Il fact-checking della replica di Schlein al discorso di Meloni al Meeting di Rimini

Abbiamo verificato otto dichiarazioni fatte a la Repubblica dalla segretaria del Partito Democratico, che non l’ha sempre raccontata giusta
ANSA
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Il 28 agosto, in un’intervista con la Repubblica, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha criticato l’intervento tenuto il giorno prima al Meeting di Rimini dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, definendolo «un discorso autocelebrativo che nega la realtà». 

Dal mercato del lavoro ai centri per i migranti in Albania, passando per la sanità, abbiamo verificato otto dichiarazioni di Schlein per vedere se ha detto la verità oppure no.

La crescita degli occupati

«L’occupazione è aumentata tra gli over 50, mentre i giovani fanno fatica come prima» 

La seconda parte di questa dichiarazione è abbastanza vaga. In ogni caso, i numeri mostrano che durante il governo Meloni l’occupazione è cresciuta sia tra i giovani sia tra gli over 50, sebbene a un ritmo diverso.

Secondo i dati più aggiornati di ISTAT, a giugno 2025 in Italia il tasso di occupazione nella fascia di età tra i 50 e i 64 anni era del 67,2 per cento. Questo significa che quasi sette persone su dieci in quella fascia d’età erano occupate. A ottobre 2022, quando si è insediato il governo Meloni, il tasso di occupazione era del 62,2 per cento. Dunque, c’è stato un aumento di cinque punti percentuali in meno di tre anni.

Nello stesso periodo di tempo, il tasso di occupazione tra i 25 e i 34 anni di età è passato dal 66,6 per cento al 68,8 per cento. Una crescita c’è stata anche qui – a differenza di quanto lascia intendere Schlein – ma comunque più contenuta rispetto agli over 50. In entrambe le fasce d’età, la crescita ha riguardato soprattutto gli occupati dipendenti a tempo indeterminato.

In ogni caso, è difficile stabilire quanto la crescita sia dovuta alle politiche del governo: dal 2021 l’occupazione è in aumento in quasi tutta l’Unione europea.

Le donne in part-time

«Il 31,5 per cento delle donne occupate lavora in part-time contro l’8 degli uomini»

Le due percentuali citate da Schlein sono sostanzialmente corrette, come dimostrano i dati di Eurostat, se si fa però riferimento al 2023 e alla fascia di età tra i 15 e i 64 anni. Nel 2024 sono scese rispettivamente al 29,9 per cento e al 7 per cento.

L’andamento delle ore lavorate

«Non aumentano le ore lavorate»

La correttezza di questa dichiarazione dipende da quale indicatore si guarda.

Secondo i dati più aggiornati di ISTAT, nel primo trimestre del 2025 le ore lavorate in totale in Italia sono aumentate dell’1 per cento rispetto al trimestre precedente, e dell’1,1 per cento rispetto al primo trimestre del 2024. 

Le ore lavorate per dipendente sono aumentate dello 0,3 per cento rispetto agli ultimi tre mesi del 2024, ma calate dello 0,8 per cento rispetto ai primi tre mesi del 2024.

Il fondo per gli affitti

«L’unica cosa che hanno fatto [il governo] è stato togliere il fondo per l’affitto, 330 milioni per chi rischiava lo sfratto»

Come abbiamo spiegato in un altro fact-checking, questa dichiarazione è scorretta. 

Con la legge di Bilancio per il 2023, il governo Meloni non ha rifinanziato un fondo che aiutava a pagare le spese per l’affitto previsto da una legge del 1998. Questo non vuol dire però che il fondo sia stato eliminato. Il mancato rifinanziamento del fondo rientrava nelle previsioni sia del secondo governo Conte sia del governo Draghi e già in passato, in almeno cinque casi, non è stato rifinanziato.

Il costo dei centri in Albania

«[Per i centri in Albania] hanno buttato un miliardo»

Non è vero che il governo Meloni ha già speso un miliardo di euro per i centri per migranti in Albania.

Al di là della legittima opinione su queste strutture, il loro costo è inferiore, come abbiamo spiegato in un altro fact-checking. In breve, si stima che il costo complessivo per la costruzione e la gestione dei centri ammonti a circa 700 milioni di euro, nell’arco di cinque anni, tra il 2024 e il 2028. Questa cifra, però, parte dal presupposto che i centri siano diventati pienamente operativi dalla seconda metà dello scorso anno, cosa che non è avvenuta.

La rinuncia alle cure

«Gli altri smettono di curarsi. Secondo l’ISTAT sono sei milioni di italiani, erano quattro e mezzo un anno prima»

I due numeri dati da Schlein sono sostanzialmente corretti

Secondo ISTAT, nel 2024 5,8 milioni di persone in Italia hanno rinunciato ad almeno una visita o esame specialistico nei 12 mesi precedenti, escluse le visite odontoiatriche. Nel 2023 erano circa 4,4 milioni.

Il salario minimo in Europa

«Il salario minimo che c’è in ventidue Paesi»

Se si considerano i 27 Paesi dell’Unione europea, la dichiarazione di Schlein è corretta. A oggi solo cinque Paesi Ue non hanno il salario minimo: Italia, Austria, Danimarca, Svezia e Finlandia.

Il costo dell’energia

«Impedire così di avere le bollette più care d’Europa»

Sul costo delle bollette nell’Ue abbiamo pubblicato un approfondimento lo scorso giugno. 

In breve: l’Italia è tra i Paesi europei – non il primo Paese – con le bollette dell’elettricità e del gas più alte per le famiglie, sia in valori assoluti sia tenendo conto del potere d’acquisto. Per le imprese, invece, la posizione dell’Italia è meno sfavorevole, con prezzi comunque elevati per l’elettricità ma più contenuti per il gas.

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