Negli ultimi giorni l’attacco di Israele e Stati Uniti all’Iran è stato al centro del dibattito politico in Italia. L’operazione militare, iniziata sabato 28 febbraio, ha causato la morte della guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei, che guidava il Paese dal 1989.
Sulla vicenda sono intervenuti diversi leader politici, tra cui il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. Il 2 marzo, durante l’informativa in Parlamento del ministro della Difesa Guido Crosetto e del ministro degli Esteri Antonio Tajani, Conte ha affermato che «il 72 per cento della popolazione mondiale vive in autocrazie e regimi illiberali». Una posizione analoga era stata espressa dallo stesso Conte pochi giorni prima. Il 28 febbraio, in un post pubblicato su X, il leader del Movimento 5 Stelle aveva chiesto che l’Italia e l’Unione europea si schierassero contro gli attacchi statunitensi e israeliani, sostenendo che stessero provocando la reazione militare dell’Iran e contribuendo a destabilizzare il Medio Oriente. «Nessuno può simpatizzare per il regime di Teheran e per il modo in cui soffoca i diritti, ma non può essere questo il modo di agire», aveva scritto, aggiungendo che «oltre la metà della popolazione mondiale vive in regimi autocratici e illiberali» e chiedendo: «che facciamo, esportiamo la democrazia con le bombe in tutti questi Paesi?».
Al di là delle opinioni politiche sulla vicenda, abbiamo verificato l’affermazione di Conte secondo cui oltre la metà della popolazione mondiale vivrebbe sotto regimi autocratici. In breve: per una delle principali classificazioni internazionali è vero che la maggioranza della popolazione globale risiede in Paesi considerati non democratici. Tuttavia, la distinzione tra democrazie e autocrazie non è così netta come può apparire, perché dipende dai criteri e le modalità utilizzate per questa classificazione.
Sulla vicenda sono intervenuti diversi leader politici, tra cui il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. Il 2 marzo, durante l’informativa in Parlamento del ministro della Difesa Guido Crosetto e del ministro degli Esteri Antonio Tajani, Conte ha affermato che «il 72 per cento della popolazione mondiale vive in autocrazie e regimi illiberali». Una posizione analoga era stata espressa dallo stesso Conte pochi giorni prima. Il 28 febbraio, in un post pubblicato su X, il leader del Movimento 5 Stelle aveva chiesto che l’Italia e l’Unione europea si schierassero contro gli attacchi statunitensi e israeliani, sostenendo che stessero provocando la reazione militare dell’Iran e contribuendo a destabilizzare il Medio Oriente. «Nessuno può simpatizzare per il regime di Teheran e per il modo in cui soffoca i diritti, ma non può essere questo il modo di agire», aveva scritto, aggiungendo che «oltre la metà della popolazione mondiale vive in regimi autocratici e illiberali» e chiedendo: «che facciamo, esportiamo la democrazia con le bombe in tutti questi Paesi?».
Al di là delle opinioni politiche sulla vicenda, abbiamo verificato l’affermazione di Conte secondo cui oltre la metà della popolazione mondiale vivrebbe sotto regimi autocratici. In breve: per una delle principali classificazioni internazionali è vero che la maggioranza della popolazione globale risiede in Paesi considerati non democratici. Tuttavia, la distinzione tra democrazie e autocrazie non è così netta come può apparire, perché dipende dai criteri e le modalità utilizzate per questa classificazione.