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Conte deve leggere meglio gli studi sul salario minimo

| 08 agosto 2023
La dichiarazione
«Tutti i Paesi che hanno introdotto il salario minimo – tutti, a partire dalla Germania, l’esempio forse più clamoroso – hanno portato complessivamente un aumento degli stipendi e del Pil, e una maggiore occupazione»
Fonte: Camera | 3 agosto 2023
ANSA/GIUSEPPE LAMI
ANSA/GIUSEPPE LAMI
Verdetto sintetico
Il presidente del Movimento 5 Stelle esagera con l’entusiasmo.
In breve
  • Gli studi scientifici condotti finora sul salario minimo mostrano risultati variegati: in alcuni casi la misura ha avuto un impatto negativo sull’occupazione, in altri positivo, in altri nullo. TWEET
  • Il salario minimo ha contribuito a far aumentare le retribuzioni di chi guadagnava di meno, non i salari in generale. TWEET
Il 3 agosto, intervenendo alla Camera, il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha criticato la scelta dei partiti che sostengono il governo Meloni di sospendere per due mesi l’esame della proposta di legge dei partiti all’opposizione per introdurre un salario minimo in Italia da 9 euro lordi l’ora. 

Tra le altre cose Conte ha detto che «tutti i Paesi» dove è stato introdotto il salario minimo hanno registrato «un aumento degli stipendi e del Pil, e una maggiore occupazione». Tra questi ci sarebbe la Germania, «l’esempio forse più clamoroso».

È davvero così? Abbiamo verificato che cosa dicono gli studi economici e l’entusiasmo del presidente del Movimento 5 Stelle è esagerato.

Perché servono gli studi

Secondo un rapporto pubblicato alla fine del 2022 dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), 30 Paesi membri su 38 dell’Ocse hanno un salario minimo fissato per legge. L’Italia è tra quelli senza. In 19 Stati il salario minimo è stato introdotto prima del 1990, negli altri 11 rimanenti è stato inserito per la prima volta durante gli ultimi trent’anni. La Germania è tra quelli ad aver introdotto più di recente un salario minimo, nel 2015. 

Per verificare se la dichiarazione di Conte è corretta oppure no, la prima tentazione è quella di vedere come è cambiata l’economia dei 30 Paesi con il salario minimo dopo l’introduzione di questa misura. Per esempio un eventuale aumento del Pil, dei salari o dell’occupazione potrebbe essere spiegato proprio grazie agli effetti positivi del salario minimo. Per esempio, non considerando gli anni più recenti condizionati dalla pandemia di Covid-19, tra il 2015 e il 2019 il Pil della Germania è cresciuto in media dell’1,7 per cento ogni anno; il tasso di occupazione è passato dal 73 al 75,6 per cento; e il salario medio è aumentato da 57.400 dollari a 60.700.

Usare questi dati per dire che in Germania il salario minimo è stato un successo però non basta. E lo stesso discorso vale per gli altri Paesi che hanno registrato aumenti simili o migliori. Per quantificare gli impatti del salario minimo nei vari Stati che lo hanno introdotto bisogna infatti leggere gli studi scientifici condotti dagli economisti. L’aumento del tasso di occupazione in Germania, per esempio, potrebbe essere stato causato da vari fattori e magari senza il salario minimo il miglioramento dell’economia sarebbe stato più marcato. Nonostante i loro limiti, al momento gli studi scientifici rimangono lo strumento più affidabile per valutare un intervento di politica economica, come appunto lo è l’introduzione del salario minimo.

Gli impatti su salari e occupazione

Il già citato rapporto dell’Ocse spiega che, a determinate condizioni, il salario minimo può essere utile per contrastare gli effetti negativi dell’aumento dell’inflazione. Nel testo si legge anche che «al livello impostato nella maggior parte dei Paesi Ocse, gli aumenti del salario minimo hanno avuto effetti sì positivi sui redditi bassi, ma anche nessun effetto sull’occupazione, se non addirittura negativi e limitati». La fonte di questa sintesi della letteratura scientifica sul tema è il rapporto realizzato nel 2019 per il governo britannico dall’economista Arindrajit Dube, professore di Economia alla University of Massachusetts Amherst e tra i massimi esperti al mondo di salario minimo. 

Chiariamo subito che Dube non è contrario al salario minimo, anzi: nel rapporto commissionatogli aveva evidenziato, sulla base dell’analisi di decine di studi condotti in vari Paesi del mondo, che nel Regno Unito potesse essere valutato un aumento del salario minimo. Studi alla mano (condotti, tra gli altri, negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania e in Ungheria), gli effetti del salario minimo sulle retribuzioni e sull’occupazione sono però meno netti di come li ha descritti Conte alla Camera.

In breve: alcuni studi hanno scoperto che il salario minimo ha avuto un impatto negativo sull’occupazione, altri un impatto positivo, altri ancora nessun impatto. In media gli effetti individuati dagli economisti sono tutti più o meno contenuti: dunque le evidenze empiriche raccolte fino a oggi non sembrano supportare la tesi secondo cui ovunque l’occupazione è aumentata grazie al salario minimo, ma neppure quella secondo cui la misura avrebbe conseguenze disastrose sul numero di occupati. Per quanto riguarda i salari, gli studi mostrano che il salario minimo, dove introdotto, ha contribuito a far aumentare le retribuzioni di chi guadagnava di meno, non quelle dei lavoratori in generale.

Una panoramica della letteratura scientifica sugli impatti del salario minimo è contenuta anche nel “XIX Rapporto annuale” dell’Inps, pubblicato nel 2020. L’analisi sottolinea che «l’evidenza empirica mostra un impatto occupazionale negativo contenuto, talvolta nullo o addirittura positivo» del salario minimo, in linea con quanto visto poco prima. 

Ricordiamo comunque che ogni Paese fa storia a sé e ha le sue peculiarità dal punto di vista dell’economia e del mercato del lavoro: non è detto quindi che l’introduzione del salario minimo in Italia possa avere gli stessi risultati, positivi o negativi, registrati in un altro Paese del mondo.

Il verdetto

Secondo Giuseppe Conte, «tutti i Paesi» dove è stato introdotto il salario minimo hanno registrato «un aumento degli stipendi e del Pil, e una maggiore occupazione». Abbiamo verificato e il presidente del Movimento 5 Stelle esagera con l’entusiasmo. 

Gli studi scientifici condotti finora sul salario minimo mostrano risultati variegati: in alcuni casi la misura ha avuto un impatto negativo sull’occupazione, in altri positivo, in altri nullo. Il salario minimo ha contribuito a far aumentare le retribuzioni di chi guadagnava di meno, non i salari in generale.

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