Che cos’hanno in comune Lega, Futuro Nazionale e AfD

Abbiamo confrontato i programmi elettorali dei tre partiti di destra per vedere su quali temi sono più affini e su quali la pensano diversamente
ANSA
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Dopo la netta vittoria del partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD) alle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, alcuni partiti italiani si sono complimentati con lo schieramento guidato da Alice Wiedel. «Complimenti all’amica Alice Weidel e a tutta AfD per il trionfo in Sassonia-Anhalt!», ha scritto sui social il segretario della Lega Matteo Salvini. Anche Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale ed ex membro della Lega, ha celebrato il risultato. Il giorno dopo però Vannacci ha usato le parole di Salvini per attaccare il suo vecchio partito: «Quando non fanno comodo li cacciano, quando vincono gli fanno i complimenti», ha detto sostenendo che «solo due anni fa la Lega (…), d’accordo con Rassemblement national, ha cacciato AfD dal partito Identità e Democrazia. Questa è la coerenza». 

Vannacci ha fatto riferimento a quanto successo al Parlamento europeo nel maggio 2024, quando Lega e AfD facevano parte dello stesso gruppo, Identità e Democrazia. Dopo alcune dichiarazioni dell’allora capolista di AfD alle elezioni europee Maximilian Krah, che aveva detto che «non tutte le SS possano essere considerati criminali di guerra», il Rassemblement National di Marine Le Pen decise di interrompere i rapporti con il partito tedesco. La lega si schierò con gli alleati francesi e pochi giorni dopo l’AfD fu espulsa dal gruppo.

In seguito, la Lega è stata tra i fondatori del nuovo gruppo dei Patrioti per l’Europa, insieme a Viktor Orbán e Marine Le Pen, e quando AfD ha chiesto di entrare nel gruppo ha ricevuto un no da parte dei suoi vecchi alleati europei. Così, la delegazione tedesca ha fondato un gruppo autonomo: l’Europa delle Nazioni Sovrane (ESN), a cui ha poi aderito anche il partito di Vannacci.

Adesso Salvini è tornato a mostrare pubblicamente vicinanza ad AfD, ma dal punto di vista delle alleanze europee il partito tedesco è più vicino a Futuro Nazionale che alla Lega. Si può dire la stessa cosa per i programmi? Per verificarlo abbiamo confrontato le posizioni dei tre partiti su alcuni temi: immigrazione e cittadinanza, identità nazionale, Unione europea, idea di famiglia e rapporti con la Russia. Per la Lega abbiamo preso come riferimento il programma per le elezioni politiche del 2022, per AfD quello per le elezioni federali del 2025 e per Futuro Nazionale il programma pubblicato nelle scorse settimane in vista delle elezioni politiche del 2027.

Lessico, ideologia, immigrazione

Futuro Nazionale e AfD condividono lo stesso impianto ideologico e un bagaglio lessicale simile: per entrambi la nazione è un’appartenenza etnica, storica e culturale sotto assedio. Futuro Nazionale argomenta questo presupposto richiamando pensatori come Tommaso d’Aquino e Carl Schmitt, fino alla formula «si è italiani per sangue». AfD chiama questo concetto Leitkultur (in italiano “cultura guida”) e la ritiene minacciata nella sua sopravvivenza dal multiculturalismo. «La cultura di riferimento tedesca definisce il sistema di valori condiviso che plasma l’identità del nostro popolo e ci distingue dagli altri. Essa garantisce la coesione sociale e costituisce il presupposto per il funzionamento del nostro Stato», si legge nel programma del partito tedesco

Su questa base le due forze politiche condividono anche il lessico: entrambi intitolano un capitolo del programma “Remigrazione”, termine che in nessuno dei due casi indica il semplice rimpatrio di chi non ha titolo per restare, ma un programma organico di riduzione della popolazione straniera. Ed entrambi leggono il calo delle nascite come il sintomo di una sostituzione demografica in corso. 

Nel linguaggio della Lega invece il termine “remigrazione” compare meno di frequente – a parlarne è soprattutto la vicesegretaria Silvia Sardone – e nel programma l’approccio al tema è più pragmatico, dato che si parla di immigrazione come di un fenomeno da controllare tramite flussi da contenere, confini da difendere e sicurezza da garantire. L’immigrazione per il partito di Salvini resta infatti «una evidente emergenza nazionale che solo serie politiche di difesa di confini e frontiere nazionali possono arginare e contrastare».

Al netto delle scelte linguistiche, una differenza specifica tra i tre programmi sull’immigrazione ruota attorno allo status di chi ha già ottenuto un permesso di soggiorno o la cittadinanza. Nel programma di governo del 2022, la Lega proponeva di agire sui flussi futuri, senza toccare i diritti acquisiti e sostenendo di non voler introdurre «nessuna modifica alla normativa sulla cittadinanza». Il tema è trattato dal partito di Salvini come una questione di numeri e confini: si parla di un decreto flussi «contenuto nelle quote» e del rafforzamento del Memorandum con la Libia per «contrastare i flussi illegali». Ribadendo il no a ogni forma di ius soli o ius scholae, il documento sottolinea che «la cittadinanza non è uno strumento di integrazione ma l’approdo di un processo integrativo». Tuttavia, va detto che nel 2024 il deputato della Lega Igor Iezzi insieme ad altri colleghi ha depositato una proposta di legge per allargare la revoca della cittadinanza a chi subisce condanne definitive per reati come omicidio, violenza sessuale o tratta.

Futuro Nazionale e AfD si spingono invece più in là, condividendo l’idea della remigrazione, ossia rendere revocabile lo status di cittadino in un’ottica identitaria. Nel capitolo «Assimilazione e remigrazione», il partito di Vannacci ha subordinato la cittadinanza a vent’anni di residenza regolare e continuativa, livello di lingua C1, esami scritti e orali, comportamento onorevole, assenza di condanne penali e dichiarazione formale di accettazione e «avvenuta assimilazione alla civiltà greca, romana e cristiana». È prevista inoltre l’espulsione del naturalizzato che delinque e un piano di remigrazione strutturato in 22 misure.

AfD nel capitolo sulle politiche migratorie ha elencato misure che seguono la stessa logica: fine delle naturalizzazioni accelerate, taglio dei sussidi e decadenza immediata della protezione internazionale al venir meno del pericolo nel Paese d’origine. «Il nostro catalogo di misure per invertire questo fallimento statale della politica migratoria si chiama remigrazione», ha scritto il partito tedesco nel programma del 2025.

Collegato al tema delle migrazioni c’è quello dell’Islam, che la Lega tratta in chiave di prevenzione della radicalizzazione islamista. «La radicalizzazione, anticamera del terrorismo jihadista, non è infatti solo una questione di sicurezza, ma costituisce una minaccia anche per la stessa integrazione degli immigrati musulmani e dei giovani delle “seconde generazioni”, puntando alla creazione di comunità separate e ostili rispetto alla ampia comunità nazionale», è scritto nel programma leghista. Futuro Nazionale e AfD invece inquadrano il tema in una cornice più netta di scontro tra civiltà, con il partito tedesco che afferma che «l’Islam non appartiene alla Germania» e intitola un paragrafo del programma «Ci opponiamo a un’ulteriore diffusione dell’Islam». Su una linea simile, Futuro Nazionale denuncia il rischio di una «invasione maomettana di massa», mentre per quanto riguarda gli ingressi di persone, necessari «per soddisfare parte delle necessità produttive del Paese» il partito propone di dare la preferenza «ai Paesi a maggioranza cristiana, i cui dati mostrino una bassa inclinazione alla criminalità e coi quali i rapporti per i rimpatri si siano dimostrati efficaci».

L’Unione Europea

Un terreno su cui AfD risulta più radicale di entrambi i partiti italiani è invece l’Unione Europea. «In importanti settori politici quali la moneta comune, la sicurezza, la migrazione e la coesione dei singoli Stati, l’UE ha fallito», ha scritto AfD, che nel suo programma chiede l’uscita della Germania dal sistema della moneta unica e propone il ritorno a una valuta nazionale, un’opzione che né la Lega né Futuro Nazionale considerano al momento percorribile, nonostante in passato il partito di Salvini sia stato a favore dell’uscita dall’euro e dall’UE. 

Il partito di Vannacci invece non propone «come primo strumento di rilancio della sovranità l’uscita diretta dell’Italia dall’UE, ma il tentativo sovrano di ridefinirne i perimetri con una profonda revisione dell’Unione e dei criteri della nostra permanenza: più sussidiarietà, meno vincoli assurdi, tutela delle identità nazionali». 

Famiglia e aborto

L’idea di famiglia che accomuna Lega, Futuro Nazionale e AfD si fonda su un netto rifiuto delle istanze progressiste e dell’ideologia “woke” e “gender”. Per tutti e tre i partiti la famiglia tradizionale, basata esclusivamente sull’unione tra uomo e donna, è la cellula fondamentale della società e l’unico argine possibile alla crisi demografica.

Tuttavia, guardando ai programmi è Futuro Nazionale a declinare questa visione nel modo più radicale. Mentre sia AfD sia Lega si concentrano su incentivi economici come un «bonus di benvenuto» per ogni nuovo nato, il partito di Vannacci si spinge oltre. Futuro Nazionale teorizza infatti la famiglia naturale come una vera e propria «società di diritto e di sangue», arrivando a ipotizzare il «voto plurimo per i genitori». Questa proposta di dare un voto in più ai genitori per ogni figlio è stata teorizzata da un demografo ungherese negli anni Ottanta e non è mai stata applicata in nessuno Stato democratico.

Anche sul tema dell’aborto la Lega sembra avere una posizione meno radicale rispetto ad AfD e Futuro Nazionale. Il programma di governo della Lega non nomina mai l’interruzione volontaria di gravidanza, ma parla piuttosto di «potenziare il supporto alla maternità» attraverso la «difesa della “cultura della Vita”». Per farlo, il partito di Salvini propone lo stanziamento di fondi da destinare alle «ragazze madri in difficoltà, che altrimenti deciderebbero di interrompere la gravidanza per ragioni economiche».

Nemmeno Futuro Nazionale chiede di abrogare la legge 194, che regola l’interruzione volontaria di gravidanza, ma nega l’esistenza di un «presunto diritto di aborto». Da qui discendono misure piuttosto nette e molto criticate, come la presenza delle associazioni pro-vita nei consultori, l’obbligo di far ascoltare il battito del feto durante l’ecografia e il riconoscimento del concepito come «soggetto di diritto» nel Codice civile. Nel programma di Vannacci è presente anche una clausola per esigere indietro i bonus statali già percepiti in caso di «aborto volontario», così da colpire quelle che il partito definisce «gravidanze strategiche finalizzate all’ottenimento di risorse pubbliche». Le proposte di Futuro Nazionale sono in linea con quelle degli alleati di AfD, che infatti chiedono di mostrare alle madri le immagini ecografiche del bambino prima di decidere su un’eventuale interruzione di gravidanza.

Politica estera e Russia

È sulla politica estera che emergono le differenze più rilevanti. Qui però va fatta una precisazione: dei tre partiti analizzati solo la Lega è al momento parte di un governo, mentre gli altri due sono all’opposizione. Per questo motivo, data l’importanza del tema e il ruolo importante ricoperto da Salvini e dal suo partito, la Lega ha modificato le sue posizioni in fatto di politica estera e anche il programma mantiene una certa cautela diplomatica. Sulla guerra in Ucraina, per esempio, la Lega propone che l’Italia assuma un ruolo attivo come Paese negoziatore e moderatore e chiede di promuovere una «grande conferenza di pace» che porti a un compromesso accettabile tra Ucraina e Russia, ma non propone lo stop alle sanzioni alla Russia. Nel programma non si parla nemmeno di stop all’invio di armi all’Ucraina, nonostante in questi anni diversi esponenti leghisti si siano espressi contro gli aiuti militari al Paese invaso dalla Russia.

AfD e Futuro Nazionale invece hanno entrambi posizioni più estreme. Il partito tedesco pretende l’abolizione immediata delle sanzioni economiche contro Mosca e il ripristino del gasdotto Nord Stream, che trasporta gas russo in Europa. Vannacci non si spinge a chiedere formalmente la revoca delle sanzioni, ma propone di «riaprire i canali commerciali con la Federazione Russa» per abbassare i costi dell’energia, giudica «un errore» l’invio di armi a oltranza e definisce «fantomatica» la minaccia russa nei confronti dell’Europa.

Anche sull’appartenenza alla NATO i tre partiti mostrano differenze profonde sul rapporto tra sovranità nazionale e alleanze internazionali. La Lega conferma la propria collocazione nell’alleanza atlantica, tanto che l’appartenenza alla NATO è definita una «garanzia di una mutua difesa» che «richiede un impegno anche in termini di risorse economiche». Al tempo stesso però il partito mette al centro «la questione sovranista», spiegando che «occorre ribilanciare il rapporto fra poteri sovranazionali e poteri nazionali» e che «l’Italia deve ricominciare a perseguire, con visione e determinazione, i propri legittimi interessi nazionali». Futuro Nazionale esprime una posizione critica verso le organizzazioni sovranazionali, affermando che «in generale, nelle sedi NATO e Ue, l’Italia dovrà operare con la schiena dritta, accogliendo solo a ciò che conviene davvero all’Italia e allo sviluppo ragionevole del contesto internazionale, opponendosi a richieste irragionevoli» e propone di dialogare con i partner occidentali «preservando la sovranità all’interno delle alleanze storiche». AfD, infine, respinge l’idea di un’espansione della NATO a Est, la neutralità dell’Ucraina che dovrà restare «al di fuori della NATO e dell’Ue» e la creazione di un’alleanza di difesa europea autonoma tra nazioni sovrane.

Insomma, dalla lettura incrociata dei programmi di Lega, Futuro Nazionale e AfD si nota come in linea di massima il partito italiano che più di tutti condivide l’architettura ideologica e il vocabolario di AfD è Futuro Nazionale. Specie sui temi identitari come l’immigrazione e la politica estera, il partito di Vannacci condivide con gli alleati tedeschi molte delle posizioni più nette e controverse, mentre la Lega conserva un approccio più prudente. Va comunque ricordato che il partito di Salvini è l’unico, tra quelli analizzati, a far parte di un governo in carica, e questo inevitabilmente ha contribuito ad “ammorbidire” la comunicazione in molte delle sue battaglie politiche.

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

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