«Noi di Futuro Nazionale non ci poniamo limiti. Non abbiamo dogmi di sorta. Noi crediamo che lo Stato debba aiutare le imprese, ma anche garantire la dignità dei lavoratori. Per questo ho detto chiaramente che noi vorremmo fissare una soglia di retribuzione minima oraria». Così il deputato di Futuro Nazionale Gianangelo Bof ha spiegato a Pagella Politica la sua presa di posizione in aula alla Camera a favore dell’introduzione del salario minimo orario. Il 10 giugno, prima del voto di fiducia sul decreto “Lavoro”, Bof – da poco passato dalla Lega al partito di Vannacci – è intervenuto per esprimere la posizione di Futuro Nazionale sul provvedimento con cui il governo ha introdotto il cosiddetto “salario giusto”.
Come si legge nel decreto-legge, il “salario giusto” è un «trattamento economico complessivo adeguato alla quantità e alla qualità del lavoro prestato», che è definito dai «contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale». I contratti collettivi nazionali di lavoro, detti anche CCNL, sono accordi firmati a livello nazionale tra i sindacati dei lavoratori e le associazioni dei datori di lavoro, e stabiliscono regole fondamentali per ciascun settore economico: orari, mansioni, livelli di inquadramento, retribuzioni minime, scatti di anzianità, indennità e così via. Sono contratti validi per una determinata categoria di lavoratori e vanno periodicamente rinnovati per garantire che le tutele restino adeguate al costo della vita e all’inflazione.
Come si legge nel decreto-legge, il “salario giusto” è un «trattamento economico complessivo adeguato alla quantità e alla qualità del lavoro prestato», che è definito dai «contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale». I contratti collettivi nazionali di lavoro, detti anche CCNL, sono accordi firmati a livello nazionale tra i sindacati dei lavoratori e le associazioni dei datori di lavoro, e stabiliscono regole fondamentali per ciascun settore economico: orari, mansioni, livelli di inquadramento, retribuzioni minime, scatti di anzianità, indennità e così via. Sono contratti validi per una determinata categoria di lavoratori e vanno periodicamente rinnovati per garantire che le tutele restino adeguate al costo della vita e all’inflazione.