Il Movimento 5 Stelle ha ancora un problema con il voto degli iscritti

Alla votazione online sulle proposte da presentare per le elezioni 2027 ha partecipato meno della metà dei tesserati al partito, e appena il 20 per cento tra i giovani
ANSA/MATTEO CORNER
ANSA/MATTEO CORNER
Da venerdì 18 a domenica 20 settembre gli iscritti del Movimento 5 Stelle hanno potuto votare sull’insieme di proposte programmatiche in vista delle elezioni 2027, elaborate tramite “Nova”, un percorso a più fasi iniziato ad aprile e che ha coinvolto tutti gli iscritti del movimento e non. Il percorso di Nova si è concluso proprio nel weekend del 19 e 20 settembre, con un grande evento a Milano organizzato dal Movimento 5 Stelle al termine del quale il presidente del partito Giuseppe Conte ha tenuto un discorso. «Care amiche e cari amici, ma voi siete consapevoli che abbiamo realizzato un progetto rivoluzionario? No, dico, ma vi rendete conto? Mai successo qui in Italia, che 17 mila cittadini si sono riuniti, si sono confrontati in 2 mila tavoli di lavoro, tantissimi progetti, soluzioni, mesi e mesi lavoro, uno sforzo organizzativo pazzesco», ha detto Conte nel suo intervento, esaltando l’iniziativa e il percorso fatto con Nova, in particolare per la grande partecipazione. 

Al netto della partecipazione al percorso che ha portato a formulare le proposte di Nova, c’è un dato significativo, ma in negativo: alla fine, gli iscritti che hanno votato effettivamente le proposte conclusive da presentare agli altri partiti della coalizione di centrosinistra per le prossime elezioni sono stati meno della metà, e tra i giovani sono stati appena il 20 per cento. Questo non toglie valore all’iniziativa del Movimento 5 Stelle: il partito di Conte è tra i pochi in Italia a coinvolgere in questo modo gli iscritti nella definizione della sua linea politica. Allo stesso tempo, è la conferma ancora una volta di un fatto che avevamo già rilevato in passato: il Movimento 5 Stelle ha un problema con la partecipazione degli iscritti alle proprie consultazioni online. 

Il percorso a fasi

Il percorso di Nova è stato organizzato in più fasi. Ad aprile si è svolta la formazione dei 100 team locali, con incontri dedicati anche al metodo dell’Open Space Technology. Si è poi aperta una fase di ascolto, durante la quale i gruppi hanno incontrato associazioni, comitati, realtà civiche e cittadini interessati a contribuire al processo. A metà maggio si sono infine svolti gli incontri territoriali, organizzati dai team locali secondo questo metodo partecipativo. Secondo i dati diffusi dal Movimento 5 Stelle, Nova ha coinvolto 105 spazi di confronto in presenza e due incontri online per gli italiani all’estero.

I partecipanti sarebbero stati appunto 17 mila, mentre dai quasi 2 mila tavoli di lavoro sarebbero stati prodotti 197 report. La fase successiva – il cosiddetto “Confronto deliberativo” – si è svolta il 20 e il 27 giugno con una discussione online a cui hanno partecipato 300 persone selezionate tra portavoce eletti, coordinatori, iscritti e persone esterne coinvolte negli incontri territoriali. In questa fase il gruppo ha elaborato i principali punti per il programma di governo, che sono stati poi sottoposti al voto dell’assemblea del Movimento 5 Stelle lo scorso weekend.

Pochi dubbi

Nella votazione online gli iscritti sono stati chiamati a votare su tre blocchi di proposte: Ambiente, energia, casa, scuola, informazione e digitale; Giustizia, sicurezza, esteri, immigrazione, democrazia, partecipazione e diritti; Sanità, welfare, lavoro ed economia. Solo gli iscritti giovani, ossia quelli tra i 16 e i 30 anni, hanno votato anche sul “Patto generazionale”, un insieme di proposte dedicate ai giovani elaborate dal Network giovani, l’organizzazione giovanile del Movimento 5 Stelle.

Il primo dato significativo è che quasi tutte le proposte sottoposte al voto degli iscritti sono state approvate con percentuali superiori al 90 per cento, molte addirittura vicine al 100 per cento. Solo tre proposte hanno ricevuto percentuali inferiori all’80 per cento, ed erano contenute nel “Patto generazionale”: l’istituzione di un capitale di partenza per i giovani (78,4 per cento); l’istituzione di un reddito di base per chi lavora nel mondo della cultura (76,5 per cento); e l’abbassamento dell’età per votare alle elezioni a 16 anni (52,4 per cento). Al contrario, tra le proposte con maggiori consensi ci sono al 99,7 per cento di Sì la necessità di limitare le perdite d’acqua a livello nazionale, incentivandone il recupero; la protezione di chi denuncia corruzione e illegalità; la lotta al caporalato; e fare in modo di garantire tempi certi nella sanità. Più in basso, tra l’80 e il 90 per cento ci sono l’introduzione del principio dello Ius Scholae all’89,4 per cento e la possibilità di adozione per le coppie omogenitoriali all’84,3 per cento. 

Insomma, gli iscritti del Movimento 5 Stelle che hanno votato alle proposte per il programma per le elezioni 2027 sembrano avere le idee chiare, visto che nessuna proposta è stata bocciata e i contrari sono stati molto pochi.

Un problema di partecipazione

Al netto dei risultati schiaccianti sulle singole proposte, c’è un dato che emerge dai resoconti della votazione online e che sembra problematico: nel complesso alla votazione online ha partecipato meno della metà degli iscritti al Movimento 5 Stelle. 

Al voto sulle proposte relative ad ambiente, energia, casa, scuola, informazione e digitale hanno partecipato 44.523 iscritti sugli oltre 106 mila totali, il 42 per cento. Sulle proposte relative a giustizia, sicurezza, esteri, immigrazione, democrazia, partecipazione e diritti, circa 40 mila iscritti, il 37 per cento, e lo stesso discorso vale per le proposte su sanità, welfare, lavoro ed economia, a cui ha partecipato meno del 37 per cento. Ancora più bassa è stata la partecipazione al voto dei giovani iscritti: dei circa 9.200 iscritti tra i 16 e i 30 anni quelli che hanno votato alle proposte del Patto generazionale sono stati circa 1.800, pari a poco più del 20 per cento del totale.

La bassa partecipazione alle votazioni online non è un fatto nuovo per il Movimento 5 Stelle. Già in passato abbiamo raccontato come nelle votazioni online su temi di carattere nazionale, come la modifica dello statuto del partito, fino a quelle locali, come l’elezione dei rappresentanti regionali del partito, abbia spesso partecipato una quota piuttosto bassa di iscritti. Ciò non toglie il valore di queste consultazioni, come quella sulle proposte per le elezioni 2027, ma ridimensiona l’enfasi con cui questa iniziativa è stata celebrata da parte dei vertici del Movimento 5 Stelle.

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

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