Matteo Salvini  -  Disoccupazione: Italia e Germania a confronto

 
"Il giorno in cui è entrato in vigore l’euro, Italia e Germania avevano lo stesso tasso di disoccupazione sotto il 9 per cento. A quindici anni di distanza la Germania è scesa al 6, l'Italia si è riavvicinata al 12". (Min. 15:30)
  economia | Pubblicato:27.12.2016 | Origine:20.12.2016 | Fonte dichiarazione

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Il leader della Lega Nord Matteo Salvini è stato protagonista della puntata di Otto e Mezzo del 20 dicembre. Ha commentato la situazione politica attuale e ha ripetuto le sue dure critiche all’Unione Europea. A proposito della moneta unica, ha detto che “l’euro è una moneta sbagliata. Lo dicono quindici anni di fallimenti per tutti, tranne che per la Germania”.

Per illustrare questi fallimenti, Salvini ha citato l’andamento del tasso di disoccupazione in Italia e in Germania. Vediamo che cosa dicono i numeri, senza esprimerci sul collegamento euro-disoccupazione.

La disoccupazione in Italia e in Germania

La moneta unica è entrata in vigore il primo gennaio 1999 in undici paesi dell’Unione, tra cui Italia, Francia, Spagna e Germania. Monete e banconote arrivarono tre anni più tardi, il primo gennaio 2002.

Possiamo facilmente confrontare i dati della disoccupazione in Italia e in Germania grazie al database Eurostat. L’operazione riserva qualche sorpresa. Nel gennaio 1999, infatti, i due paesi non avevano “lo stesso tasso di disoccupazione”, né quello italiano era sotto il 9 per cento. Per la precisione, la disoccupazione italiana era all’11,1 per cento, mentre quella tedesca era all’8,9 per cento.

Anche il confronto con i dati odierni è impreciso: la Germania è scesa al 4,1 per cento di ottobre 2016, secondo gli ultimi dati disponibili: parecchio meno del 6 per cento citato da Salvini. Più preciso, purtroppo, il dato italiano, che nello stesso mese era all’11,6 per cento.

Nel grafico successivo riportiamo l’andamento del tasso di disoccupazione in Italia, in Germania e nella zona euro (di estensione variabile a causa dei progressivi allargamenti) tra la fine del 1998 e il 2016.

Il grafico mostra alcuni dati interessanti. Per prima cosa, la Germania ha avuto tassi di disoccupazione più alti della media dell’eurozona per parecchi anni, tra il 2002 e il 2008. Dopo il massimo raggiunto nei mesi centrali del 2005 (11,2 per cento), il paese ha però invertito la tendenza e da allora il tasso di disoccupazione è continuato a scendere costantemente, con poche eccezioni, fino all’attuale 4,2 per cento.

L’Italia ha seguito un percorso molto diverso. Al momento dell’introduzione della moneta unica aveva un tasso di disoccupazione superiore alla media, ma alla fine del 2002 il nostro paese scese sotto la media dell’eurozona e lì è rimasto per circa dieci anni, fino a superarlo di nuovo nel terzo trimestre del 2013. Non si può poi non notare che l’attuale tasso di disoccupazione italiano (all’11,6 per cento) è sostanzialmente uguale a quello del momento dell’introduzione dell’euro (11,4 per cento).

Che cosa è successo in questi quindici anni

Quanto la creazione della moneta unica abbia influito sul tasso di disoccupazione è una questione troppo complessa e dibattuta tra gli stessi economisti per essere risolta qui.

Bisogna però citare che sia in Italia che in Germania sono successe molte altre cose oltre all’introduzione della moneta unica, in particolare nel mondo della legislazione sul lavoro. In Italia c’è stata la “legge Biagi” verso la fine del 2003, che ha introdotto maggiore flessibilità nel mercato del lavoro italiano. In Germania, tra il 2003 e il 2005, sono state introdotte le riforme del cosiddetto “piano Hartz”, che hanno modificato radicalmente il principio alla base degli ammortizzatori sociali per la disoccupazione (e hanno fatto nascere diverse discussioni sulle loro conseguenze).

Altri cambiamenti sono avvenuti nel mondo delle relazioni sindacali, nella congiuntura internazionale, nelle politiche monetarie e così via, per cui è il caso di essere molto cauti e di non trarre conclusioni sulla relazione tra senza lavoro e moneta unica.

Il verdetto

Salvini ha detto che negli ultimi quindici anni Italia e Germania hanno avuto storie occupazionali molto differenti. Ha dipinto uno scenario in cui, dopo una sostanziale parità iniziale, i due destini si sono divisi: l’Italia ha visto aumentare molto il suo tasso di disoccupazione, la Germania invece lo ha visto diminuire. Ma i suoi numeri sono sbagliati: nel 1999 l’Italia aveva più o meno lo stesso tasso di disoccupazione di oggi, più alto di oltre due punti percentuali rispetto alla Germania (11,4 contro 9,1). Oggi l’Italia si avvicina in effetti al 12 per cento, ma la Germania ha ottenuto un risultato ancora migliore, calando fino al 4,2 per cento. “Pinocchio andante” per il leader della Lega Nord.

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