Quando i Fact-Checker sbagliano


Pubblicato il 21 feb 2015


Uno dei compiti fondamentali del fact-checker è riconoscere quando sbaglia. E capita, a volte. Di norma, ogni fact-checking di cui modifichiamo il verdetto include un aggiornamento nel testo dell'analisi; ma non ci sembrava sufficiente. A partire da giovedì scorso, 19 febbraio 2015, per ragioni di trasparenza e di correttezza nei vostri confronti, vogliamo racchiudere qui dentro tutte le volte che dovremo correggere, rettificare, o aggiornare una nostra analisi.


Sulle variazioni del gruppo M5S al Senato (17 maggio 2016) - Grazie alla segnalazione di un lettore, ci siamo accorti che un’analisi del marzo 2014, riguardo una dichiarazione di Pippo Civati, conteneva un errore nel numero di abbandoni del gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle al Senato (alla data della dichiarazione erano 13 e non 8).


Sul turismo in Veneto (27 ottobre 2015) - La nostra analisi della dichiarazione di Matteo Renzi “Il turismo in Veneto ha fatto +20%” è stata inizialmente pubblicata con il verdetto di “Panzana pazzesca”. Tuttavia, poiché il turismo in Veneto ha mostrato comunque un aumento - in base ai dati a disposizione - e dunque la dichiarazione di Matteo Renzi non è totalmente falsa, per quanto decisamente esagerata, il verdetto è stato rivisto da “Panzana pazzesca” a “Pinocchio andante”.


Sull'elezione diretta dei governi (13 agosto 2015) - Nell'analisi pubblicata in data 17 aprile 2015 abbiamo erroneamente affermato come l'ultimo Governo Berlusconi (2008-2011) fosse l'ultimo governo eletto, ignorando le indicazioni della nostra Costituzione. L'unico organo ad essere eletto direttamente dal popolo è infatti il Parlamento, che vota poi la fiducia all'esecutivo. Nessun governo può quindi essere "eletto" o "non eletto", in quanto tutti espressione di maggioranze parlamentari.


Sul numero di poveri in Italia (9 luglio 2015) - La povertà può essere misurata in molti modi diversi. Noi ci affidiamo solitamente all'Istat che pubblica dati sulla povertà relativa ed assoluta. I dati Istat sono però "in ritardo" di uno-due anni sull'anno in corso, e nel fare questo fact-checking a Silvio Berlusconi non avevamo visto un'audizione del Presidente Inps Boeri che presentava cifre più aggiornate.


Sugli 80 euro e i consumi, cosa ha detto Bankitalia (7 luglio 2015) - Su cosa avrebbe detto il governatore di Banca d'Italia Ignazio Visco sul bonus "80 euro", abbiamo commesso un pasticcio. Verificando una dichiarazione di Matteo Renzi su quanto contenuto nella Relazione Annuale di Banca d'Italia, ci siamo persi un passaggio fondamentale. Bankitalia non definisce "decisivi" gli 80 euro per la ripartenza dei consumi - già in corso dall'estate 2013 - però segnala che sono stati uno dei fattori per la continuazione di questo trend nel 2014.


Stato unioni tra individui dello stesso sesso in Portogallo e in Finlandia (reloaded, 24 maggio 2015) - Niente da fare, non riusciamo a evitare sbagli su questo argomento: siamo stati nuovamente corretti sulla Slovenia (che avevamo erroneamente - e nuovamente - inserito nella lista dei Paesi che non prevedono il matrimonio tra individui dello stesso sesso, mentre una forma di matrimonio è stata approvata in data 3 marzo). Allo stesso modo avevamo inserito il Portogallo tra i Paesi che non prevedono alcun tipo di norme sulle unioni di coppie dello stesso sesso, sbagliandoci (è previsto dal 31 maggio del 2010).


Matrimonio tra individui dello stesso sesso in Finlandia (20 marzo 2015) - Nell'analisi pubblicata in data 20 marzo 2015 abbiamo erroneamente inserito la Finlandia e la Slovenia tra i Paesi che non consentono il matrimonio tra individui dello stesso sesso. In Finlandia è stato definitivamente approvato in data 20 febbraio, mentre la Slovenia ha approvato il matrimonio tra individui dello stesso sesso il 3 marzo di quest'anno.


Messa in onda di PiazzaPulita (20 febbraio 2015) - Nell'articolo pubblicato sul blog di Pagella Politica in data 20 febbraio 2015, con il quale chiedevamo alla redazione del programma di rettificare uno sbaglio circa la diffusione di un video di tre anni fa erroneamente collegato all'ISIS, abbiamo sbagliato la data di messa in onda della trasmissione, indicando martedì invece di lunedì. Ci scusiamo con la redazione di PiazzaPulita per la svista.


Limiti di età per il regime dei minimi (19 febbraio 2015) - In questo fact-checking a Giorgia Meloni e nel fact-checking durante la puntata di Virus del 19 febbraio 2015 abbiamo parlato delle modifiche al regime fiscale agevolato per le partite IVA sotto ad un certo fatturato, quelle del cosiddetto "regime dei minimi". In entrambe le occasioni abbiamo erroneamente indicato che di tale regime potevano avvalersi esclusivamente gli under-35 per i primi cinque anni di attività. In realtà al regime potevano (e possono, dal momento che è stato derogato fino a fine anno dal decreto “milleproroghe”) accedere tutte le nuove partite IVA che rispettavano irequisiti previsti dalla legge (tra gli altri, illimite di fatturatoe il fatto che l’attività esercitata non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di un’altra attività precedentemente svolta) per l’anno di inizio dell’attività e per i 4 successivi. Il vantaggio per gli under 35 consiste nel poter rimanere nel regime dei minimi anche oltre il quarto anno successivo all'apertura della partita IVA,quindi fino all’anno in cui il contribuente compie 35 anni (cosa preclusa agli over-35, vedi dl 98/2011) se permangono gli altri requisiti. I verdetti di entrambe le dichiarazioni rimangono invariati, ma ci scusiamo sinceramente per l'errore.



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