Il 24 settembre Itinerari previdenziali, un centro studi indipendente che si occupa di analisi e studi sulla finanza pubblica, ha presentato la tredicesima “Indagine sulle entrate fiscali”, un report che analizza le dichiarazioni dei redditi degli italiani per mostrare come è distribuito il carico fiscale e quanti sono i contribuenti che pagano le imposte. Ogni anno la stampa riprende soprattutto un dato: una larghissima percentuale di italiani non paga le imposte perché non dichiara redditi o non guadagna abbastanza per rientrare nella soglia di reddito tassato. Questo dato viene spesso interpretato come un segnale del forte livello di evasione fiscale nel nostro Paese. In effetti, dalle dichiarazioni spesso emergono numeri sospetti: la Repubblica, per esempio, ha sottolineato che un gioielliere dichiara in media meno di un insegnante.
Sarebbe sbagliato pensare che chi non dichiara nulla sia automaticamente un evasore, ma, allo stesso tempo, è importante capire perché il basso numero di contribuenti sia un problema. Dietro questo problema infatti non c’è solo una scarsa propensione di molti italiani a pagare le tasse, ma ci sono radici culturali profonde che danneggiano l’economia più di quanto non faccia l’evasione.
Sarebbe sbagliato pensare che chi non dichiara nulla sia automaticamente un evasore, ma, allo stesso tempo, è importante capire perché il basso numero di contribuenti sia un problema. Dietro questo problema infatti non c’è solo una scarsa propensione di molti italiani a pagare le tasse, ma ci sono radici culturali profonde che danneggiano l’economia più di quanto non faccia l’evasione.