Che cosa c’è nella seconda parte del programma di Futuro Nazionale

Dal Reddito di genitorialità all’azzeramento della pensione per il “principio di San Paolo”, le proposte del partito di Vannacci
ANSA
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Lunedì 24 agosto Futuro Nazionale, il partito fondato dall’ex generale Roberto Vannacci, ha pubblicato la seconda parte del programma in vista delle elezioni politiche del 2027, denominato “B.I.P. – Base Ideologica e Programmatica di Futuro Nazionale per l’Italia del futuro (2027-2037)”.

Come abbiamo raccontato in un altro articolo, la prima parte – pubblicata il 12 agosto – era articolata in nove punti focalizzati su diversi argomenti: dall’economia all’immigrazione, passando per energia, politica estera e giustizia. La seconda parte è divisa in ulteriori sei punti, che analizzano i temi della difesa; cybersicurezza e sovranità digitale; sussidiarietà e riforma dell’architettura pubblica; demografia, vita, famiglia e identità cristiana; minori, disabilità, servizi sociali e, infine, agricoltura e sovranità alimentare.

Il documento, che secondo Futuro Nazionale rappresenta il «secondo terzo» della proposta programmatica del partito, è stato elaborato da Lorenzo Gasperini, responsabile nazionale del programma.

Difesa e forze armate

Il primo punto della seconda parte del programma riguarda la difesa. Futuro Nazionale sostiene che l’Italia debba avere forze armate «all’avanguardia» in grado di difendere il Paese dalle minacce esterne, e allo stesso tempo rivendica una maggiore autonomia nella scelta di quanto spendere per la difesa e nella partecipazione alle missioni internazionali. In particolare, il partito si dice contrario all’aumento della spesa militare fino al 5 per cento del prodotto interno lordo (PIL), definendolo un obiettivo imposto «su pressione NATO ed UE». Il partito si oppone anche all’attivazione del prestito SAFE, lo strumento europeo pensato per finanziare investimenti nel settore della difesa. 

Tra le proposte c’è il rafforzamento della sorveglianza delle frontiere, con l’impiego della Marina militare per pattugliamenti e «interdizioni mirate» nel Mediterraneo, nel rispetto del diritto internazionale. Una parte del programma è dedicata poi alle condizioni del personale militare. Tra le misure proposte ci sono addestramento più frequente, maggiore valorizzazione del merito nelle carriere, aumenti salariali e previdenziali, più attenzione alle famiglie e un maggiore sostegno ai veterani. Nelle scuole superiori Futuro Nazionale vuole introdurre moduli di «educazione alla difesa e alla sicurezza nazionale», con l’obiettivo di presentare agli studenti il ruolo delle forze armate e rendere la carriera militare più attrattiva per i giovani.

Infrastrutture digitali

Una parte del programma è dedicata alla cybersicurezza, ai dati e alle infrastrutture digitali che, secondo il partito guidato dall’ex generale, devono essere protette «con la stessa serietà con cui si difende un confine fisico». 

Una delle proposte è introdurre incentivi fiscali e contributi economici per le aziende che trasferiscono i propri database su infrastrutture certificate “Cloud Italia”. Per la Pubblica amministrazione, invece, si propongono vincoli che obblighino a conservare i dati in Italia o all’interno dell’Unione europea. Secondo il partito, «i nostri dati devono rimanere a casa nostra».

Tra i temi rilevanti in quest’ambito c’è quello della semplificazione. L’obiettivo è istituire un portale unico gestito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraverso il quale piccole e medie imprese possano ottenere le indicazioni per adeguarsi alle regole sulla privacy. Per le vittime di truffe online con più di 65 anni, il partito vorrebbe creare invece un Fondo di garanzia per i risarcimenti. La misura, specifica il programma, dovrebbe comunque essere compatibile con le disponibilità della finanza pubblica. In alternativa, si propone di favorire la diffusione di assicurazioni volontarie contro le frodi online.

Più poteri ai sindaci

Nell’ambito della «riforma dell’architettura pubblica» vengono elencati una serie di provvedimenti, tra cui l’attribuzione di maggiori risorse e competenze ai comuni. In particolare, una quota consistente dell’IRPEF dovrebbe essere destinata direttamente al comune di residenza, che avrebbe una maggiore libertà nel decidere come utilizzare le risorse. Secondo il partito, questo sistema servirebbe a «premiare la capacità di un Ente di stimolare la produzione di ricchezza» e a responsabilizzare i sindaci. 

Fa poi parte della riforma l’elezione diretta da parte dei cittadini del presidente della Repubblica e l’indicazione del presidente del Consiglio. Secondo il partito, la legge elettorale dovrebbe prevedere le preferenze e non contenere né alternanza né quote di genere.

Famiglia e diritti delle coppie omosessuali

Uno dei punti più lunghi della seconda parte del programma è dedicato a quelli che Futuro Nazionale definisce «valori non negoziabili»: demografia, vita, famiglia e identità cristiana. Secondo il partito, l’unica famiglia da riconoscere e sostenere è quella composta da un uomo e una donna. Da questa impostazione derivano diverse proposte su diritti delle coppie omosessuali, adozioni, gestazione per altri e politiche a favore della natalità.

Futuro Nazionale si oppone all’estensione del matrimonio e dell’adozione alle coppie dello stesso sesso. Il partito propone inoltre di vietare l’iscrizione o la trascrizione negli atti dello stato civile, anche se provenienti dall’estero, di documenti che attribuiscano a un bambino due madri o due padri. Per Futuro Nazionale è importante «garantire il diritto di ogni bambino orfano di entrambi i genitori, abbandonato o per altre ragioni mancante della cura della famiglia di origine a trovare accoglienza presso una famiglia composta da un padre e da una madre, col divieto di adozioni a coppie omosessuali e a single».

Per la gestazione per altri, già punita come “reato universale” dal governo Meloni, il partito di Vannacci propone di aumentare le pene, portandole da un minimo di cinque a un massimo di dieci anni. Un’altra proposta riguarda i contenuti televisivi e pubblicitari definiti dal partito «genderisti/omosessualisti». Futuro Nazionale vuole vietarne la diffusione quando possano essere visti dai bambini ed estendere la fascia protetta dalle 6 alle 23.

Contro aborto e fine vita

Nello stesso capitolo, Futuro Nazionale dedica molto spazio alla tutela della vita «dal concepimento alla morte naturale». Il partito si oppone alla legalizzazione dell’eutanasia e del suicidio assistito e propone di rafforzare gli strumenti per prevenire l’interruzione volontaria di gravidanza. Tra le misure indicate ci sono una maggiore presenza delle associazioni pro-vita nei consultori, sostegni economici alle donne in difficoltà e iniziative per consentire alle donne incinte di vedere il feto e ascoltarne il battito cardiaco. Viene proposto inoltre il divieto di somministrazione della pillola abortiva RU-486 in regime ambulatoriale o domiciliare e il rafforzamento dell’obiezione di coscienza. Il partito vuole modificare il Codice civile riconoscendo al concepito alcuni diritti già durante la gravidanza e istituire il 25 marzo una “Giornata Nazionale della Vita Nascente”.

Tra le altre proposte ci sono poi ancora l’obbligo di installare una “culla per la vita” in ogni ospedale con un reparto maternità, il sostegno economico alle case rifugio per donne incinte in situazioni di violenza o vulnerabilità sociale e un “Piano Nazionale per la Vita Nascente, la Prevenzione dell’Aborto e il Sostegno alle Donne”.

Più voti ai genitori

Tra le proposte più particolari contenute nel programma c’è quella del «voto plurimo» per i genitori. L’idea, che Futuro Nazionale presenta per il momento come una proposta da sottoporre al dibattito, è di assegnare ai genitori schede elettorali aggiuntive in rappresentanza dei figli minorenni.

Per realizzarla sarebbe necessario modificare l’articolo 48 della Costituzione, che disciplina il diritto di voto. Il numero di schede aggiuntive dipenderebbe dal numero dei figli e sarebbe diviso tra il padre e la madre. Secondo Futuro Nazionale, la misura servirebbe a dare rappresentanza politica anche ai minorenni e a riconoscere maggior peso elettorale alle famiglie.

Il Reddito di genitorialità e il Mutuo tricolore

Come nella prima parte del programma, anche questa volta viene dato ampio spazio alla denatalità. In quest’ambito molte delle proposte si ripetono, come quella dell’introduzione di un quoziente familiare, che tenga conto non solo del reddito, ma anche del numero di persone che vivono grazie a quel reddito. 

Sono previste poi detrazioni fiscali crescenti con l’aumentare del numero dei figli: più alte per il primo figlio, ancora maggiori per il secondo e ulteriormente incrementate dal terzo in poi.

Un’altra proposta è il Reddito di genitorialità. Il meccanismo immaginato dal partito prevede che un genitore che ha avuto un figlio negli ultimi tre anni possa lasciare il proprio posto di lavoro a una persona che riceve una misura di sostegno al reddito. Una parte della spesa risparmiata dallo Stato per il sussidio verrebbe trasferita al genitore che ha lasciato il lavoro per occuparsi dei figli. Come alternativa, il programma valuta un Reddito di rinascita, destinato alle madri italiane fino ai 12 o 18 anni di età dei figli, con un importo crescente in base al loro numero.

Tra le altre proposte ci sono asili nido a basso costo, alloggi agevolati per le giovani coppie sposate e l’esenzione dal canone RAI per le famiglie con tre o più figli, oltre al Mutuo tricolore, cioè un mutuo agevolato per le famiglie il cui tasso di interesse diminuirebbe alla nascita di ogni figlio. A ogni nascita sarebbe prevista anche una sospensione temporanea delle rate, senza accumulo di interessi.

Politiche sociali

Nel programma si propone di integrare maggiormente politiche sociali e sanitarie, aumentando l’assistenza alle famiglie con persone disabili e potenziando i servizi per la salute mentale. Il partito vuole inoltre attribuire priorità alle famiglie italiane nell’accesso ad alcuni strumenti di sostegno sociale, come l’edilizia residenziale pubblica.

Per quanto riguarda le pensioni, si propone di portare la minima a 750 euro, ma allo stesso tempo di ridurla o eliminarla per chi, pur essendo in grado di lavorare, abbia rifiutato sistematicamente nel corso della vita percorsi di formazione e inserimento lavorativo offerti dallo Stato. È quello che Futuro Nazionale chiama «azzeramento della pensione per il principio di San Paolo». Questo principio – citato già nella prima parte del programma – si rifà alla seconda lettera ai Tessalonicesi, attribuita all’apostolo Paolo, secondo cui «chi non vuol lavorare neppure mangi». In questo caso il partito sostiene che «lo Stato agirà con comunicazioni e diffide sin dalla giovinezza, per coloro che né studiano né lavorano (ma potrebbero farlo), proponendo strumenti di formazione e inserimento lavorativo, rifiutati i quali il cittadino si assume la responsabilità di rinunciare anche agli strumenti previdenziali futuri, inclusa la pensione minima».

Una parte è poi dedicata all’uso della tecnologia da parte dei minori. Futuro Nazionale propone il divieto di accesso ai social network per i minori di 15 anni. Dai 15 ai 17 anni, invece, l’utilizzo dovrebbe essere limitato quotidianamente.

Agricoltura e sovranità alimentare

L’ultimo punto della seconda parte del programma riguarda agricoltura e «sovranità alimentare».

Secondo Futuro Nazionale, la priorità della politica agricola deve essere aumentare la redditività delle imprese; propone quindi di aumentare la trasparenza nella formazione dei prezzi, contrastare le pratiche commerciali sleali e rendere effettivo il divieto di vendere prodotti agricoli a un prezzo inferiore ai costi di produzione. Il programma prevede anche una semplificazione della burocrazia e maggiori tutele nei confronti dei prodotti importati che non rispettano gli stessi standard ambientali, sanitari e produttivi applicati in Italia.

Per favorire il ricambio generazionale, si propone poi un accesso agevolato alla terra per i giovani agricoltori e incentivi fiscali e contributivi per le nuove imprese, oltre che incentivi per chi si trasferisce nelle aree interne e montane. Un altro tema riguarda la gestione dell’acqua, definita «la grande infrastruttura agricola del XXI secolo». Futuro Nazionale propone un “Piano Nazionale dell’Acqua” che preveda il completamento della rete irrigua, la riduzione delle perdite, la costruzione di nuovi invasi e dighe, il recupero delle acque reflue depurate e incentivi per sistemi di irrigazione più moderni.

Infine, il programma dedica spazio alla caccia, sostenendo la necessità di revisione della legge che regola la disciplina, insieme a un maggiore coinvolgimento dei cacciatori nella gestione della fauna.

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

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