Che cosa c’è nel programma di Futuro Nazionale per le elezioni del 2027

Dal “principio economico di san Paolo” al “patriarcato mediterraneo”, le proposte del partito di Vannacci in vista della prossima tornata elettorale
ANSA
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La campagna elettorale per le elezioni del 2027 non è ancora davvero iniziata e Futuro Nazionale ha già presentato il proprio programma elettorale. Al momento non si conosce ancora la data in cui si voterà, e non è chiaro neppure come si presenterà il partito dell’ex generale Roberto Vannacci: se correrà da solo oppure insieme agli altri partiti della coalizione di centrodestra.

Il programma si intitola “B.I.P. – Base Ideologica e Programmatica di Futuro Nazionale per l’Italia del futuro (2027-2037)” e non è un documento definitivo. Sul sito, Futuro Nazionale spiega che il testo sarà ulteriormente sviluppato nei prossimi mesi. L’orizzonte indicato è quello di due legislature, quindi dieci anni, mentre i contenuti saranno aggiornati nel tempo.

Meno tasse e più figli

Il programma mette al primo posto la fiscalità. L’obiettivo indicato da Futuro Nazionale è ridurre progressivamente la pressione fiscale, in particolare il cuneo fiscale, e rendere più semplice il sistema tributario. A questa riduzione delle tasse dovrebbe accompagnarsi un contrasto più mirato all’evasione e alle frodi.

Una parte significativa delle proposte fiscali è legata alla natalità, che Futuro Nazionale considera una delle principali emergenze del Paese. Il partito vuole introdurre un «vero quoziente familiare», facendolo diventare «un criterio fondamentale di applicazione della progressività fiscale». Propone poi misure fiscali definite di «shock generativo» per incentivare le nascite. In questa impostazione rientrano anche le cosiddette «quote azzurre»: una parte dei posti nei concorsi pubblici sarebbe riservata ai genitori di famiglie numerose.

Pensioni e lavoro

Sul fronte delle pensioni, si propone di consentire l’uscita dal lavoro dopo 41 anni di contributi effettivi. Il programma precisa che l’obiettivo dovrebbe essere raggiunto gradualmente e tenendo conto della sostenibilità finanziaria del sistema previdenziale. Sono previste condizioni più favorevoli per alcune categorie, tra cui chi svolge lavori usuranti, chi ha avuto una carriera discontinua e i giovani entrati tardi nel mercato del lavoro. Per le donne, il partito propone di abbassare l’età pensionabile in base al numero di figli, come riconoscimento del «valore sociale della maternità».

Per aumentare gli stipendi, la strategia si basa soprattutto sulla contrattazione nazionale. Inoltre, il partito propone di creare un database nazionale per mettere in contatto imprese, centri per l’impiego, enti di formazione e operatori privati.

Nel programma c’è poi una posizione netta sui sussidi: gli aiuti alle persone in difficoltà dovrebbero essere accompagnati da percorsi di formazione e reinserimento lavorativo, mentre chi è nelle condizioni di lavorare ma rifiuta di farlo non dovrebbe essere mantenuto attraverso le imposte degli altri cittadini. Il documento sintetizza questa posizione con quello che chiama «il “principio economico di san Paolo”: chi non vuol lavorare neppure mangi». Il
riferimento è alla seconda lettera ai Tessalonicesi, attribuita all’apostolo Paolo.

Tra gli obiettivi ci sono anche l’innalzamento del limite all’uso dei contanti a 10 mila euro e misure per favorire il ritorno in Italia di giovani professionisti, ricercatori e imprenditori che si sono trasferiti all’estero. 

Nelle politiche industriali ricorre più volte il tema dell’autonomia economica dell’Italia. Futuro Nazionale propone una “Strategia industriale nazionale” e un “Piano Industriale Strategico pluriennale” per individuare i settori considerati prioritari, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dall’estero nei comparti strategici. In quest’ambito, il progetto principale prende il nome di “Filiera Italia”, che è spiegata come un’«integrazione tra imprese, competenze, infrastrutture e tecnologie nazionali» con l’obiettivo di favorire il «rientro di attività industriali, ricerca, funzioni decisionali e produzioni ad alto valore aggiunto».

La remigrazione al centro

Uno dei punti centrali del programma è il “Piano di remigrazione”, che nel documento viene articolato in 22 misure che intervengono su diversi aspetti, dagli ingressi all’asilo, passando per rimpatri, cittadinanza e ricongiungimenti familiari.

Futuro Nazionale non propone solo di contrastare gli ingressi irregolari, ma anche quella che chiama «immigrazione di massa» regolare e l’arrivo di persone appartenenti a culture che nel programma vengono definite «incompatibili con i valori fondamentali della nostra civiltà».

Una delle proposte principali è aumentare il numero dei Centri di permanenza per i rimpatri (CPR), facendo maggiore ricorso agli accordi con i cosiddetti Paesi terzi sicuri. Il partito propone inoltre di interrompere il ricorso ai decreti flussi. «Metteremo fine ai decreti flusso massivi, come quello del governo di centrodestra del 2025», si legge nel programma. 

Insomma, per Futuro Nazionale, l’ingresso di lavoratori provenienti da Paesi extra-UE dovrebbe diventare un’eccezione, ammessa quando una determinata necessità occupazionale non può essere soddisfatta con lavoratori italiani o cittadini dell’Unione europea, oppure nel caso di persone con qualifiche specifiche richieste direttamente dalle imprese.

Sempre nell’ambito del fenomeno migratorio, il partito di Vannacci sostiene di voler rendere più rigidi i requisiti per ottenere la cittadinanza: sarebbero necessari vent’anni di residenza regolare e continuativa. A questo requisito si aggiungerebbero una conoscenza della lingua italiana di livello C1, il superamento di esami scritti e orali e l’assenza di condanne penali. Chi richiede la cittadinanza dovrebbe inoltre sottoscrivere una «dichiarazione formale di accettazione e avvenuta assimilazione alla civiltà greca, romana e cristiana», che secondo Futuro Nazionale rappresentano il «retroterra dell’identità italiana ed europea».

Un’UE con meno poteri

In politica europea, il partito non indica come prima opzione l’uscita dell’Italia dall’UE, ma intende ridefinirne i poteri, anche revisionando i Trattati europei.

Critiche sono poi le posizioni sul Patto di stabilità e crescita europeo, cioè l’accordo che controlla i conti pubblici dei Paesi membri, e sulle politiche ambientali comunitarie. Nel programma il Green Deal viene indicato tra le cause della perdita di competitività industriale.

Il modello è quello di un’UE con meno competenze e Stati più autonomi: «Più sussidiarietà, meno vincoli assurdi, tutela delle identità nazionali», sintetizza il documento.

I rapporti con Stati Uniti e Russia

Una parte del programma è riservata alla politica estera, e in particolare al rapporto con Stati Uniti e Russia. Il partito propone un legame diretto con l’amministrazione statunitense, senza affidare all’UE il ruolo di principale intermediario. Allo stesso tempo, gli impegni assunti dall’Italia nella NATO dovrebbero essere valutati «caso per caso».

Per quanto riguarda il conflitto in Ucraina, Futuro Nazionale critica la prosecuzione della guerra e propone di riaprire i rapporti economici con la Russia, soprattutto sul fronte energetico. Tra le misure indicate per ridurre il costo dell’energia c’è infatti il ritorno alla possibilità di acquistare gas russo.

Il mix energetico

A proposito di energia, il partito di Vannacci sostiene che sia importante diversificare le fonti e ridurre la dipendenza dall’estero. Il principio indicato è quello di non escludere «nessuna fonte (…) a priori se è tecnicamente matura, economicamente sostenibile e capace di contribuire alla stabilità del sistema». Tra i punti principali c’è poi il ritorno dell’Italia al nucleare, affiancato da idroelettrico, biomasse, ma anche fotovoltaico ed eolico.

Per quanto riguarda gli edifici energivori, si propone un piano di riqualificazione che dovrebbe interessare almeno «tre milioni di abitazioni», concentrando le risorse sugli immobili con consumi più elevati e sulle famiglie che hanno minori possibilità economiche.

La posizione più netta riguarda le politiche climatiche europee: Futuro Nazionale si oppone al Green Deal, al pacchetto Fit for 55 e, più in generale, agli obblighi comunitari che impongono scadenze per la decarbonizzazione e la sostituzione di determinate tecnologie.

Giustizia e patriarcato

Sulla giustizia, si sostiene sia necessaria una riforma strutturale del Codice penale e del Codice di procedura penale con l’obiettivo di arrivare più rapidamente alle sentenze definitive. Tra le misure indicate ci sono la riduzione dei passaggi procedurali, una revisione del sistema delle impugnazioni e un maggiore utilizzo dei riti direttissimi e sommari per i reati commessi in flagranza. Il partito propone inoltre di accelerare la digitalizzazione degli uffici giudiziari e di aumentarne gli organici.

Nel programma torna più volte il principio della «certezza della pena», mentre la giustizia riparativa dovrebbe essere utilizzata soltanto in via residuale. Si sostiene inoltre la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e una riforma del Consiglio superiore della magistratura (CSM).

Un altro punto riguarda i reati d’opinione. Il partito afferma il principio secondo cui «le idee non si processano» e propone di eliminare le norme che puniscono manifestazioni del pensiero quando non sono collegate ad atti di violenza.

Tra le proposte c’è poi l’abolizione del reato di femminicidio, introdotto a fine 2025 sotto il governo Meloni. Nel programma si sostiene inoltre che «il modello educativo» fondato sulla “lotta al patriarcato” sia «fallimentare». Secondo il partito, è necessario proteggere un modello chiamato «patriarcato mediterraneo», cioè «volto alla sottolineatura delle specificità e alla formazione di maschi forti, capaci di dominare le emozioni e le passioni, proteggendo le donne e offrendo se stessi per la costruzione e la difesa della società».

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

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