Buoni pasto, wi-fi e corsi sull’IA: la lunga lista di richieste dei deputati alla Camera

I parlamentari hanno presentato una sessantina di proposte per migliorare l’organizzazione, chiedendo servizi per i collaboratori e iniziative sulla parità di genere
ANSA
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Buoni pasto per i dipendenti dei gruppi parlamentari, corsi di formazione sull’uso dell’intelligenza artificiale, estensione degli orari di apertura del pronto soccorso interno, ma anche iniziative per la sensibilizzazione alla parità di genere. Queste sono solo alcune delle richieste che i deputati hanno presentato alla Camera in vista della discussione sul progetto di bilancio interno del 2026. Ogni anno infatti, verso il mese di luglio, la Camera è chiamata ad approvare il conto consuntivo delle spese dell’anno precedente e il progetto di bilancio con le iniziative relative all’anno in corso. In occasione della discussione del progetto di bilancio, i deputati possono presentare ordini del giorno per chiedere alla Camera di prendere determinate iniziative per il funzionamento dei lavori parlamentari, ma non solo. Dopo essere stati presentati, gli ordini del giorno al bilancio interno vengono esaminati dall’ufficio di presidenza della Camera e in seguito devono essere votati dall’aula. Se approvati, i deputati questori – quelli che si occupano di vigilare sull’ordine dei lavori – devono valutare come mettere in atto le varie richieste.

In vista della discussione sul nuovo progetto di bilancio per il 2026 i deputati hanno presentato 62 ordini del giorno, con richieste piuttosto varie ai vertici della Camera. 

Parità di genere

Tra le iniziative richieste, le deputate del Movimento 5 Stelle Gilda Sportiello, Stefania Ascari e Daniela Morfino hanno presentato una serie di ordini del giorno per chiedere alla Camera di promuovere la parità di genere attraverso modalità diverse. In particolare, Sportiello ha chiesto che la Camera dia la possibilità di garantire alle deputate mamme di allattare in tutti gli spazi dell’edificio, e non solo in aula come previsto da alcuni anni. Sempre Sportiello ha poi chiesto di promuovere iniziative volte a promuovere il dibattito e l’approfondimento sui temi legati al contrasto verso ogni forma di discriminazione e violenza basata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, fissata per il 17 maggio.

Ascari e Morfino hanno rilanciato un ordine del giorno, già proposto lo scorso anno, per creare alla Camera uno sportello anti violenza di genere, aperto al pubblico, attraverso il supporto di associazioni specializzate su questa tematica. Questo ordine del giorno era già stato presentato nella discussione del progetto di bilancio per il 2025, ma finora non ha avuto nessun seguito.

Buoni pasto e libero accesso al bar

Altri ordini del giorno puntano a questioni più materiali. Il PD e Alleanza Verdi-Sinistra hanno chiesto di tutelare i dipendenti e i collaboratori dei gruppi parlamentari, soprattutto riguardo ai pasti. Il deputato del PD Andrea De Maria con un ordine del giorno ha chiesto di incrementare il «contributo ai gruppi parlamentari finalizzato all’assegnazione di buoni pasto a favore delle figure professionali» che assistono i gruppi stessi garantendo anche a queste figure il pieno accesso al bar dei dipendenti della Camera. La questione dei buoni pasto è stata affrontata anche dai deputati AVS Franco Mari, Filiberto Zaratti e Luana Zanella, che hanno chiesto «l’assegnazione di buoni pasto» ai dipendenti dei gruppi parlamentari e «la possibilità di accedere al servizio bar dipendenti di Montecitorio a prescindere dai titoli di accesso». Oltre ai buoni pasto e libero accesso al bar, De Maria ha anche proposto di rendere accessibile a tutte le figure che hanno contratto di lavoro o di collaborazione con i gruppi parlamentari «un adeguato servizio mensa anche attraverso l’individuazione di nuovi spazi al servizio dedicati». 

Come abbiamo raccontato in un altro articolo, De Maria è anche il deputato che ha presentato un ordine del giorno per obbligare i deputati e gli ospiti delle conferenze stampa che si tengono alla Camera di sottoscrivere una dichiarazione di rispetto dei valori della Costituzione e antifascisti.

Intelligenza artificiale

Un’altra questione che sta a cuore ai deputati è quella dell’intelligenza artificiale. Come abbiamo raccontato, i parlamentari fanno già un ampio uso di questa tecnologia e la Camera ha finanziato la creazione di sistemi di intelligenza artificiale per agevolare il lavoro dei deputati.

Nei loro ordini del giorno, alcuni di loro hanno chiesto alla Camera di fare ulteriori passi in avanti su questo tema. Per esempio, il presidente della Commissione Trasporti Salvatore Deidda insieme ad altri colleghi deputati di Fratelli d’Italia ha chiesto che la Camera definisca «una disciplina che regolamenti l’utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale nel contesto della Camera dei deputati da parte di tutti i soggetti coinvolti e interessati ai processi parlamentari», di «destinare risorse adeguate del bilancio interno per l’erogazione di piani di formazione continua per tutto il personale ed anche per il personale politico, focalizzati sull’uso consapevole, etico e sicuro delle tecnologie basate sull’IA», e di aumentare la collaborazione con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) per garantire la sicurezza dell’infrastruttura informatica della Camera. L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale è l’ente pubblico per la protezione delle reti, la gestione delle crisi cibernetiche e la difesa degli interessi strategici nazionali nel cyberspazio. 

La vicepresidente della Camera Anna Ascani ha chiesto la realizzazione di una piattaforma di intelligenza artificiale destinata alle esigenze di analisi e di trattazione dei materiali documentali acquisiti dalle commissioni parlamentari d’inchiesta, coinvolgendo nel progetto enti pubblici di ricerca o soggetti istituzionali nel campo dell’intelligenza artificiale e del calcolo ad alte prestazioni. Le commissioni parlamentari d’inchiesta sono commissioni speciali formate da deputati e senatori che vengono istituite per indagare su determinate questioni. 

Più internet e più giornali

Sul tema della tecnologia, altri deputati hanno formulato richieste più pratiche. Per esempio, il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo Zucconi ha chiesto di potenziare e ammodernare le «infrastrutture di telecomunicazione e della rete wi-fi all’interno di Palazzo Montecitorio e delle sue pertinenze», per garantire una «connettività uniforme, capillare, ad alta velocità e in piena sicurezza in ogni ambiente di lavoro». Il problema della connessione wi-fi è stato sollevato pure dalla deputata del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli, che ha chiesto di «valutare l’opportunità di implementare l’accessibilità, anche favorendo l’immediata connettività con i dispositivi mobili personali dei deputati, ai terminali hardware (quali computer e stampanti) predisposti ad uso comune dei deputati».

La deputata della Lega Laura Cavandoli invece ha chiesto alla Camera di ampliare l’offerta dei giornali nella rassegna stampa riservata ai parlamentari e ai dipendenti dei gruppi, prevedendo l’inclusione delle riviste straniere e dei quotidiani locali, finora esclusi dalla rassegna stampa che comprende più che altro le testate nazionali e cartacee. 

La salute, prima di tutto

Altri deputati hanno a cuore soprattutto la salute. La deputata di Fratelli d’Italia Beatriz Colombo ha chiesto che la Camera organizzi corsi di formazione rivolti ai deputati sulle principali tecniche di primo soccorso, con particolare riferimento alle manovre di rianimazione e al corretto utilizzo dei defibrillatori semiautomatici presenti nelle sedi della Camera, «favorendo così una più ampia diffusione della cultura della prevenzione e della risposta alle emergenze sanitarie».

Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè e il deputato del PD Andrea Casu hanno invece presentato un ordine del giorno per estendere gli orari di apertura del pronto soccorso interno alla Camera, che si trova a Palazzo del Seminario, una sede distaccata a pochi passi da Montecitorio. Come spiegano Mulè e Casu il pronto soccorso, che assiste deputati, dipendenti della Camera, gli ospiti e le altre persone che seguono gli eventi, ha a disposizione un medico e un infermiere per tre giorni la settimana. Ma vista la grande affluenza di persone nelle sedi della Camera, i deputati hanno chiesto di estendere gli orari di apertura del pronto soccorso «all’intera settimana, dal lunedì al venerdì fino almeno al termine della legislatura, così da assicurare tempestive cure in caso di necessità».

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