La proposta della Lega non abolisce né riduce il canone RAI

La riforma apre alla possibilità di ridurlo in futuro, ma solo compensando le minori entrate con altri fondi pubblici
ANSA
ANSA
Il 23 settembre la Lega ha festeggiato sui social quella che ha definito una «battaglia storica» del partito. In un post pubblicato su Instagram, ha rilanciato il titolo di un articolo de il Giornale, secondo cui, dopo il «via libera della commissione al Senato», «l’abolizione del canone RAI è sempre più vicina». I senatori leghisti Giorgio Maria Bergesio, Tilde Minasi e Manfredi Potenti hanno parlato di una vittoria per «alleggerire il peso del canone sulle famiglie italiane».
Il riferimento è alla riforma della RAI in discussione al Senato. Quel giorno, la commissione competente ha approvato un emendamento della Lega, identico a uno presentato dai relatori, che interviene sulle regole di finanziamento del servizio pubblico. La modifica, però, è molto più limitata di quanto lasci intendere il post della Lega. Andiamo a vedere perché.

L’emendamento in questione

Come accennato, al centro della questione c’è un emendamento dei relatori Claudio Fazzone e Roberto Rosso (entrambi di Forza Italia), identico a uno presentato dalla Lega. Ma il testo, approvato il 23 settembre in Commissioni Ambiente e Comunicazioni del Senato, non riduce direttamente il canone.

La proposta punta piuttosto a cambiare il modo in cui viene finanziato il servizio pubblico, affiancando alle entrate del canone anche «altre forme di finanziamento pubblico». Questo passaggio è centrale perché apre alla possibilità di ridurre il canone, ma solo a una condizione: lo Stato deve trovare risorse pubbliche equivalenti per compensare le entrate perse dalla RAI.

C’è un esempio concreto che aiuta a capire questo meccanismo. Con la legge di Bilancio del 2024 il canone fu ridotto temporaneamente da 90 a 70 euro. Nello stesso provvedimento però lo Stato riconobbe alla RAI un contributo di 430 milioni di euro, che – secondo un dossier del Senato – serviva proprio a compensare le minori entrate dovute al taglio del canone. 

In altre parole, se in futuro il canone venisse ridotto secondo le nuove regole, gli utenti potrebbero pagare meno, ma le minori entrate per la RAI dovrebbero essere comunque compensate con altri fondi pubblici.

Una novità c’è

Questo non significa che l’emendamento approvato al Senato sia irrilevante. Nel testo unificato adottato in commissione nel settembre 2025, il canone poteva essere ridotto solo in «condizioni eccezionali» e comunque di non più del 5 per cento rispetto all’anno precedente.

A luglio di quest’anno i relatori avevano proposto una regola ancora più rigida: secondo un loro emendamento, poi ritirato, il canone non avrebbe potuto subire nessuna riduzione. Per questo, anche se nel concreto non prevede né un taglio del canone né tantomeno la sua abolizione, la proposta della Lega cambia comunque l’impostazione, consentendo che il canone possa diminuire purché le minori entrate siano compensate con altre risorse pubbliche.

Bisogna comunque precisare che questa regola non è attualmente in vigore. La riforma della RAI è ancora all’esame della commissione del Senato. Dovrà quindi essere approvata dall’aula del Senato e poi dalla Camera nello stesso testo per diventare legge.

Una proposta radicale

Tra l’altro, in passato la Lega aveva proposto un intervento molto più netto sul canone. Nel marzo 2023 la senatrice Mara Bizzotto, insieme ad altri esponenti del partito, aveva presentato un disegno di legge che già nel titolo parlava esplicitamente di «riduzione e abolizione del canone di abbonamento».

La proposta del partito di Matteo Salvini prevedeva di ridurre il canone del 20 per cento ogni anno rispetto all’importo del 2022, fino al suo «totale azzeramento in cinque anni». Le entrate mancanti sarebbero state compensate attraverso una revisione delle imposte indirette e con i ricavi pubblicitari della RAI.

Per metterla a confronto con l’emendamento approvato a settembre, la proposta del 2023 prevedeva sì una riduzione progressiva fino all’abolizione del canone RAI. Mentre il testo attuale non fissa né un percorso verso l’azzeramento né tagli automatici, ma si limita a rendere possibile una futura riduzione, peraltro eventualmente compensata con altre risorse pubbliche.

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

È uscita la nostra guida sulla legge elettorale, riservata ai sostenitori.
Sostienici per accedere a tutte le guide esclusive, newsletter riservate, video e molto altro.
INIZIA AD INFORMARTI MEGLIO
Newsletter

Politica di un certo genere

Ogni martedì
In questa newsletter proviamo a capire perché le questioni di genere sono anche una questione politica. Qui un esempio.

Ultimi articoli