La vittoria di AfD divide il centrodestra in Italia

Salvini e Vannacci festeggiano il successo di Alternative für Deutschland, Tajani lo definisce una «pessima notizia», mentre Meloni non commenta
ANSA
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Il 6 settembre Alternative für Deutschland (AfD) ha vinto nettamente le elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, nell’Est della Germania. Secondo i risultati provvisori ufficiali, il partito di estrema destra ha ottenuto il 43,8 per cento dei voti, più del doppio rispetto al 20,8 per cento ottenuto nel 2021. L’Unione Cristiano-Democratica (CDU), il partito del cancelliere Friedrich Merz, si è fermato al 17,2 per cento.

Alternative für Deutschland è un partito nato nel 2013. Da novembre 2023 il servizio di intelligence interno della Sassonia-Anhalt classifica la sezione locale di AfD come una formazione «accertatamente estremista di destra». Secondo l’autorità, la sua attività politica è diretta contro «principi essenziali dell’ordinamento democratico liberale», in particolare contro «la garanzia della dignità umana».

Il risultato elettorale ha provocato reazioni molto diverse anche all’interno del centrodestra italiano. La Lega e Futuro Nazionale hanno festeggiato apertamente, Forza Italia ha espresso forte preoccupazione, mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha deciso di non commentare pubblicamente il risultato, almeno per il momento.

La campagna di AfD

La campagna elettorale di AfD in Sassonia-Anhalt, guidata dal candidato presidente Ulrich Siegmund, si è concentrata soprattutto sull’immigrazione, sull’identità nazionale e sulla critica alle politiche dei governi tradizionali.

Nel programma elettorale, il partito ha proposto una stretta sull’immigrazione, con una «offensiva di espulsioni» per le persone obbligate a lasciare il Paese e un aumento dei posti per il trattenimento in vista dell’espulsione. AfD ha dedicato un intero capitolo a «immigrazione e remigrazione», sostenendo tra le altre cose di voler ridurre il ricorso a lavoratori stranieri provenienti da contesti definiti «culturalmente estranei» e di favorire il rientro in Germania dei lavoratori qualificati tedeschi emigrati.

Un altro tema centrale è stato quello dell’istruzione e della cultura. AfD propone di porre fine all’attuale modello di inclusione scolastica e di rafforzare le scuole speciali per gli alunni con disabilità, oltre a creare classi separate per i figli dei rifugiati. Il partito vuole inoltre rivedere i programmi di storia per dare più spazio alla formazione della nazione tedesca nell’Ottocento e promuovere una politica culturale orientata al rafforzamento dell’«identità tedesca».

Sul piano economico ed energetico, Alternative für Deutschland ha criticato gli incentivi pubblici alle grandi multinazionali, proponendo di sostenere maggiormente le piccole e medie imprese, e si è schierata contro la costruzione di nuovi grandi parchi fotovoltaici sui terreni agricoli. Il partito propone inoltre di riprendere le importazioni energetiche dalla Russia, revocando le sanzioni. Durante la campagna, Siegmund ha ribadito la contrarietà alle forniture di armi e agli aiuti finanziari all’Ucraina, sostenendo che la Germania dovrebbe puntare sui negoziati.

Salvini e Vannacci festeggiano

Tra i partiti di maggioranza, la reazione più entusiasta è arrivata dal segretario della Lega Matteo Salvini. «Complimenti all’amica Alice Weidel (co-presidente del partito, ndr) e a tutta AfD per il trionfo in Sassonia-Anhalt», ha scritto sui social, definendo il risultato «un successo clamoroso».
Solo poco più di due anni fa, tra l’altro, AfD era stata espulsa da Identità e Democrazia, il gruppo europeo di cui fa parte anche la Lega. Nel maggio 2024 il partito tedesco fu allontanato con il sostegno del partito di Salvini, dopo che il suo capolista Maximilian Krah aveva dichiarato che non tutti i membri delle Waffen-SS – le unità armate naziste – dovessero essere considerati automaticamente dei criminali. Oggi AfD fa parte del gruppo Europa delle Nazioni Sovrane, lo stesso a cui appartiene Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale.

Lo stesso ex generale ha festeggiato sui social il risultato degli alleati. «Hanno provato a fermarli con il cordone sanitario, la demonizzazione, le accuse di nazismo, le inchieste e gli allarmi quotidiani. Come cercano di fare con Futuro Nazionale. Non è servito», ha scritto. Vannacci ha poi criticato chi nel governo italiano ha parlato di «pessima notizia», sostenendo che «la vera pessima notizia, per loro, è che i cittadini continuano a votare liberamente senza obbedire alle élite».

Tajani no

Il riferimento implicito di Vannacci è il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha reagito in modo opposto rispetto al leader di Futuro Nazionale e a Salvini.

Il segretario di Forza Italia ha definito la vittoria di AfD una «pessima notizia», perché il partito tedesco è «antitetico rispetto ai valori liberali e occidentali nei quali si riconosce Forza Italia». Secondo Tajani, la scelta degli elettori va rispettata, ma servono «contromisure e iniziative politiche» per evitare che «qualsiasi deriva populista e fanatica dilaghi in Europa».

La posizione di Tajani è coerente con la collocazione europea del suo partito. Forza Italia fa parte del Partito Popolare Europeo (PPE), la stessa famiglia politica dell’Unione Cristiano-Democratica tedesca, la grande sconfitta delle elezioni in Sassonia-Anhalt. Le due forze politiche sono alleate a livello europeo, mentre AfD appartiene a una famiglia politica diversa. Il 7 settembre comunque Tajani ha invitato a non «drammatizzare» il risultato, ricordando che si tratta di un voto regionale. Allo stesso tempo, secondo il leader di Forza Italia, il risultato deve spingere l’Unione europea a cambiare alcune politiche, chiedendo scelte «meno ideologiche e meno distanti dai cittadini».

Il silenzio di Meloni

La presidente del Consiglio ha deciso di non commentare pubblicamente il risultato delle elezioni in Sassonia-Anhalt. 

Da Fratelli d’Italia è arrivata una reazione più cauta. Il deputato Emanuele Loperfido ha sottolineato l’«altissima, storica affluenza», definendola un segnale della fiducia degli elettori nella politica come strumento per dare risposte. «Si rispetta ogni esito elettorale», ha aggiunto, sostenendo che un voto di queste dimensioni indica una «chiara richiesta di cambio di passo».

Più esplicito è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami. Ospite il 6 settembre di Realpolitik, su Rete 4, ha definito il risultato «una cosa tutto sommato positiva, visto che ha perso la sinistra». Bignami ha inoltre contestato l’uso dell’etichetta «neonazisti» per AfD, sostenendo che accuse simili vengano rivolte alle forze di destra ogni volta che ottengono risultati elettorali sgraditi ai loro avversari.

Le critiche delle opposizioni

Sebbene le opposizioni di centrosinistra abbiano giudicato negativamente il risultato delle elezioni, non tutte hanno spiegato allo stesso modo il successo di Alternative für Deutschland.

Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, per esempio, ha collegato il risultato alle politiche europee sul riarmo, sostenendo che queste sottraggano risorse alla lotta alle disuguaglianze, alla sanità e alla scuola. Secondo Conte, questo contesto «porta ad una situazione in cui l’estrema destra in Sassonia diventa primo partito».

Un ragionamento in parte simile è arrivato dal co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli, che ha definito il voto «un segnale d’allarme per tutta l’Europa», invitando le forze progressiste a interrogarsi sulle proprie politiche e a tornare a occuparsi di povertà, lavoro e quartieri popolari, e non di «guerra e riarmo». Più netto il leader di Azione Carlo Calenda, secondo cui «l’Unione europea è a rischio» per l’«insorgere di nazionalismi» che guardano «ai totalitarismi passati».

Dalla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein non risulta finora una presa di posizione pubblica sul risultato. Il senatore del PD Filippo Sensi ha commentato invece che in Sassonia-Anhalt «ha vinto la paura», aggiungendo che l’Unione Cristiano-Democratica ha «sbagliato tutto lo sbagliabile» e che il Partito Socialdemocratico ha ottenuto numeri «da vergogna».

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

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