Graziano Delrio  -  Il lavoro che avanza

 
"La Banca d'Inghilterra ha detto che le nuove tecnologie metteranno a rischio 15 milioni di posti di lavoro nel futuro" (Min. 24:38)
  questioni sociali | Pubblicato:29.12.2016 | Origine:19.12.2016 | Fonte dichiarazione

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Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, ospite della trasmissione Otto e mezzo, ha parlato anche di lavoro, di esclusi, di disoccupazione e delle cause che vi sono dietro. In particolare, ha dichiarato che secondo la Banca d’Inghilterra nel futuro 15 milioni di posti di lavoro potrebbero andare persi a causa dell'affermazione delle nuove tecnologie. Verifichiamo se la citazione è corretta.

I 15 milioni della Banca d’Inghilterra

La cifra è estrapolata da un recente discorso pronunciato dal governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney. Lo scorso cinque dicembre Carney ha tenuto un’orazione accademica alla John Moores University di Liverpool, dal titolo The Spectre of Monetarism.

Qui ha analizzato l’andamento della crescita, la distribuzione globale della disuguaglianza e le conseguenze di una “innovazione tecnologica accelerata”. A questo proposito, ha aggiunto: “come ha spiegato il mio collega Andy Haldane, fino a 15 milioni degli attuali posti di lavoro in Gran Bretagna potrebbero cedere il posto all’automazione”. Cioè le mansioni svolte tradizionalmente dall'uomo sarebbero sostituite dal lavoro meccanico di apparecchiature automatiche.

Le cifre snocciolate da Carney, dunque, si riferiscono soltanto al Regno Unito e non sono nuove, bensì contenute in uno studio precedente. Quello dell'ex capo economista della banca centrale inglese, Andy Haldane, che lo presentò al Trades Union Congress di Londra il 12 novembre 2015: allora Haldane aveva elencato anche i settori più a rischio automazione, ovvero quello amministrativo, impiegatizio e produttivo.

I 7 milioni del World Economic Forum

Oltre alla Banca d’Inghilterra, anche il World Economic Forum ha pubblicato delle previsioni sul rapporto tra l'occupazione e le nuove frontiere tecnologiche, la cosiddetta "quarta rivoluzione industriale", che include conquiste come big data analytics, mobile internet, Internet of Things, robotica. Se andiamo a spulciare l’ultimo rapporto The Future of Jobs, uscito a gennaio 2016 e frutto di un sondaggio effettuato nella prima metà del 2015, leggiamo che, a fronte di nuovi mestieri prima inesistenti, entro il 2020 più di 7 milioni di posti di lavoro potrebbero morire a causa di cambiamenti come “esubero, automazione e disintermediazione”.

I professionisti più colpiti sarebbero i colletti bianchi e le figure dell’amministrazione. I settori maggiormente sotto tiro: la sanità, l'energia, le attività e i servizi finanziari. Il World Economic Forum contempla un campione più vasto rispetto a quello della Banca d'Inghilterra che prende in considerazione soltanto la Gran Bretagna. Per il suo sondaggio, il Forum di Ginevra ha intervistato 371 aziende che rappresentano 13 milioni di dipendenti dei nove più grandi comparti industriali appartenenti a 15 tra le economie sviluppate ed emergenti e le aree economiche regionali.

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Il verdetto

Nel corso della puntata di Otto e mezzo, Graziano Delrio ha fatto presente che, secondo la Banca d'Inghilterra, 15 milioni di posti di lavoro nei prossimi anni potrebbero essere minacciati dalle nuove tecnologie, ossia dal "rischio automazione". Il ministro italiano delle Infrastrutture e dei trasporti ha citato il governatore della banca centrale del Regno Unito Mark Carney: anche se Delrio non lo specifica, i 15 milioni di posti di lavoro riguardano soltanto la Gran Bretagna. Vero per il ministro.

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Vero
«La Banca d'Inghilterra ha detto che le nuove tecnologie metteranno a rischio 15 milioni di posti di lavoro nel futuro»
“Otto e Mezzo”, La7
lunedì 19 dicembre 2016

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