Negli ultimi giorni l’attacco congiunto di Israele e Stati Uniti contro l’Iran e le successive risposte militari iraniane hanno alimentato un acceso dibattito politico anche in Italia. Al centro delle polemiche sono finiti due membri del governo: il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, accusati dalle opposizioni di essere stati colti alla sprovvista dalle operazioni militari condotte in Medio Oriente da Paesi alleati.
In particolare, Crosetto è stato criticato per essersi trovato a Dubai – a suo dire, per motivi personali – dopo l’inizio dell’operazione. All’attacco israeliano e statunitense è infatti seguita la risposta iraniana con il bombardamento di diverse città del Golfo Persico, tra cui proprio Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Il 2 marzo, durante un’informativa in Parlamento, il ministro della Difesa ha respinto le accuse dichiarando: «Ho scritto a tutti i miei colleghi ministri della Difesa e nessun Paese europeo ha ricevuto alcuna informazione», se non ad attacco iniziato.
Sulla stessa linea si è espresso Tajani. Nella stessa occasione, il ministro degli Esteri ha affermato di essere stato informato dal suo omologo israeliano Gideon Sa’ar solo a operazione già avvenuta e di averlo poi riferito alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Per sostenere che quello italiano non fosse un caso isolato, Tajani ha aggiunto: «Francesi e inglesi hanno riferito pubblicamente di non aver ricevuto alcun avvertimento preventivo», mentre «noi, come tedeschi e polacchi, siamo stati informati ad operazione iniziata».
Ma è davvero così? Abbiamo verificato le dichiarazioni ufficiali e le ricostruzioni giornalistiche disponibili. In breve: le parole di Tajani trovano riscontro per quanto riguarda la Francia, ma non per gli altri Paesi citati.
In particolare, Crosetto è stato criticato per essersi trovato a Dubai – a suo dire, per motivi personali – dopo l’inizio dell’operazione. All’attacco israeliano e statunitense è infatti seguita la risposta iraniana con il bombardamento di diverse città del Golfo Persico, tra cui proprio Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Il 2 marzo, durante un’informativa in Parlamento, il ministro della Difesa ha respinto le accuse dichiarando: «Ho scritto a tutti i miei colleghi ministri della Difesa e nessun Paese europeo ha ricevuto alcuna informazione», se non ad attacco iniziato.
Sulla stessa linea si è espresso Tajani. Nella stessa occasione, il ministro degli Esteri ha affermato di essere stato informato dal suo omologo israeliano Gideon Sa’ar solo a operazione già avvenuta e di averlo poi riferito alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Per sostenere che quello italiano non fosse un caso isolato, Tajani ha aggiunto: «Francesi e inglesi hanno riferito pubblicamente di non aver ricevuto alcun avvertimento preventivo», mentre «noi, come tedeschi e polacchi, siamo stati informati ad operazione iniziata».
Ma è davvero così? Abbiamo verificato le dichiarazioni ufficiali e le ricostruzioni giornalistiche disponibili. In breve: le parole di Tajani trovano riscontro per quanto riguarda la Francia, ma non per gli altri Paesi citati.