La nuova legge di Bilancio, in 10 punti

È stata approvata dal Consiglio dei ministri: ora dovrà passare per il Parlamento e ricevere il via libera definitivo entro il 31 dicembre
ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
Nella notte tra lunedì 21 e martedì 22 novembre, il Consiglio dei ministri guidato da Giorgia Meloni ha approvato il disegno di bilancio per il 2023, che ora dovrà essere presentato in Parlamento e approvato, anche con modifiche, dalla Camera e dal Senato entro il prossimo 31 dicembre. La legge di Bilancio è una delle leggi più importanti perché spiega, nel dettaglio, come saranno spese le risorse pubbliche nei prossimi anni e per quali voci. Al momento, il testo ufficiale del disegno di legge non è ancora pubblicamente disponibile, ma le sue principali misure sono state anticipate in un comunicato stampa del governo e sono state divulgate anche dai mezzi di informazione.

Secondo il governo, la legge di Bilancio contiene provvedimenti economici per un valore pari a 35 miliardi di euro, di cui oltre 20 miliardi di euro saranno finanziati con maggiore debito pubblico, il cui utilizzo è stato autorizzato con un voto del Parlamento nelle scorse settimane. Queste cifre erano già state anticipate con la Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza (Nadef), rivista e integrata dal governo Meloni all’inizio di novembre. 

Ora i tempi per la discussione parlamentare del testo saranno molto stretti e i dettagli potranno ancora cambiare nelle prossime ore. La legge di Bilancio sarebbe dovuta essere presentata in Parlamento entro il 20 ottobre, ma a causa delle elezioni anticipate e del cambio di governo, il processo di scrittura della legge si è inevitabilmente prolungato nel tempo.

Le principali misure della legge di Bilancio

La legge di Bilancio per il 2023 contiene varie misure contro i rincari energetici. Tra le altre cose, fino alla fine di marzo del prossimo anno, gli esercizi commerciali potranno usufruire di un credito di imposta al 35 per cento per l’acquisto di gas ed energia elettrica, mentre per le imprese che dipendono maggiormente dall’energia il credito di imposta arriva al 45 per cento. Per le famiglie che vivono in condizioni più fragili, con un indicatore Isee fino ai 15 mila euro, è stato confermato il cosiddetto “bonus sociale” che riduce i costi delle bollette.

Alcune novità riguardano il reddito di cittadinanza, la misura di contrasto alla povertà e di politica attiva del lavoro introdotta nel 2019 dal primo governo Conte. Dal 1° gennaio 2023, i percettori del sussidio tra i 18 e i 59 anni che possono lavorare e non hanno a carico minori, disabili o anziani, continueranno a ricevere l’assegno mensile per un massimo di 8 mesi, durante i quali dovranno seguire un corso di formazione. Chi si rifiuta perde il reddito, così come chi non accetta la prima offerta di lavoro ritenuta congrua. 
Dall’inizio del prossimo anno sarà possibile andare in pensione anticipata con almeno 62 anni di età e 41 anni di contributi previdenziali versati, un provvedimento ribattezzato “quota 103” (dalla somma dei due numeri). I partiti della coalizione hanno anche trovato un accordo per aumentare fino a 570 euro l’importo delle pensioni minime.

Il testo approvato dal Consiglio dei ministri ha poi esteso il limite dei ricavi per le partite Iva che possono usufruire del regime forfetario, che gli permette di versare in tasse una quota fissa del 15 per cento. Fino a oggi, per accedere a quella che la Lega chiama flat tax bisognava avere ricavi fino a 65 mila euro: la nuova legge di Bilancio sposta a 85 mila euro questa soglia. Secondo Il Sole 24 Ore, per finanziare le minori entrate per lo Stato il governo ha stanziato circa 600 milioni di euro.  

È stato confermato il taglio al cuneo fiscale, ossia la differenza tra quanto pagato dal datore di lavoro in busta paga e quello che il lavoratore percepisce come stipendio netto, introdotto con la scorsa legge di Bilancio dal governo Draghi. La riduzione sarà del 2 per cento per i lavoratori con un reddito lordo fino a 35 mila euro e del 3 per cento per quelli fino a 25 mila euro. 

Nel 2023 il limite all’uso del contante aumenterà dagli attuali 2 mila euro (che dal prossimo 1° gennaio sarebbero dovuti scendere a mille) a 5 mila euro. L’aumento del tetto al contante era già stato annunciato dal governo, che lo aveva inserito in un primo momento nel nuovo decreto “Aiuti”, approvato il 10 novembre, per poi toglierlo.
Come già annunciato da alcuni membri del governo, la nuova legge di Bilancio contiene anche un condono fiscale, chiamata dall’esecutivo “tregua fiscale”. Le cartelle esattoriali inviate fino al 2015 e con un valore di mille euro saranno automaticamente cancellate. Se l’importo è maggiore, il contribuente potrà mettersi in regola con uno sconto sugli interessi e le sanzioni. 
Il testo approvato dal Consiglio dei ministri prevede la riattivazione della “Stretto di Messina Spa”, la società statale e concessionaria della realizzazione del ponte, fondata quarant’anni fa e in liquidazione da nove, che nel 2017 ha fatto causa allo Stato per 325 milioni di euro.
Infine, per far fronte all’aumento dell’inflazione, l’Iva sui prodotti per l’infanzia e per l’igiene intima femminile sarà ridotta dal 10 al 5 per cento. Con 500 milioni di euro sarà poi istituito un fondo per finanziare una carta da destinare alle famiglie con redditi fino a 15 mila euro per l’acquisto di beni di prima necessità, con una sorta di “buoni spesa”.

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