Meloni ha cambiato idea sulla Flotilla?

Dopo il video del ministro israeliano Ben-Gvir la presidente del Consiglio ha condannato le azioni di Israele, ma qualche mese fa criticava gli attivisti
ANSA
ANSA
Mercoledì 20 maggio il ministro della Sicurezza nazionale di Israele Itamar Ben-Gvir ha pubblicato sul suo profilo X un video in cui vengono mostrate le condizioni degli attivisti della Global Sumud Flotilla, trattenuti ad Ashdod, una città a una quarantina di chilometri da Tel Aviv. All’inizio del video si vede una persona trascinata a terra dopo aver urlato «free, free Palestine», poi Ben-Gvir che sventola una bandiera israeliana, e in seguito gli attivisti costretti a stare inginocchiati a terra con la faccia rivolta verso il pavimento e le mani legate dietro la schiena.
Meno di due ore dopo la pubblicazione del video, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni con un messaggio sui social e una nota ufficiale ha condannato il trattamento degli attivisti, definendo «inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona». Inoltre, a nome suo e del ministro degli Esteri Antonio Tajani, Meloni ha detto di pretendere «le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del governo italiano». Per questi motivi, Tajani ha fatto sapere ieri di aver convocato al Ministero degli Esteri l’ambasciatore d’Israele in Italia.

Ma le reazioni della presidente del Consiglio non sono sempre state così decise. Sebbene lei stessa a fine aprile abbia detto di non aver cambiato idea sulla Flotilla, nei fatti le sue dichiarazioni più recenti sono diverse rispetto a quelle fatte mesi fa.

L’ultima missione della Flotilla

Gli attivisti, molti dei quali si trovano attualmente ad Ashdod, fanno parte dell’ultima missione della Global Sumud Flotilla che, come si legge sul sito ufficiale, è una «flotta coordinata e non violenta, composta da piccole imbarcazioni che partono dai porti del Mediterraneo per rompere l’assedio imposto a Gaza». L’iniziativa è nata con l’obiettivo di affrontare il blocco navale imposto da Israele nel 2009.

Negli anni sono partite diverse missioni, di cui tre solo negli ultimi dieci mesi. Tra le più recenti, la prima è partita a fine agosto 2025, poi una seconda ad aprile di quest’anno e, infine, una terza a maggio. In quest’ultima missione sono coinvolti oltre 400 attivisti, di cui 29 italiani. Tra gli italiani, due sono rientrati il 21 maggio in Italia: il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto e il giornalista de il Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani. Come ha spiegato il ministro degli Esteri ospite a Cinque minuti su RAI 1, lo stesso giorno «dovrebbero partire tutti gli italiani, ma anche gli altri della Flotilla fermati, per essere accompagnati in Grecia o in Turchia», e poi rientrare nei propri Paesi.

Le violenze emerse dal video di Ben-Gvir sono state confermate da Carotenuto e Mantovani. «Io ho preso le botte, Dario Carotenuto ha preso le botte, altri hanno preso più botte di noi. Ho visto persone con sospette fratture delle braccia e delle costole. Quasi tutti quelli che passavano per il container di ingresso venivano picchiati e sentivamo le grida dall’esterno. Anche gli abbordaggi sono stati molto più violenti che in passato», ha detto Mantovani.

Le reazioni di oggi

Di fronte alle violenze subite dai manifestanti Meloni e Tajani, insieme ad altri membri di maggioranza e opposizioni e al presidente della Repubblica, hanno criticato l’atteggiamento del governo israeliano.

Durante Cinque Minuti, Tajani ha detto che «la linea rossa è stata superata» e che il governo valuterà quali iniziative adottare, ma che sicuramente verranno presi provvedimenti perché «non si può andare avanti con questo atteggiamento». Secondo il ministro degli Esteri è inaccettabile «andare a prendere delle persone fuori dalle acque territoriali, che non sono dei terroristi, trattarli come terroristi, nessun rispetto della dignità umana, quindi violazione del diritto internazionale, violazione di qualsiasi regola nel mondo civile sul trattamento anche delle persone detenute. Ma questi non erano detenuti perché non hanno commesso alcun reato, non sono stati presi in territori israeliani, li sono andati a prendere in acque non israeliane, li hanno presi con la forza e li hanno portati lì».

Tra i ministri, anche quello della Difesa Guido Crosetto su X ha commentato il video di Ben-Gvir, sostenendo che «noi ci vantiamo di altro, ministro. Ci vantiamo di aver sempre trattato con rispetto i suoi connazionali e non abbiamo l’abitudine di arrestare le persone in acque internazionali ma semmai di soccorrerle se ne hanno bisogno».

In passato, però, le dichiarazioni dei membri del governo non erano state così dure.

E le reazioni dei mesi scorsi

A settembre 2025, dopo aver cercato di dissuadere gli attivisti dal continuare la missione, la presidente del Consiglio aveva ipotizzato che la Flotilla potesse compromettere l’accordo di pace raggiunto proprio in quelle settimane a Gaza e aveva invitato gli attivisti a «fermarsi ora e accettare una delle diverse proposte avanzate per la consegna, in sicurezza, degli aiuti» umanitari, accusandoli di strumentalizzare «la popolazione civile di Gaza».

Il 1° ottobre, durante un punto stampa, Meloni era tornata a criticare la Global Sumud Flotilla, definendo l’operazione pericolosa e irresponsabile. Inoltre, secondo lei la Flotilla «diceva di nascere per una questione umanitaria», ma «poi si è scoperto che non era per una questione umanitaria, era per forzare un blocco navale». In altre parole, Meloni aveva sostenuto che la Flotilla si fosse mascherata da missione umanitaria per sfidare il blocco navale israeliano. Come abbiamo raccontato in un articolo, però, non è vero che gli organizzatori avessero nascosto i loro intenti. Anzi, fin dall’inizio avevano dichiarato che l’obiettivo era rompere il blocco navale e portare aiuti alla popolazione di Gaza.
Negli scorsi mesi, quindi, Meloni ha criticato in più occasioni la missione, anche accusandola di mettere a rischio la popolazione della Striscia di Gaza o di mentire sull’obiettivo dell’iniziativa. E come lei altri membri del governo. Ad esempio, sempre a fine settembre il ministro dei Trasporti Matteo Salvini aveva detto che «entrare illegalmente in acque internazionali in una zona di guerra (…) non è né saggio, né prudente», sostenendo che «il messaggio che gli organizzatori volevano mandare sia stato mandato, un altro paio di maniche se uno cerca l’incidente diplomatico, lo scontro, la guerra». 

Diversa anche la reazione del ministro degli Esteri dopo l’abbordaggio della Flotilla a ottobre 2025. In quell’occasione su X Tajani aveva scritto che agli italiani fermati «verrà prestata tutta l’assistenza consolare necessaria con la richiesta al governo israeliano di garantire il rispetto dei diritti individuali fino al momento dell’espulsione». Ma non aveva condannato il fatto che le forze israeliane fossero andate «a prendere delle persone fuori dalle acque territoriali» violando il «diritto internazionale», come invece ha fatto il 20 maggio. 

Il 30 aprile, durante la penultima missione della Flotilla, dopo l’abbordaggio delle imbarcazioni da parte della marina israeliana, il tono di Meloni però è sembrato diverso rispetto ai mesi precedenti. In quell’occasione, dopo aver convocato una riunione con il ministro degli Esteri e quello della Difesa, in una nota ufficiale Meloni ha condannato «il sequestro delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, avvenuto ieri sera in acque internazionali al largo delle coste greche e chiede al governo d’Israele l’immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati, il pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull’incolumità fisica delle persone a bordo». Sempre il 30 aprile, durante una conferenza stampa, Meloni ha però sostenuto di non aver «cambiato molto idea» sulla missione. «A me continua a sfuggire quale sia l’utilità diciamo di iniziative che non portano benefici alla popolazione di Gaza, ma in compenso danno a noi molto altro lavoro e molti problemi da risolvere», aveva aggiunto.

Insomma, negli ultimi mesi la posizione di Meloni e più in generale del governo sulla Global Sumud Flotilla è cambiata, almeno nei toni. In autunno la presidente del Consiglio aveva insistito soprattutto sui rischi e sulla presunta inutilità della missione, arrivando a strumentalizzare gli obiettivi della Flotilla. Dalla fine di aprile, e ancora di più dopo la diffusione del video di Ben-Gvir, il governo ha spostato le sue critiche sul comportamento di Israele, parlando di violazione del diritto internazionale e di trattamento lesivo della dignità delle persone fermate.
Newsletter

Politica di un certo genere

Ogni martedì
In questa newsletter proviamo a capire perché le questioni di genere sono anche una questione politica. Qui un esempio.

Ultimi articoli