A maggio solo Vannacci è cresciuto nei sondaggi

Secondo le rilevazioni, Futuro Nazionale guadagna mezzo punto. Calano PD e Movimento 5 Stelle, ma il “campo largo” resta davanti al centrodestra
ANSA
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Maggio è stato un mese particolarmente positivo per Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci. Il 19 maggio la deputata Laura Ravetto ha lasciato la Lega ed è entrata nel partito dell’ex generale, che ha poi formato una nuova componente politica all’interno del gruppo Misto della Camera. Alla crescita in Parlamento si è aggiunta quella nei sondaggi: rispetto ad aprile, Futuro Nazionale ha guadagnato mezzo punto percentuale, il risultato migliore tra le forze politiche considerate. 

Per gli altri partiti, invece, maggio ha portato pochi cambiamenti positivi. Fratelli d’Italia, primo partito nei sondaggi, è rimasto stabile, mentre quasi tutte le altre principali forze politiche hanno perso consensi o hanno registrato variazioni minime. Anche il cosiddetto “campo largo”, ossia l’alleanza tra i partiti di opposizione in Parlamento, tranne Azione, è arretrato rispetto ad aprile, pur restando davanti alla coalizione di centrodestra che sostiene il governo Meloni.
Questa media dei sondaggi, che abbiamo elaborato in collaborazione con Sondaggi BiDiMedia, prende in considerazione le rilevazioni di 14 istituti uscite nel mese di maggio. In caso di più sondaggi dello stesso istituto, abbiamo considerato solo la rilevazione più recente e abbiamo preso in considerazione solo i partiti sondati da almeno la metà degli istituti [1]. La variazione è calcolata rispetto alla media dei sondaggi di aprile, che segue lo stesso criterio.

Questo metodo riduce l’influenza delle singole rilevazioni e restituisce un quadro più solido sull’orientamento di voto, che va comunque interpretato con cautela, perché anche le medie dei sondaggi incorporano sempre un margine di incertezza.

La crescita di Futuro Nazionale

A maggio Futuro Nazionale è salito dal 3,4 al 3,9 per cento, guadagnando mezzo punto percentuale rispetto ad aprile. È l’aumento più alto tra tutti i partiti considerati nella media e conferma la crescita già registrata il mese scorso dal partito di Vannacci.

Fratelli d’Italia è rimasto invece stabile al 28,3 per cento, confermandosi il primo partito nei sondaggi. Tra gli altri partiti della maggioranza, Forza Italia è scesa dall’8,2 all’8 per cento e la Lega è passata dal 7 al 6,9 per cento. L’unico altro partito del centrodestra che ha registrato una crescita, seppur minima, è Noi Moderati, che ha guadagnato un decimale ed è ora all’1,1 per cento.
Tra le forze di opposizione, il Partito Democratico resta il secondo più votato, ma a maggio ha perso 0,4 punti percentuali, scendendo dal 22,3 al 21,9 per cento. È calato anche il Movimento 5 Stelle, passato dal 12,9 al 12,7 per cento. Italia Viva è scesa dal 2,6 al 2,5 per cento, mentre Più Europa è rimasta stabile all’1,4 per cento. Anche Azione, che non fa parte del “campo largo”, è rimasta ferma al 2,9 per cento. L’unica forza di opposizione in crescita, anche se di poco, è Alleanza Verdi-Sinistra, salita di un decimale al 6,5 per cento.

Gli altri partiti dentro e fuori dal Parlamento sono cresciuti complessivamente di 0,3 punti percentuali e valgono ora il 3,9 per cento, la stessa percentuale raggiunta da Futuro Nazionale.

Il vantaggio del “campo largo”

A maggio il calo di PD e Movimento 5 Stelle ha ridotto il vantaggio del “campo largo” sul centrodestra. La coalizione progressista – che comprende PD, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, Italia Viva e Più Europa – è scesa dal 45,6 al 45 per cento.

Nonostante l’arretramento, il “campo largo” resta davanti alla coalizione di centrodestra che sostiene il governo, che si attesta al 44,3 per cento, in calo di 0,2 punti rispetto ad aprile. Il distacco è però di soli 0,7 punti percentuali, una distanza da leggere con cautela visto il margine di incertezza dei sondaggi.

Lo scenario cambierebbe includendo Futuro Nazionale nel centrodestra: in quel caso, la coalizione arriverebbe al 48,2 per cento, oltre tre punti sopra il “campo largo”. Per ora, però, sia il partito di Vannacci sia Azione restano fuori dalle due coalizioni.

[1] Per questo motivo non sono stati inclusi ORA! e il Partito Liberaldemocratico, sondati da meno della metà degli istituti considerati: ORA! compare in 3 rilevazioni su 14, il Partito Liberaldemocratico in 4 su 14.

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