Ha senso sospendere l’accordo di Schengen con la Spagna?

L’idea è stata lanciata dal governo dopo le migliaia di migranti arrivati a Ceuta. L’Italia però deve rispettare vincoli precisi e la soluzione potrebbe essere inutile
ANSA
ANSA
Nelle ultime ore migliaia di persone migranti sono entrate a Ceuta, l’exclave spagnola nella punta più a Nord del Marocco. Le persone sono partite dal territorio marocchino e hanno attraversato il confine di terra tra Marocco e Spagna – entrando di fatto anche nell’Unione europea – aggirandolo a nuoto o scavalcando le barriere poste tra Ceuta e il Marocco. Non è la prima volta che persone migranti cercano di entrare a Ceuta, visto che per la sua posizione geografica è un punto di ingresso piuttosto comodo per entrare in Spagna e da lì poter poi raggiungere l’Europa continentale. 

Gli ingressi di questi giorni però sono molto numerosi – si stimano circa 49 mila persone – e senza precedenti negli ultimi anni. Di fronte a questa situazione il governo spagnolo ha inviato a Ceuta migliaia di soldati per gestire l’ordine pubblico e soccorrere i migranti, tra cui ci sono stati anche diversi morti nell’attraversata. 
I fatti di Ceuta hanno suscitato la reazione del governo italiano e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha dichiarato di star valutando con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi «strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna». La stessa idea è stata rilanciata dal vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, che ha definito «doveroso sospendere Schengen per difendere i confini e proteggere gli Italiani», e dall’altro vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, che si è detto «favorevole alla chiusura dello spazio Schengen con la Spagna». Queste dichiarazioni sono state criticate ufficialmente dal governo spagnolo, che ha convocato l’ambasciatore italiano in Spagna.

Al netto delle legittime opinione politiche sui fatti di Ceuta, è possibile che l’Italia sospenda l’accordo di Schengen con la Spagna? In breve: l’ipotesi di una sospensione non è una novità e in passato è già accaduto che alcuni Stati mettessero in pausa l’accordo. Ma l’idea di fermare il possibile arrivo di migranti dalla Spagna sospendendo Schengen potrebbe rivelarsi poco utile.

Che cosa prevede l’accordo

L’accordo di Schengen è stato firmato per la prima volta il 14 giugno 1985 nella cittadina di Schengen, in Lussemburgo, e all’epoca coinvolgeva soltanto Belgio, Francia, Germania occidentale, Lussemburgo e Paesi Bassi. L’accordo prevede la graduale eliminazione dei controlli alle frontiere comuni e nel 1997 è stato inserito nel cosiddetto “Trattato di Amsterdam”, uno dei trattati fondativi dell’Unione europea. In questo modo, il principio dell’assenza di controlli frontalieri sia per le merci che le persone è entrato a far parte dell’ordinamento giuridico dell’UE. Oggi l’accordo di Schengen viene applicato a tutti gli effetti in 25 dei 27 Paesi membri dell’UE, visto che l’Irlanda ha scelto di non aderire all’accordo mentre a Cipro non sono stati eliminati ancora tutti i controlli all’ingresso.

In base all’accordo di Schengen, una persona può attraversare i confini tra gli Stati dell’UE senza essere sottoposta sistematicamente a un controllo di frontiera. L’eliminazione dei controlli interni è accompagnata da regole comuni riguardanti il controllo delle frontiere esterne, la concessione di visti per soggiorni brevi, la cooperazione tra forze di polizia, comprese sorveglianza e inseguimento transfrontalieri e la cooperazione giudiziaria.

In linea di principio è sbagliato sostenere, come fa il governo italiano, che si possa «sospendere» l’accordo di Schengen con un Paese, come se quel Paese venisse temporaneamente escluso dall’accordo. Al massimo, secondo il Codice frontiere Schengen, gli Stati dell’UE possono reintrodurre temporaneamente i controlli alla frontiera interna con uno specifico Stato, ma la misura deve avere una serie di caratteristiche: rispondere a una minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna; essere eccezionale, necessaria e proporzionata; costituire una misura di ultima istanza (non è possibile cioè fare altrimenti) e avere durata limitata. In più, la scelta di istituire controlli alle frontiere non può essere presa in maniera unilaterale, ma deve essere notificata alla Commissione UE, al Parlamento europeo, al Consiglio dell’Unione europea e agli altri Stati membri.

Un’idea utile?

Va considerato poi che la Spagna non confina direttamente con il nostro Paese. In questo caso l’Italia potrebbe decidere di introdurre controlli aggiuntivi di polizia temporanei, ma sarebbero inevitabilmente limitati a determinati voli provenienti dalla Spagna o diretti in Spagna ed eventuali collegamenti regolari via traghetto tra porti italiani e spagnoli, contando che deve esistere una minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna del nostro Paese. 

In altre parole, il governo italiano dovrebbe dimostrare un aumento dei flussi di migranti tra la Spagna e l’Italia, un aspetto non semplice da verificare visto che i due Paesi non sono confinanti.

La sospensione dell’accordo Schengen tra Italia e Spagna non impedirebbe comunque a una persona di transitare, per esempio, attraverso la  Francia. A quel punto sarebbe necessario istituire nuovi controlli alle frontiere con tutti i Paesi con cui l’Italia confina, come è sembrato suggerire Salvini e la Lega, che hanno parlato in generale di una sospensione dell’accordo di Schengen senza far riferimento in particolare alla Spagna. Come vedremo più avanti, diversi Paesi europei hanno già introdotto controlli alle frontiere con gli Stati immediatamente confinanti per far fronte alla questione migratoria. Anche in quel caso, però, l’Italia dovrebbe dimostrare la presenza di un flusso notevole in entrata dalle frontiere con i Paesi confinanti, come la Francia, con una minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna, e che non ci sono altre alternative meno restrittive.

Tra l’altro, bisogna poi contare che la sospensione dell’accordo di Schengen con la Spagna o con altri Stati confinanti con l’Italia comporterebbe controlli su tutte le persone in ingresso o in uscita, compresi turisti e lavoratori, mentre chi organizza movimenti irregolari potrebbe semplicemente modificare l’itinerario. 

Il regime speciale di Ceuta e Melilla

Ceuta e Melilla, l’altra exclave spagnola in Marocco, godono poi di un regime speciale di controllo delle frontiere legato proprio alla loro posizione geografica fuori dal continente europeo.

Secondo il trattato di adesione all’accordo di Schengen firmato dalla Spagna nel 1993, sui traghetti e sui voli in partenza da Ceuta verso la Spagna continentale o verso un altro Stato aderente all’accordo di Schengen – dunque anche verso l’Italia – la Spagna mantiene controlli di identità e documenti, e dunque il trasferimento di una persona da Ceuta non avviene senza verifica, anche se la destinazione è, per esempio, una città spagnola come Madrid. In più, il caso di cui si discute in queste ore riguarda l’ingresso irregolare di cittadini extracomunitari in territorio spagnolo dal Marocco. 

Il semplice fatto che migliaia di persone siano riuscite a entrare fisicamente a Ceuta non conferisce loro il diritto di circolare nell’Unione europea e restano soggette innanzitutto alle procedure di identificazione, asilo, rimpatrio o regolarizzazione previste dalla legge.

Quando è stato sospeso

La sospensione di Schengen, in realtà, non è così rara. Attualmente l’accordo europeo è sospeso in diversi casi, di cui uno in Italia, dove dal 19 giugno 2024 e fino al 18 dicembre 2026 sono stati reintrodotti i controlli alla frontiera con la Slovenia per far fronte alla «minaccia di infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori lungo la rotta dei Balcani occidentali, crisi in corso in Medio Oriente e Ucraina, alto livello di migrazione irregolare tra cui una forte presenza di contrabbando criminale e reti di traffico».

Per motivi simili i Paesi Bassi hanno aumentato i controlli ai confini con il Belgio e la Germania, così come l’Austria sorveglia le frontiere con Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovenia, e la Germania controlla quelle con Francia, Lussemburgo, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Austria, Svizzera, Repubblica Ceca e Polonia. In questi casi al fattore migratorio si aggiungono le minacce alla sicurezza interna causate dalla guerra in Ucraina e dalla crisi in Medio Oriente. Anche la Norvegia ha ripristinato i controlli ai porti per motivazioni collegate alla guerra in Ucraina.

Tra i casi più recenti c’è anche una sospensione che l’Italia ha fatto dal 24 al 26 luglio di quest’anno nei confronti della Francia in concomitanza con il festival “Alta Felicità” a Venaus, in Val di Susa, nell’area limitrofa ai cantieri della linea alta velocità tra Torino e Lione, nota come TAV. Nonostante l’aumento dei controlli alle frontiere, però, in quell’occasione si sono verificati violenti scontri con le forze dell’ordine. Non è raro sospendere Schengen in occasione di manifestazioni: era già successo tra il 3 e il 4 novembre 2022, in occasione della partita di Champions League disputata a Napoli tra Napoli ed Eintracht Francoforte.

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

È uscita la nostra guida sulla legge elettorale, riservata ai sostenitori.
Sostienici per accedere a tutte le guide esclusive, newsletter riservate, video e molto altro.
INIZIA AD INFORMARTI MEGLIO
Newsletter

Politica di un certo genere

Ogni martedì
In questa newsletter proviamo a capire perché le questioni di genere sono anche una questione politica. Qui un esempio.

Ultimi articoli