Manca meno di un mese al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo e la campagna elettorale è entrata nel vivo. In vista del referendum, i primi a mobilitarsi sono stati i comitati, ossia gruppi di cittadini ed esperti che promuovono le ragioni del Sì o del No alla riforma della separazione delle carriere dei magistrati. Finora ne sono nati una decina, alcuni dei quali sono finiti al centro di una polemica su come si finanziano.
A fianco ai comitati, però, nelle ultime settimane hanno iniziato a mobilitarsi via via i partiti, ma in modi diversi tra loro. Anzi, tra i partiti che sostengono il Sì alcuni partiti stanno facendo una campagna referendaria piuttosto intensa, altri meno, altri ancora si stanno esponendo poco, per motivi di posizionamento politico e divisioni interne. E c’è chi ha paura di una possibile vittoria del No.
A fianco ai comitati, però, nelle ultime settimane hanno iniziato a mobilitarsi via via i partiti, ma in modi diversi tra loro. Anzi, tra i partiti che sostengono il Sì alcuni partiti stanno facendo una campagna referendaria piuttosto intensa, altri meno, altri ancora si stanno esponendo poco, per motivi di posizionamento politico e divisioni interne. E c’è chi ha paura di una possibile vittoria del No.