Negli ultimi giorni il fumettista romano Zerocalcare è finito al centro di una polemica politica, arrivata anche in Parlamento. Il 31 maggio il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha annunciato di aver presentato un’interrogazione alla ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone sulle condizioni di lavoro nella produzione di Due spicci, la nuova serie animata di Zerocalcare uscita il 27 maggio su Netflix.
«Sarebbe paradossale che una serie televisiva dedicata al contrasto dello sfruttamento del lavoro e impegnata a denunciare la precarietà desse luogo a fenomeni analoghi a quelli che denuncia», ha detto Gasparri.
L’iniziativa del senatore è arrivata dopo un articolo pubblicato lo stesso giorno da il Giornale, secondo cui al profilo Instagram dell’Unione Italiana Animatori (UNITA) sarebbero arrivate segnalazioni da alcuni lavoratori coinvolti nella produzione. L’articolo parla, tra le altre cose, di compensi bassi, ritmi di lavoro molto intensi, carichi aumentati rispetto agli accordi iniziali e rapporti contrattuali contestati. Gasparri ha chiesto così al Ministero del Lavoro di verificare se nella produzione siano state rispettate le regole su compensi e contratti dei collaboratori. UNITA è un’associazione di giovani animatori italiani nata circa un anno fa con l’intento di creare un sindacato del settore, di cui ci siamo occupati più nel dettaglio qui.
Movimenti Production, società produttrice della serie, e DogHead Animation, studio di animazione fondato dalla stessa Movimenti, hanno respinto le contestazioni. Le due società hanno definito le accuse prive di fondamento e hanno negato di avere proposto condizioni contrattuali fuori legge o di avere sfruttato i lavoratori.
«Sarebbe paradossale che una serie televisiva dedicata al contrasto dello sfruttamento del lavoro e impegnata a denunciare la precarietà desse luogo a fenomeni analoghi a quelli che denuncia», ha detto Gasparri.
L’iniziativa del senatore è arrivata dopo un articolo pubblicato lo stesso giorno da il Giornale, secondo cui al profilo Instagram dell’Unione Italiana Animatori (UNITA) sarebbero arrivate segnalazioni da alcuni lavoratori coinvolti nella produzione. L’articolo parla, tra le altre cose, di compensi bassi, ritmi di lavoro molto intensi, carichi aumentati rispetto agli accordi iniziali e rapporti contrattuali contestati. Gasparri ha chiesto così al Ministero del Lavoro di verificare se nella produzione siano state rispettate le regole su compensi e contratti dei collaboratori. UNITA è un’associazione di giovani animatori italiani nata circa un anno fa con l’intento di creare un sindacato del settore, di cui ci siamo occupati più nel dettaglio qui.
Movimenti Production, società produttrice della serie, e DogHead Animation, studio di animazione fondato dalla stessa Movimenti, hanno respinto le contestazioni. Le due società hanno definito le accuse prive di fondamento e hanno negato di avere proposto condizioni contrattuali fuori legge o di avere sfruttato i lavoratori.