Schlein non ha una posizione chiara sulla patrimoniale

La segretaria del PD prima sostiene che «non si deve avere paura» di tassare i patrimoni, poi che l’argomento è «fuori dal programma» del centrosinistra
ANSA
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Non un tabù, ma un tema che va discusso. Un argomento su cui non si deve avere paura, ma al momento fuori dal programma condiviso del centrosinistra. Uno degli argomenti sui cui la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein sembra essere più tentennante da quando è capo del suo partito è senza dubbio la patrimoniale, termine con cui si intende un’imposta sui grandi patrimoni, sia per aumentare le entrate fiscali dello Stato sia come possibile soluzione alle crescenti disuguaglianze che esistono nel nostro Paese. 

Il tema della patrimoniale ritorna spesso al centro del dibattito politico, con proposte di legge spesso di iniziativa popolare, ma che non hanno mai fortuna. I partiti di centrodestra sono contrari alla patrimoniale, mentre tra i partiti di opposizione l’unica forza politica convintamente a favore è Alleanza Verdi-Sinistra. Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, il leader di Italia Viva Matteo Renzi e il segretario di Azione Carlo Calenda si sono infatti detti contrari, mentre Schlein sta adottando una posizione non netta sull’idea di introdurre in Italia una tassa sui grandi patrimoni.

La mozione congressuale

Una certa vaghezza sul tema della patrimoniale da parte di Schlein è emersa già nella mozione con cui si era presentata al congresso del PD del 2023, che ha poi vinto diventando segretaria del partito. «In una riforma fiscale complessiva e progressiva anche il tema dei grandi patrimoni deve essere affrontato in un’ottica redistributiva, a partire dall’allineamento della tassa sulle donazioni e successioni al livello degli altri grandi Paesi europei», si legge nel documento presentato da Schlein per il congresso. 

In altre parole, in questo caso l’allora candidata alla segreteria proponeva non tanto l’introduzione di una nuova tassa sui grandi patrimoni, quanto l’aumento dell’aliquota sui trasferimenti di beni o denaro a livello familiare, che oggi va dal 4 all’8 per cento a seconda dei casi, mentre secondo alcuni studi a livello europeo queste imposte possono arrivare fino a circa l’80 per cento come in Spagna.

A maggio 2023, pochi mesi dopo essere diventata segretaria del PD, Schlein è tornata sul tema della patrimoniale al Festival dell’Economia di Trento. In questo caso, la segretaria del PD ha detto che l’obiettivo principale deve essere «la progressività fiscale e la redistribuzione, a partire dalla riforma del catasto», chiedendo nuovamente l’aumento delle imposte di successione. Sempre in quell’occasione, Schlein ha affermato in maniera piuttosto vaga che «questo Paese (l’Italia, ndr) di patrimoniali ne ha già tante e dovrebbe riorganizzarle». Gli stessi concetti sono stati ribaditi da Schlein a dicembre 2023, durante un’intervista a Tagadà, su La7, in cui anche in questo caso non ha parlato espressamente di patrimoniale.
Non un tabù, ma a certe condizioni

Una posizione leggermente più definita, ma pur sempre evasiva, Schlein l’ha data un anno più tardi. 

Il 7 ottobre 2024, ospite del programma In altre parole su La7, il conduttore Massimo Gramellini le aveva chiesto una risposta «dritta», ossia un sì o un no, sulla possibilità di introdurre in Italia una tassa patrimoniale. «Quale? Dipende, non è un tabù», è stata la risposta di Schlein in quel caso. «Al G20, per iniziativa del presidente brasiliano Lula hanno discusso di un’iniziativa che riguarda i miliardari e prova a immaginare una tassazione internazionale o quantomeno europea perché con la mobilità che c’è oggi delle persone uno è un attimo che si sposta da un’altra parte», ha poi aggiunto la segretaria del PD. Il riferimento di Schlein è alle conclusioni della riunione del G20 – ossia la riunione dei capi di Stato e di governo dei 20 Paesi più industrializzati al mondo – tenutasi a Rio de Janeiro, in Brasile, a novembre 2024. In quel documento, firmato anche dall’Italia, i leader del G20 si erano impegnati tra le altre cose «a garantire che gli individui con un patrimonio netto ultra-elevato siano effettivamente tassati». Le conclusioni del G20, vale la pena ricordarlo, non sono vincolanti, ma sono semmai una serie di buone intenzioni che i leader decidono di prendere su diversi temi. 

Tornando a Schlein, a febbraio 2025, ospite della Tavola rotonda alla Treccani su fisco e disuguaglianze, la segretaria del PD ha detto che è necessaria una discussione su una patrimoniale «almeno livello europeo o internazionale», un concetto ribadito anche novembre dello stesso anno all’evento Il Domani delle donne, promosso dal quotidiano Domani. In questa occasione, Schelin ha detto di essere favorevole a «una tassazione a livello europeo sulle persone che hanno milioni a disposizione, cioè a una tassazione sui miliardari». Allo stesso tempo, Schlein ha smentito di avere «paura» di proporre una patrimoniale sui miliardari «a livello locale», cioè in Italia, spiegando che in Europa «i capitali viaggiano molto più velocemente delle persone».

Fuori dal programma condiviso

La segretaria del PD è poi tornata sul tema della patrimoniale ad aprile di quest’anno, in un’intervista a Scanner Live, il talk di approfondimento di Fanpage. Alla domanda su una possibile introduzione della patrimoniale in Italia, Schlein ha risposto che «la tassazione dei grandi patrimoni, dei milionari e dei miliardari, è un elemento su cui non ci può essere un tabù in questo Paese». «Dovremmo chiaramente discutere all’interno della nostra coalizione, nella costruzione del programma, anche della questione fiscale. Su alcune cose siamo già d’accordo», ha aggiunto la segretaria del PD.

Il 30 maggio, in un’ospitata al programma Accordi&Disaccordi sul Nove, Schlein invece ha ribadito la necessità di una patrimoniale a livello europeo. Alla domanda del conduttore Luca Sommi sull’idea del segretario della CGIL di Maurizio Landini di introdurre in Italia una tassa aggiuntiva sui patrimoni più elevati, superiori ai 2 milioni di euro, Schlein ha ribadito che è sempre stata favorevole a una tassa europea sui grandi patrimoni, aggiungendo che «ci sarà una discussione con gli altri alleati» su un’eventuale tassa a livello italiano, «perché ci sono posizioni diverse». 

Pochi giorni più tardi, il 5 giugno, ospite del Convegno dei giovani imprenditori di Confindustria a Rapallo, la segretaria del PD è sembrata assumere una linea più netta, sostenendo che al momento la patrimoniale non è «assolutamente» nel programma condiviso della coalizione di centrosinistra, ribadendo che ci sarà comunque una discussione sul tema.

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