Mercoledì 5 agosto l’aula della Camera ha negato alla Procura di Roma l’autorizzazione ad acquisire le chat tra Andrea Delmastro Delle Vedove, deputato di Fratelli d’Italia ed ex sottosegretario alla Giustizia, e l’imprenditore Mauro Caroccia. A scrutinio segreto, 206 deputati hanno votato a favore per respingere la richiesta, mentre 133 hanno votato contro.
Le conversazioni erano conservate sul telefono di Caroccia, sequestrato durante un’indagine in cui l’imprenditore è indagato. Delmastro, invece, non risulta coinvolto nel procedimento. Caroccia sta inoltre scontando una condanna definitiva per l’intestazione fittizia di alcune attività di ristorazione, con l’aggravante di aver agevolato un clan mafioso.
Il voto non riguardava però la fondatezza delle ipotesi della procura. La Camera doveva soltanto decidere se i magistrati potessero esaminare la corrispondenza del parlamentare trovata sul telefono di Caroccia. Il 22 luglio la Giunta per le autorizzazioni aveva già proposto di respingere la richiesta, ritenendola troppo ampia e priva di sufficienti garanzie, ma per rendere definitiva la decisione serviva il voto dell’aula.
Le conversazioni erano conservate sul telefono di Caroccia, sequestrato durante un’indagine in cui l’imprenditore è indagato. Delmastro, invece, non risulta coinvolto nel procedimento. Caroccia sta inoltre scontando una condanna definitiva per l’intestazione fittizia di alcune attività di ristorazione, con l’aggravante di aver agevolato un clan mafioso.
Il voto non riguardava però la fondatezza delle ipotesi della procura. La Camera doveva soltanto decidere se i magistrati potessero esaminare la corrispondenza del parlamentare trovata sul telefono di Caroccia. Il 22 luglio la Giunta per le autorizzazioni aveva già proposto di respingere la richiesta, ritenendola troppo ampia e priva di sufficienti garanzie, ma per rendere definitiva la decisione serviva il voto dell’aula.