Il governo Meloni cambia il codice penale ogni due settimane

Tra nuovi reati, fattispecie ampliate o abrogate, da quando l’esecutivo è in carica ci sono state più di 100 modifiche: è la frequenza più alta degli ultimi quattro governi
ANSA
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Dal reato contro i rave party a quello di femminicidio, passando per l’occupazione abusiva delle case, dai reati ambientali a quelli legati all’intelligenza artificiale. Ora che la legislatura sta entrando nella sua fase finale, con le prossime elezioni politiche previste nel 2027, si può iniziare a tracciare un bilancio e dire che da quando Giorgia Meloni è presidente del Consiglio il codice penale è cambiato parecchio. 

Secondo le verifiche di Pagella Politica, dal 22 ottobre 2022, giorno dell’insediamento dell’attuale esecutivo, al 18 agosto 2026 sono stati registrati 102 interventi sugli articoli del codice penale: in 21 casi è stato introdotto un nuovo reato, in 76 è stata ampliata una fattispecie già esistente, mentre cinque reati sono stati abrogati. Il conteggio non comprende tutte le modifiche apportate al codice penale, ma soltanto quelle che hanno introdotto, ampliato o abrogato una fattispecie di reato.
Seguendo questo criterio, significa che in poco meno di quattro anni il governo è intervenuto modificando i reati del codice penale in media una volta ogni due settimane. Come vedremo, si tratta della frequenza più alta tra gli ultimi quattro governi.

Più di cento interventi

Come detto, la nostra analisi non ha preso in considerazione ogni modifica al codice penale. Abbiamo contato un intervento ogni volta che una legge, un decreto-legge o un decreto-legislativo ha introdotto un nuovo reato, ampliato una fattispecie già esistente oppure ne ha cancellata una. Se, per esempio, uno stesso provvedimento ha introdotto due nuovi reati e ne ha ampliati altri cinque, abbiamo contato sette interventi.

Più nello specifico, gli oltre cento interventi hanno riguardato 85 articoli, perché alcuni sono stati ritoccati più di una volta. Un caso evidente è l’articolo 583-quater del codice penale, che punisce alcune lesioni commesse ai danni, tra gli altri, di pubblici ufficiali e personale sanitario: durante il governo Meloni è stato modificato cinque volte.

Nel complesso, le varie modifiche del codice penale sono state previste con 27 provvedimenti, che hanno inciso sul codice penale in misura molto diversa. La legge sulla cybersicurezza del giugno 2024, per esempio, è intervenuta su 14 articoli; il decreto “Sicurezza” dell’aprile 2025 su dodici; mentre, nel dicembre dello stesso anno, la legge sul femminicidio e sulla violenza contro le donne su undici articoli.

C’è poi un’altra distinzione. Dei 27 provvedimenti, la stragrande maggioranza (24) sono di iniziativa governativa, mentre i restanti tre sono di iniziativa parlamentare, presentati da esponenti della maggioranza di centrodestra. Questi ultimi hanno prodotto dieci degli oltre cento interventi complessivi. Tra questi c’è, per esempio, la legge del settembre 2023 che ha introdotto l’omicidio nautico e le lesioni personali nautiche, nata appunto da un’iniziativa parlamentare.

Non tutte le modifiche, quindi, sono state proposte direttamente dall’esecutivo. Ma la distinzione cambia poco il dato sulla frequenza: escludendo i dieci interventi di iniziativa parlamentare, ne restano 92, pari a circa uno ogni 15 giorni.

Il confronto con gli altri governi

Il confronto con i tre governi precedenti mostra meglio quanto sia alta la frequenza registrata con Meloni. L’attuale esecutivo, insediatosi il 22 ottobre 2022, è in carica da 1.396 giorni. Seguendo il criterio della nostra analisi, abbiamo contato in media 7,3 reati introdotti, ampliati o abrogati ogni 100 giorni di governo.
Il dato era già piuttosto alto con il governo Draghi, rimasto in carica dal 13 febbraio 2021 fino all’arrivo dell’attuale esecutivo. In 616 giorni abbiamo contato 35 interventi sui reati del codice penale, pari a 5,7 reati introdotti, ampliati o abrogati ogni 100 giorni. A incidere molto fu una legge del marzo 2022, approvata durante quel governo, che inserì nel codice un nuovo titolo dedicato ai delitti contro il patrimonio culturale e introdusse da sola 14 nuovi reati legati al tema.

La frequenza scende invece nettamente con i due governi precedenti. Durante il secondo governo Conte, durato dal settembre 2019 al febbraio 2021, abbiamo contato cinque modifiche ai reati del codice penale in 527 giorni, pari a circa un reato introdotto, ampliato o abrogato ogni 100 giorni. Con il primo governo Conte, in carica dal giugno 2018 al settembre dell’anno successivo, le modifiche sono state 14 in 461 giorni, pari a 3 ogni 100 giorni.

Insomma, tra gli ultimi quattro governi quello Meloni è quello durante il quale le fattispecie di reato contenute nel codice penale sono state modificate con più frequenza.

La “panpenalizzazione”

Il dato è particolarmente significativo se confrontato con le posizioni espresse dal ministro della Giustizia Carlo Nordio dall’inizio della legislatura. Il 22 ottobre 2022, poche ore dopo il giuramento, Nordio disse che «la velocizzazione della giustizia passa per una forte depenalizzazione dei reati», invitando a eliminare «questo pregiudizio che la sicurezza o la buona amministrazione siano tutelati dalla legge penale».

Negli anni successivi Nordio è tornato sul tema, criticando la cosiddetta “panpenalizzazione”, ossia la tendenza a ricorrere sempre più spesso al diritto penale per affrontare problemi diversi. Nel gennaio di quest’anno, per esempio, intervenendo al Senato, aveva respinto le accuse rivolte al governo: «Non ci accusate di nuovo di panpenalizzazione», aveva detto in quell’occasione. 

Nel frattempo alcune norme sono state effettivamente cancellate, a partire dal reato di abuso d’ufficio, abrogato nel 2024, ma sostituito con un altro intitolato «indebita destinazione di denaro o cose mobili», che ha mantenuto però punibili alcune delle stesse condotte. Nel complesso, il bilancio va comunque nella direzione opposta: secondo le nostre verifiche, le abrogazioni sono cinque, contro 21 nuovi reati e 76 ampliamenti di fattispecie già esistenti.

Dai rave al terrorismo

Tra i nuovi reati introdotti durante il governo Meloni ci sono alcune delle misure più discusse degli ultimi anni. Il primo decreto-legge approvato dall’esecutivo, alla fine dell’ottobre 2022, ha introdotto una nuova fattispecie pensata per contrastare i rave party, formalmente chiamato «invasione di terreni o edifici con pericolo per la salute pubblica o l’incolumità pubblica». 

Negli anni successivi si sono aggiunte nuove fattispecie che hanno riguardato ambiti molto diversi. Il decreto “Sicurezza” del 2025, per esempio, ha introdotto tre nuovi reati: la detenzione di materiale con finalità di terrorismo, la rivolta all’interno di un istituto penitenziario e l’occupazione arbitraria di un immobile destinato a domicilio altrui. Allo stesso tempo, ha ampliato altri nove reati già esistenti.

A settembre dello stesso anno, la legge sull’intelligenza artificiale ha inserito nel codice penale il nuovo reato di «illecita diffusione di contenuti generati o alterati con sistemi di intelligenza artificiale». Tre mesi dopo, invece, è stato introdotto il delitto di femminicidio e sono stati ampliati altri dieci reati già esistenti, tra cui i maltrattamenti contro familiari e conviventi, la violenza sessuale e gli atti persecutori. 

Gli interventi al codice penale sono proseguiti anche quest’anno. Ad aprile, un decreto legislativo sui reati ambientali ha modificato dieci articoli del codice e introdotto il nuovo reato di «commercio di prodotti inquinanti». Nello stesso mese, la legge a tutela dei prodotti alimentari è intervenuta su altri quattro articoli e ha introdotto i reati di frode alimentare e «commercio di alimenti con segni mendaci», che punisce la vendita di alimenti con indicazioni ingannevoli su origine o altre caratteristiche. 

In altre parole, a quasi quattro anni dall’insediamento del governo Meloni, il codice penale non si è affatto ristretto: al contrario, le nuove fattispecie e gli ampliamenti sono stati molti più delle abrogazioni.

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

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