Il governo ha perso la maggioranza

Dopo le comunicazioni di Draghi in Senato, la risoluzione a favore dell’esecutivo non è stata votata da Lega, Forza Italia e Movimento 5 stelle
ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
Nella mattinata di mercoledì 20 luglio, Mario Draghi ha tenuto un atteso discorso in Senato, dopo che la scorsa settimana ha presentato le proprie dimissioni da presidente del Consiglio al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che non le ha accolte. 

Nel corso della giornata, in aula si è svolta la discussione sulle parole di Draghi, che nel pomeriggio ha poi replicato ai senatori intervenuti, ponendo la questione di fiducia su una risoluzione a favore del governo. A favore del voto si sono schierati il Partito democratico, Italia viva, Insieme per il futuro (il gruppo parlamentare guidato dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio) e altre formazioni minori. Lega, Forza Italia e il Movimento 5 stelle hanno invece deciso di non partecipare al voto, segnando di fatto la fine della maggioranza che sostiene l’attuale governo. Fratelli d’Italia, il principale partito di opposizione, ha deciso di votare contro la risoluzione.

Secondo diversi osservatori, domani, giovedì 21 luglio, Draghi è atteso al Quirinale per ribadire le proprie dimissioni a Mattarella.

 

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La diretta del discorso di Draghi in Senato

20:40

Quando andrà Draghi al Quirinale

Secondo fonti stampa, il presidente del Consiglio Mario Draghi si recherà al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella non questa sera, ma domani, giovedì 21 luglio.

La diretta di Pagella Politica finisce qui. Buona serata!
20:15

Le possibili date per le elezioni anticipate

In base all’articolo 61 della Costituzione, le elezioni devono essere fatte entro 70 giorni dallo scioglimento delle camere, una scelta a cui potrebbe ricorrere Mattarella in caso di dimissioni confermate da Draghi. Servono però almeno 60 giorni di tempo per la presentazione delle liste elettorali e degli elettori all’estero. In pratica, nuove elezioni andrebbero organizzate non prima di 60 giorni e non oltre 70 giorni. Le prime date utili per il voto, in caso di scioglimento anticipato delle camere nei prossimi giorni, sarebbero dunque domenica 25 settembre o domenica 2 ottobre, uno scenario mai visto nella storia repubblicana italiana (dal 1948 le 18 elezioni per rinnovare il Parlamento si sono sempre tenute tra febbraio e giugno). La data più probabile tra le due sembra essere il 2 ottobre, visto che il 25 settembre si celebra il capodanno religioso nel calendario ebraico.
20:12

Il risultato del voto sulla risoluzione

Sono terminate in Senato le operazioni di voto sulla risoluzione in favore del governo Draghi. Su 192 parlamentari presenti, 133 hanno votato, di cui 95 a favore e 38 contrari. La risoluzione è quindi stata tecnicamente approvata, ma la decisione di Forza Italia, Lega e Movimento 5 stelle di non partecipare al voto ha sancito la fine della maggioranza.
19:45

L’uscita di Gelmini da Forza Italia

La ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini ha annunciato che lascerà Forza Italia dopo che il partito ha deciso di non votare la fiducia alla risoluzione sul governo Draghi, che Gelmini invece avrebbe voluto sostenere. «In un momento drammatico per la vita del Paese […] una forza politica europeista, atlantista, liberale e popolare oggi avrebbe scelto di stare, senza se e senza ma, dalla parte di Mario Draghi. Forza Italia ha invece definitivamente voltato le spalle agli italiani, alle famiglie, alle imprese, ai ceti produttivi e alla sua storia, e ha ceduto lo scettro a Matteo Salvini», ha dichiarato la deputata in una nota riportata da Repubblica.
19:10

Le dichiarazioni di voto del Movimento 5 stelle

Nemmeno il Movimento 5 stelle parteciperà al voto sulla fiducia alla risoluzione in favore del governo Draghi. «In questi 18 mesi sono state smantellate tutte le nostre misure», ha detto la senatrice Maria Domenica Castellone, che ha poi accusato il governo Draghi di non avere riconosciuto al movimento i propri «meriti».

Ricapitolando: Partito democratico, Italia viva, Insieme per il futuro, Liberi e uguali e il gruppo per le Autonomie hanno dichiarato che voteranno a favore della risoluzione di Casini, e quindi a supporto del governo Draghi. Fratelli d’Italia voterà contro, mentre Lega, Forza Italia e il Movimento 5 stelle hanno deciso di non partecipare al voto.
18:58

Le dichiarazioni di voto della Lega

Anche la Lega, come Forza Italia, ha deciso di non partecipare al voto sulla fiducia alla risoluzione in favore del governo Draghi. «Se occorre, si faccia un nuovo governo formato dalla Lega e da chi altro vuole dare il proprio contributo, altrimenti si dia la parola agli italiani perchè scelgano la maggioranza che deve governare il Paese», ha detto il senatore Stefano Candiani.
18:47

Le dichiarazioni di voto di Forza Italia

Forza Italia non parteciperà al voto sulla fiducia alla risoluzione in favore del governo Draghi. Nel suo intervento, la senatrice Anna Maria Bernini ha sottolineato le responsabilità del Movimento 5 stelle nell’apertura della crisi, e ha ribadito che Forza Italia ha proposto un «nuovo patto», quindi un governo senza il M5s, possibilità che però è stata finora sempre scartata da Draghi.
18:39

Le dichiarazioni di voto del Partito democratico

Il Partito democratico, rappresentato dalla capogruppo Simona Flavia Malpezzi, voterà «convintamente» la fiducia alla risoluzione in favore del governo Draghi. «Non abbiamo paura del voto, ma abbiamo paura di lasciare il Paese senza una guida nei prossimi mesi, che saranno difficili», ha detto Malpezzi.

Interviene ora Anna Maria Bernini, di Forza Italia.
18:22

Le dichiarazioni di voto di Fratelli d’Italia

Come previsto, il senatore Luca Ciriani ha dichiarato che Fratelli d’Italia non voterà la fiducia alla risoluzione in favore del governo Draghi. «Lavoriamo per un nuovo governo, serio e forte», ha detto Ciriani, chiedendo poi che siano organizzate elezioni anticipate.

La senatrice Loredana De Petris, del Gruppo Misto, ha invece annunciato che i senatori di Liberi e uguali voteranno a favore.
18:06

Le dichiarazioni di voto di Italia viva

Il leader di Italia viva Matteo Renzi ha dichiarato che il suo partito voterà la fiducia alla risoluzione di Casini. «Oggi, o si va avanti con Draghi, o si va a casa», ha detto Renzi.
17:58

L’inizio delle dichiarazioni di voto

Julia Unterberger, del gruppo per le Autonomie, e Primo di Nicola, di Insieme per il futuro, hanno dichiarato che voteranno la fiducia sulla risoluzione di Pier Ferdinando Casini, che sostiene il governo Draghi.

Il gruppo Uniti per la Costituzione, rappresentato da Mattia Crucioli, è invece contrario e ha chiesto a Draghi di dimettersi.
17:06

Che cosa ha detto Draghi nella replica

Nella sua breve replica al Senato, Draghi ha chiesto che sia posta la fiducia sulla risoluzione presentata dal senatore Casini, che recita: «Ascoltate le comunicazioni del presidente del Consiglio, il Senato le approva». Come abbiamo scritto poco fa, in questo modo si capirà quali partiti lo sostengono ancora e quali no, sulla base del discorso fatto in mattinata.

Tra le altre cose, Draghi ha replicato agli interventi di alcuni senatori, smentendo di voler chiedere “pieni poteri”. «Il reddito di cittadinanza è una cosa buona, ma se non funziona è una cosa cattiva», ha detto il presidente del Consiglio.

La presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha poi sospeso i lavori e indetto una riunione con i capi dei gruppi parlamentari.
17:00

Inizia la replica di Draghi

In Senato è iniziato il discorso di replica del presidente del Consiglio Mario Draghi, che ha annunciato un «breve» discorso.

16:33

La risoluzione del centrodestra

Fonti stampa riportano che i partiti del centrodestra di governo, Lega e Forza Italia, sarebbero disposti a votare soltanto la propria risoluzione, che chiede la nascita di un nuovo governo guidato da Draghi ma senza il Movimento 5 stelle. Non voterebbero quindi la risoluzione presentata dal senatore Casini.
16:17

Le telefonate a Mattarella

Repubblica riporta che Matteo Salvini e Silvio Berlusconi hanno entrambi parlato al telefono con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Non ci sarebbe stato invece alcun contatto tra Mattarella e Draghi. 
15:45

La risoluzione di Casini

Il senatore Pier Ferdinando Casini ha presentato una risoluzione molto breve, con il seguente testo: «Ascoltate le comunicazioni del presidente del Consiglio, il Senato le approva». Alcuni commentatori ipotizzano che su questa risoluzione si andrà a conteggiare quanti sono i voti ancora a favore dell’esecutivo e quali quelli contrari.

Anche gli altri partiti sono al lavoro per presentare proprie risoluzioni, su cui non è ancora sicuro ci sarà una votazione per capire se il governo ha ancora la fiducia del Parlamento.
15:36

”Spunta l’ipotesi Amato”?

Vista la pausa, proviamo a giocare un po’ di anticipo. Negli scorsi giorni, alcuni osservatori hanno suggerito l’ipotesi che Mattarella, in caso di dimissioni, incarichi l’ex presidente del Consiglio e attuale presidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato di guidare un esecutivo e traghettare il Paese alle elezioni anticipate. Perché da circa trent’anni il nome di Amato viene sempre fatto nelle varie crisi di governo o alle elezioni del presidente della Repubblica? Lo abbiamo spiegato qui.
15:19

La sospensione dei lavori

La presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha concesso circa un’ora e mezza di sospensione dei lavori in aula, nonostante l’opposizione di Fratelli d’Italia. Nella pausa si cercherà di capire se ci sono margini per ricomporre la frattura tra i partiti che compongono la maggioranza di governo, ipotesi che sembra ormai improbabile.

Salvo sorprese, si riprenderà verso le 16:45, con l’attesa replica di Draghi.
15:17

L’intervento di Licheri

Il senatore del Movimento 5 stelle Ettore Licheri ha ribadito l’importanza per il partito di alcune misure, come il Superbonus 110 per cento, la transizione ecologica e il reddito di cittadinanza, e la netta opposizione ad altre, come la costruzione del termovalorizzatore a Roma. «Non chiediamo poltrone o rimpasti, ma solo di poter dare risposte ai nostri cittadini», ha detto Licheri, lasciando intendere una generale insoddisfazione rispetto all’atteggiamento che il governo attuale ha riservato al partito e alle sue richieste. Il senatore non ha però detto come voterà il suo partito in caso di voto di fiducia. 
15:05

L’intervento di Gasparri

È intervenuto in Senato anche Maurizio Gasparri, di Forza Italia, che a grandi linee ha sostenuto la posizione presentata poco prima dal leghista Romeo. 

«Dobbiamo richiamare alla serietà», ha detto, affermando che i partiti che hanno votato la fiducia al decreto Aiuti – quindi quelli di maggioranza, ma senza il Movimento 5 stelle – possono continuare a «governare il Paese, con questo presidente del Consiglio», ma con una linea di discontinuità. «Non possiamo condividere un percorso con chi scambia il parlamento per un teatrino della politica», ha detto riferendosi al partito guidato da Giuseppe Conte.
14:16

La posizione della Lega

Il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo è intervenuto in aula per chiarire la posizione del suo partito, che sta diventando sempre più centrale in questa crisi. «Vogliamo capire se l’obiettivo è salvare il Paese, o salvare il campo largo progressista», si è chiesto Romeo, che poi si è detto «perplesso» riguardo alla possibilità di andare avanti con il governo attuale. 

Il senatore ha presentato due scenari: creare un nuovo governo, guidato da Draghi, ma senza il Movimento 5 stelle, oppure andare a elezioni anticipate. «La scelta spetta a lei», ha concluso Romeo riferendosi a Draghi, che in seguito ha lasciato l’aula.
13:38

Il punto all’ora di pranzo

Verso le 9:45 il presidente del Consiglio ha cominciato il suo discorso al Senato. Draghi ha detto che il governo non è più capace di agire in modo efficace «nell’interesse del Paese», ma non ha confermato le proprie dimissioni, chiedendo invece ai senatori se sono «pronti a ricostruire» il patto e quindi a votare nuovamente la fiducia al suo governo. 

Dopo la fine del discorso, alcuni partiti hanno organizzato riunioni interne per decidere la linea da seguire. I partiti da tenere d’occhio sono due: la Lega e il Movimento 5 stelle, le cui intenzioni non sono ancora chiare. 

Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha prima convocato una riunione tra i propri ministri e parlamentari, e poi ha incontrato Silvio Berlusconi, presidente di Forza Italia – che sembra propensa a votare la fiducia – per decidere una linea comune. 

Giuseppe Conte invece ha incontrato i vertici del Movimento 5 stelle, mentre i senatori del partito si sono confrontati separatamente. 

I partiti del centrosinistra – dal Pd ad Azione, passando per Italia viva e anche il nuovo gruppo di Luigi Di Maio, Insieme per il futuro – hanno dichiarato che voteranno convintamente la fiducia al governo Draghi. Fratelli d’Italia, all’opposizione, continua invece a chiedere elezioni anticipate

La giornata è ancora lunga: al momento è in corso a Palazzo Madama il dibattito tra i senatori, che dovrebbe proseguire fino all’incirca alle 16:30. A quel punto ci sarà la replica di Draghi, seguita dalle dichiarazioni di voto dei partiti. Le votazioni inizieranno verso le 18:30, e l’esito dovrebbe essere noto per le 19:30.
13:25

Il ritorno del “governo balneare”

Negli scorsi giorni, alcuni hanno ipotizzato che in caso di caduta del governo Draghi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella possa incaricare un tecnico di formare un nuovo esecutivo, di breve durata, quello che in gergo giornalistico viene chiamato “governo balneare”.

Chi è stato il primo a usare questa espressione? E quali sono i precedenti famosi? Ne abbiamo scritto qui, andando indietro nel tempo, fino agli anni Cinquanta.
13:15

Lo “chiedono” gli italiani?

Durante il suo discorso in Senato, Draghi ha ribadito che negli ultimi giorni l’esigenza di un nuovo «patto» per far andare avanti il suo governo è stata sottolineata soprattutto dai cittadini italiani: «La mobilitazione di questi giorni da parte di cittadini, associazioni, territori a favore della prosecuzione del Governo è senza precedenti e impossibile da ignorare», ha detto il presidente del Consiglio. 

Il riferimento è ai tanti appelli presentati, tra gli altri, dai rappresentanti degli enti locali, del mondo dell’economia e dell’istruzione a favore del lavoro di Draghi. Per esempio, quasi duemila sindaci hanno firmato un appello per «chiedere a Mario Draghi di andare avanti»; il presidente di Confindustria Paolo Bonomi si è detto «incredulo» davanti ai recenti sviluppi che rischiano di dividere in modo irreparabile la maggioranza, e anche il presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane, Ferruccio Resta, ha scritto in una lettera aperta: «Caro presidente Draghi, l’università ha bisogno di lei».

Il richiamo al volere degli «italiani» non è piaciuto a Fratelli d’Italia, principale partito di opposizione, che da giorni chiede di mettere fine alla legislatura e organizzare elezioni anticipate. «In una democrazia la volontà popolare si esprime solo con il voto», ha risposto con un tweet la leader del partito Giorgia Meloni. Anche Andrea de Bertoldi, il primo esponente di FdI a intervenire in Senato dopo il discorso di Draghi, ha ribadito che «in democrazia non sono gli appelli di qualcuno che contano, ma è il voto degli italiani che va rispettato». 
12:54

Vi ricordate i 9 punti del M5s?

Lo scorso 18 luglio, in un’intervista con il Corriere della Sera, il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta (Forza Italia) ha detto che «quasi tutti» i nove punti indicati dal Movimento 5 stelle come priorità per rimanere nel governo sono «già inclusi nell’agenda Draghi».

Abbiamo verificato e Brunetta la fa un po’ troppo semplice: dei nove temi, quattro sono più o meno in linea con l’azione del governo, tre sono più distanti e altri due – l’investimento sul gas naturale e il depotenziamento di alcune norme previste dal decreto “Dignità” – in contrasto.
12:30

Che cosa farà il centrodestra

È ancora poco chiaro che cosa decideranno di fare i due partiti del “centrodestra di governo”, Lega e Forza Italia, al momento del voto di fiducia in Senato. 

Dopo il discorso di Draghi, il leader della Lega Matteo Salvini ha convocato una riunione con i parlamentari e i ministri del suo partito. Come riportato dall’Ansa, alcuni esponenti leghisti hanno commentato l’incontro dicendo che nel partito c’è «totale sintonia e compattezza con il segretario»

Verso mezzogiorno, Salvini ha incontrato il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, per accordarsi sulla linea da seguire. In generale, Forza Italia sembra essere più propensa a votare la fiducia e continuare con il governo Draghi, mentre la Lega non si è ancora sbilanciata.

 Fonti stampa riportano che, dopo aver ascoltato le parole di Draghi, i due partiti hanno deciso di annullare gli interventi di alcuni senatori previsti per il pomeriggio. 
11:54

La reazione di Meloni

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha commentato il discorso di Draghi in Senato, ribadendo la richiesta di andare a elezioni anticipate. Da dove viene l’espressione “pieni poteri” usata da Meloni? Lo avevamo spiegato qui

11:37

Il fact-checking del discorso di Draghi

Dall’andamento dell’economia ai soldi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), passando per il reddito di cittadinanza, le importazioni del gas russo e le tasse: abbiamo verificato otto dichiarazioni fatte dal presidente del Consiglio in Senato. Non sono mancate alcune imprecisioni.
10:55

Le prime reazioni

Pochi minuti dopo la fine delle comunicazioni di Draghi in Senato, il leader del Partito democratico Enrico Letta, quello di Azione Carlo Calenda, e quello di Italia viva Matteo Renzi, hanno commentato favorevolmente le parole del presidente del Consiglio, ribadendo il loro supporto al governo.
10:20

Il discorso di Draghi, in 10 punti

• All’inizio del suo discorso, Draghi ha ricordato che a febbraio 2021 è stato incaricato da Mattarella di formare un governo di unità nazionale per gestire l’emergenza in cui si trovava l’Italia.

• Il presidente del Consiglio ha sottolineato come il suo governo ha gestito la pandemia di Covid-19, la crisi economica e l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

• Draghi ha poi ribadito il pieno sostegno all’Ucraina e la condanna alla Russia per l’invasione del Paese, sottolineando che la pace per l’Ucraina dovrà essere «sostenibile e duratura».

• Il presidente del Consiglio ha spiegato quali misure ha preso il suo governo per ridurre la dipendenza energetica dell’Italia dalla Russia e per contrastare l’aumento dell’inflazione, con gli aiuti a famiglie e imprese.

• Draghi ha passato in rassegna i temi che hanno portato a uno «sfarinamento» della maggioranza: dalla riforma del Consiglio superiore della magistratura (Csm) alla legge annuale sulla concorrenza, passando per la revisione del catasto e la gestione delle conseguenze della guerra in Ucraina. 

• Secondo il presidente del Consiglio, è venuta meno la capacità del governo di agire «con efficacia, con tempestività, nell’interesse del Paese». Nonostante questo, Draghi ha comunque riaperto la possibilità di ricostruire da capo il «patto» che ha dato vita al suo esecutivo.

• I quattro fronti su cui deve ancora agire il governo, secondo Draghi, sono: il Pnrr, il contrasto dell’aumento dell’inflazione, la sicurezza energetica del Paese, gli sforzi diplomatici per la pace in Ucraina.

• Sui temi cari al Movimento 5 stelle, Draghi ha parlato, tra le altre cose, di reddito di cittadinanza e del Superbonus 110 per cento, ribadendo che sono misure migliorabili.

• In conclusione, il presidente del Consiglio ha chiesto ai senatori se sono pronti a ricostruire il patto di governo, di fatto confermando la propria disponibilità a rimanere alla guida dell’esecutivo.

• Ora la seduta al Senato è sospesa, per permettere di depositare il discorso di Draghi alla Camera, dove il presidente del Consiglio parlerà domani. La seduta riprenderà alle ore 11.

Qui il video completo del discorso:

09:47

È iniziato il discorso di Draghi

Il presidente del Consiglio ha iniziato le sue comunicazioni in Senato. Al suo fianco, tra i banchi del governo, siedono il ministro degli Esteri Luigi Di Maio (Insieme per il futuro) e il ministro della Difesa Lorenzo Guerini (Partito democratico).
09:39

Dove seguire il discorso di Draghi

Qui è possibile seguire la diretta video del discorso di Draghi in Senato, che inizierà tra poco.

09:16

I protagonisti della crisi

Da Matteo Draghi a Giuseppe Conte, passando per Sergio Mattarella, Enrico Letta e Matteo Salvini: qui abbiamo messo in fila quali sono i protagonisti di questa crisi di governo e i loro ruoli.
09:05

La parola del momento

Da settimane, con l’avvicinarsi della crisi di governo, giornali e politici hanno spesso parlato di “fiducia” in merito al futuro dell’esecutivo guidato da Mario Draghi. Tra “voti di fiducia”, “questioni di sfiducia” e “mozioni di sfiducia”, quali differenze ci sono?

Qui abbiamo fatto un po’ di chiarezza.
09:00

Parlamento bloccato?

In caso di elezioni anticipate, il Parlamento non sarebbe pronto al voto. A causa del taglio dei parlamentari, vanno riformati i regolamenti di Camera e Senato: Palazzo Madama è a buon punto, Montecitorio no.

Qui abbiamo spiegato più nel dettaglio quali sarebbero i rischi.
08:47

La scissione più grande di sempre

Da giorni si parla dell’ipotesi che una parte dei parlamentari del Movimento 5 stelle decida di confermare la fiducia al governo Draghi, indipendentemente dalla linea decisa dal presidente del partito Giuseppe Conte. Lo scorso mese, il Movimento 5 stelle ha già subito la scissione guidata dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che, numeri alla mano, è stata la scissione più numerosa della storia repubblicana: qui abbiamo spiegato il perché.

A causa della scissione di Di Maio, il Movimento 5 stelle ha perso anche il primato di gruppo più numeroso in Parlamento, superato dalla Lega di Matteo Salvini.
08:33

Il fact-checking del dibattito sulla crisi di governo

Distinguere che cosa c’è di vero e che cosa no nelle affermazioni dei politici sulla crisi di governo può sembrare un compito non semplice. Per aiutare i lettori e gli elettori, abbiamo verificato sei tra le dichiarazioni più ripetute nelle ultime ore.

Qui il nostro fact-checking.
08:25

I poteri di un governo dimissionario

Quali poteri avrebbe il governo in caso di dimissioni confermate di Draghi? Prima che venga nominato un suo successore, il soldi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e la legge di Bilancio sarebbero a rischio?

Qui abbiamo spiegato perché gli esperti non hanno una risposta certa a questa e altre domande.
08:10

Che cosa può succedere

Per chi è di corsa, ecco un semplice schema che spiega quali sono gli scenari dopo il discorso di Draghi in Senato.
Pagella Politica
07:50

La tabella di marcia

Questi gli orari da segnarsi per seguire la giornata di oggi, che si prospetta essere lunga: 

• alle ore 9:30 è atteso l’inizio del discorso di Draghi;

• verso le ore 11 inizierà il dibattito in aula;

• verso le ore 16:30 è prevista la replica di Draghi agli interventi dei senatori e subito dopo le dichiarazioni di voto dei partiti;

• verso le ore 18:30 è prevista la chiamata dei senatori al voto sulla risoluzione;

• verso le ore 19:30 è atteso l’esito del voto.

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