Alcuni esponenti di Azione negli ultimi mesi hanno ribadito che il partito non intende entrare nel cosiddetto “campo largo”, cioè la coalizione che include Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra. Secondo i suoi membri, il partito guidato da Carlo Calenda continua a sostenere la costruzione di un’area politica autonoma, alternativa sia al centrosinistra sia al centrodestra.
E infatti in questa legislatura Azione ha condiviso diverse posizioni dei partiti della maggioranza – tra cui quella al referendum sulla giustizia, dove era schierato per il Sì – ma ha spesso votato contro la fiducia al governo Meloni. Per ora quindi Azione può ancora essere considerato un partito all’opposizione del governo Meloni, ma i rapporti con lo schieramento di centrosinistra sono sempre più complicati e ci sono molti dubbi su dove si collocherà il partito – che secondo gli ultimi sondaggi può contare su circa il 3 per cento dei consensi – alle prossime elezioni politiche, previste per il 2027.
E infatti in questa legislatura Azione ha condiviso diverse posizioni dei partiti della maggioranza – tra cui quella al referendum sulla giustizia, dove era schierato per il Sì – ma ha spesso votato contro la fiducia al governo Meloni. Per ora quindi Azione può ancora essere considerato un partito all’opposizione del governo Meloni, ma i rapporti con lo schieramento di centrosinistra sono sempre più complicati e ci sono molti dubbi su dove si collocherà il partito – che secondo gli ultimi sondaggi può contare su circa il 3 per cento dei consensi – alle prossime elezioni politiche, previste per il 2027.