Per anni, nel dibattito politico italiano, la tendenza a dividersi in tanti piccoli partiti è stata associata soprattutto alla sinistra. Negli ultimi tempi però anche il centro ha visto moltiplicarsi sigle, formazioni, scissioni e movimenti che cercano di ritagliarsi un proprio spazio all’interno del panorama politico.
L’ultimo arrivato è Più Uno, il partito che il 10 ottobre Ernesto Maria Ruffini, ex direttore dell’Agenzia delle entrate, e Franco Gabrielli, ex capo della Polizia, hanno presentato con l’obiettivo di rafforzare il centrosinistra. Per questo abbiamo selezionato i principali partiti e movimenti che, in modi diversi, si richiamano al centro, da Italia Viva di Matteo Renzi fino a Noi Moderati di Maurizio Lupi. Sono realtà con caratteristiche e dimensioni differenti, alcune delle quali non hanno nemmeno una rappresentanza in Parlamento. E, come vedremo, alcune fanno parte del centrosinistra, altre del centrodestra, mentre altre ancora cercano di costruire un’alternativa ai due schieramenti.
Ma quanto sono davvero diversi questi partiti, e perché non riescono ad allearsi tra loro? Abbiamo confrontato manifesti e proposte sui principali temi politici e, al netto delle dovute differenze, anche tra partiti di schieramenti opposti emergono diverse affinità. A spiegare la frammentazione del centro, quindi, potrebbero non essere soltanto le differenze politiche, ma anche i rapporti personali e le rivalità tra i leader.
L’ultimo arrivato è Più Uno, il partito che il 10 ottobre Ernesto Maria Ruffini, ex direttore dell’Agenzia delle entrate, e Franco Gabrielli, ex capo della Polizia, hanno presentato con l’obiettivo di rafforzare il centrosinistra. Per questo abbiamo selezionato i principali partiti e movimenti che, in modi diversi, si richiamano al centro, da Italia Viva di Matteo Renzi fino a Noi Moderati di Maurizio Lupi. Sono realtà con caratteristiche e dimensioni differenti, alcune delle quali non hanno nemmeno una rappresentanza in Parlamento. E, come vedremo, alcune fanno parte del centrosinistra, altre del centrodestra, mentre altre ancora cercano di costruire un’alternativa ai due schieramenti.
Ma quanto sono davvero diversi questi partiti, e perché non riescono ad allearsi tra loro? Abbiamo confrontato manifesti e proposte sui principali temi politici e, al netto delle dovute differenze, anche tra partiti di schieramenti opposti emergono diverse affinità. A spiegare la frammentazione del centro, quindi, potrebbero non essere soltanto le differenze politiche, ma anche i rapporti personali e le rivalità tra i leader.