanti in dieci collegi alla Camera e in sette al Senato, tutti concentrati nelle città e nelle cosiddette “zone rosse”, territori storicamente più vicini al centrosinistra.

Azione e Italia viva non otterranno nessun seggio assegnato con i collegi uninominali, mentre il Movimento 5 stelle è attualmente avanti in nove collegi alla Camera e in cinque al Senato.
Il netto vantaggio a livello nazionale del centrodestra sul centrosinistra ha permesso ai quattro partiti della coalizione di vincere la maggior parte dei collegi. Ma, per il momento, è impossibile prevedere l’esatto numero dei seggi che sarà ottenuto dai partiti, considerando anche quelli assegnati con il sistema proporzionale nei collegi plurinominali. Bisognerà infatti attendere la fine dello scrutinio, ma ci sono comunque alcune stime che mostrano come molto probabilmente saranno i rapporti di forza all’interno del prossimo Parlamento, che per la prima volta nella storia conterà 600 membri: 400 alla Camera e 200 al Senato.

Secondo i calcoli di da Quorum/YouTrend, alla Camera dei deputati il centrodestra dovrebbe ottenere 235 seggi su 400, il centrosinistra 79, il Movimento 5 stelle 51, Azione-Italia viva 21 e gli altri 13. Al Senato il centrodestra dovrebbe invece avere 115 seggi su 200, il centrosinistra 41, il Movimento 5 stelle 28, Azione-Italia viva nove e gli altri partiti sette.

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