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No, il Movimento 5 stelle non è stato l’unico a votare contro le armi all’Ucraina

| 11 gennaio 2024
La dichiarazione
«Ancora una volta il Movimento 5 Stelle costituisce un’eccezione: abbiamo votato No all’invio di ulteriori forniture militari per l'Ucraina»
Fonte: Facebook | 10 gennaio 2024
ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI
ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI
Verdetto sintetico
Il presidente del Movimento 5 Stelle non dice che altri due partiti hanno votato contro.
In breve
  • Il 10 gennaio il Parlamento ha autorizzato il governo a prorogare l’invio di armi all’Ucraina fino al 31 dicembre 2024. TWEET
  • Alla Camera il Movimento 5 Stelle ha votato contro, così come l’Alleanza Verdi-Sinistra, composta da due partiti: Sinistra Italiana ed Europa Verde. TWEET
Il 10 gennaio il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha detto che il suo partito è stato «ancora una volta» un’«eccezione» in Parlamento perché ha votato contro l’invio di nuove armi all’Ucraina. 

È davvero così? Abbiamo controllato le votazioni e Conte non dice che altri due partiti hanno votato come il Movimento 5 Stelle.

Le risoluzioni sull’invio di armi

Lo scorso 21 dicembre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto-legge con cui il governo Meloni ha prorogato fino al 31 dicembre 2024 la possibilità di inviare armi all’Ucraina. Come già avvenuto in passato, questa proroga è stata però subordinata a un’eventuale autorizzazione del Parlamento. E questa autorizzazione è arrivata il 10 gennaio sia alla Camera sia al Senato. Qui ci concentreremo sul voto alla Camera, dove si è presentato prima a parlare il ministro della Difesa Guido Crosetto. 

Alla Camera sono state presentate cinque risoluzioni. Le risoluzioni sono documenti con cui i parlamentari impegnano il governo ad adottare una determinata linea politica. In queste occasioni i partiti con idee simili spesso presentano risoluzioni diverse per poter rimarcare comunque le loro differenze.

Una risoluzione è stata presentata dai partiti di maggioranza che sostengono il governo Meloni, una dal Partito Democratico, una da Azione, Italia Viva e Più Europa, una da Movimento 5 Stelle e una da Alleanza Verdi-Sinistra, il gruppo composto da due partiti: Sinistra Italiana ed Europa Verde. Vediamo che cosa chiedevano queste risoluzioni al governo sull’invio delle armi, solo uno dei tanti temi trattati dai testi, insieme per esempio alla necessità di aumentare gli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra con la Russia.

Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi moderati hanno chiesto al governo di «continuare a sostenere, in linea con gli impegni assunti e con quanto sarà ulteriormente concordato in ambito NATO e Unione europea nonché nei consessi internazionali di cui l’Italia fa parte, le autorità governative dell’Ucraina anche attraverso la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari». La risoluzione di Azione, Italia Viva e Più Europa impegnava il governo «a porre in essere, in sede europea e con i principali partner internazionali, iniziative che permettano di rispettare gli impegni presi con il governo ucraino, dando massima priorità all’approvvigionamento di mezzi, materiali ed equipaggiamenti a favore dell’esercito di Kiev e garantendo all’industria bellica le condizioni produttive necessarie per soddisfare tutti gli ordini di consegna nel più breve tempo possibile». 

La risoluzione del PD non nomina la parola «armi», ma ha chiesto al governo di «continuare a garantire pieno sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie». 

Queste tre risoluzioni sono state approvate, mentre sono state bocciate le altre due risoluzioni. Quella del Movimento 5 Stelle impegnava il governo a «interrompere immediatamente la fornitura di materiali d’armamento alle autorità governative ucraine, ferme restando le misure destinate agli aiuti umanitari». Quella di Sinistra Italia ed Europa Verde era di fatto identica, chiedendo al governo di «interrompere la cessione di mezzi e materiali d’armamento in favore delle autorità governative dell’Ucraina, concentrando le risorse sull’assistenza umanitaria e sulla ricostruzione». 

I deputati del Movimento 5 Stelle e quelli di Alleanza Verdi-Sinistra hanno votato a favore di entrambe le risoluzioni bocciate, mentre hanno votato contro le altre. 

Al Senato sono state presentate risoluzioni identiche a quelle della Camera: le tre approvate sono state le stesse, mentre quelle del Movimento 5 stelle e di Alleanza Verdi-Sinistra sono state precluse, ossia non sono state votate visto che sono state approvate risoluzioni che dicevano il contrario.

Le divisioni nel Partito Democratico

Durante le votazioni alla Camera sulle risoluzioni il Partito Democratico non ha votato in modo compatto. Come abbiamo visto, la sua risoluzione chiedeva di continuare a sostenere militarmente l’Ucraina e durante le dichiarazioni di voto in aula la capogruppo del PD Chiara Braga ha fatto un paio di affermazioni in questa direzione. «Crediamo giusto oggi garantire al popolo ucraino aiuti umanitari e strumenti di difesa per proteggere il proprio territorio, che è territorio europeo», ha detto Braga. «Dobbiamo consentire all’Ucraina di esercitare il diritto alla legittima difesa e di proteggere la sua popolazione dall’aggressione militare, ingiustificata e ingiustificabile, della Federazione russa». 

I deputati del PD hanno votato a favore solo della propria risoluzione, mentre sulle altre quattro si sono astenuti, anche su quelle che chiedevano di interrompere l’invio di armi. Tre deputati del PD hanno comunque votato a favore della risoluzione presentata dai partiti di maggioranza e di quella di Azione, Italia Viva e Più Europa: questi sono Lia Quartapelle, Lorenzo Guerini (ex ministro della Difesa del governo Draghi con cui è iniziato l’invio di armi all’Ucraina) e Marianna Madia

Al Senato hanno votato a favore della risoluzione dei partiti di maggioranza sei senatori: Dario Parrini, Filippo Sensi, Pier Ferdinando Casini, Simona Malpezzi, Tatjana Rojc e Valeria Valente.

Il verdetto

Giuseppe Conte ha dichiarato: «Ancora una volta il Movimento 5 Stelle costituisce un’eccezione: abbiamo votato No all’invio di ulteriori forniture militari per l’Ucraina». Abbiamo controllato e il presidente del Movimento 5 Stelle non dice che altri due partiti hanno votato contro.

Il 10 gennaio il Parlamento ha autorizzato il governo a prorogare l’invio di armi all’Ucraina fino al 31 dicembre 2024. Alla Camera il Movimento 5 Stelle ha votato contro, così come l’Alleanza Verdi-Sinistra, composta da Sinistra Italiana ed Europa Verde.

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