Pubblicato: lunedì 30 dicembre 2019
Photo: Ansa
I pezzi più letti nel 2019

Nel corso del 2019 abbiamo pubblicato 313 analisi di fact-checking di altrettante dichiarazioni politiche. A queste analisi si aggiungono poi numerosi pezzi di approfondimento sulle principali questioni di attualità politica, raccolti nella sezione blog del nostro sito. Ecco i 5 blog e le 5 analisi più cliccati del 2019.

I blog più popolari

1. La bufala dell’«italiano quarta lingua più studiata al mondo»

Notizia che torna ciclicamente alle cronache, quella dell’«italiano quarta lingua più studiata al mondo» sembra una bufala dura a morire. Diffusa in rete da più di dieci anni, questa affermazione si basa su fonti poco pertinenti (è il caso di Ethnologue, database creato da una Ong cristiana-evangelica, che però valuta le lingue più parlate e non quelle più studiate). Ma soprattutto, è di fatto impossibile stabilire il numero degli studenti effettivi di tutte le altre lingue.

2. Fact-checking: i cartelli di Salvini sull’immigrazione a Porta a Porta

Nel corso del 2019 il leader della Lega Matteo Salvini è stato spesso ospite di Porta a Porta, il programma di approfondimento politico condotto da Bruno Vespa su Rai 1. In una di queste occasioni, l’allora ministro dell’Interno ha mostrato ai telespettatori una serie di cartelli che riportavano statistiche sulla diminuzione del numero di sbarchi avvenuti tra il 2017 e il 2018.

Corretto nel riportare il risparmio legato al calo degli arrivi (circa un miliardo di euro), Salvini era però stato troppo generoso nell’attribuirsi i meriti di questo trend al ribasso (di cui è in parte responsabile anche il suo predecessore Marco Minniti) e aveva mostrato un numero di morti nel 2018 di circa 57 volte inferiore a quello stimato dall’Unhcr (23 contro 1.311).

3. Le foto di Salvini che si diverte in spiaggia sono del 2016

L’agosto del 2019 è stato particolarmente movimentato per Matteo Salvini: ospite all’inizio del mese di un evento tenutosi alla discoteca Papeete di Milano Marittima e, pochi giorni più tardi, artefice della crisi di governo che ha portato alla fine del governo M5s-Lega.

Nel raccontare il primo evento, sui quotidiani e sui social network sono state pubblicate alcune foto che ritraevano Salvini divertirsi in compagnia di una vocalist del locale. Sebbene non siano false, le immagini in questione sono in realtà del 2016, quando Salvini era eurodeputato e non ministro dell’Interno.

4. Lo “scudo penale” sull’Ilva, in quattro fact-checking

In seguito alla decisione della multinazionale ArcelorMittal di rescindere il contratto di affitto firmato in precedenza, l’ex Ilva – l’acciaieria con sede a Taranto – è stata uno dei principali temi di dibattito politico della fine del 2019. A farla da padrone sono stati gli scontri tra i partiti sul cosiddetto “scudo penale”, una misura che proteggerebbe i nuovi gestori dell’Ilva da possibili responsabilità penali nell’attuazione del Piano di tutela ambientale. In questo pezzo abbiamo cercato di fare chiarezza sulla natura di questa misura e abbiamo provato a capire come si sono evolute nel tempo le posizione politiche dei partiti su questo tema.

5. Gli errori di Franco Prodi sul clima

Fratello del due volte presidente del Consiglio Romano Prodi, il fisico Franco Prodi è uno dei principali sostenitori italiani della mancanza di una relazione diretta tra l’attività dell’uomo e i cambiamenti climatici. Molte delle sue affermazioni sono però smentite da numerose ricerche scientifiche. In questo articolo abbiamo spiegato che cosa non torna nelle sue dichiarazioni nel corso di un’intervista diventata molto famosa.

Le dichiarazioni più cliccate

1. No, in Europa Salvini non votò a favore del Mes come dice Calenda

Il Meccanismo europeo di stabilità (Mes o Esm dalla sigla inglese) – il fondo che aiuta i Paesi dell’area euro in difficoltà economica – è stato oggetto di scontro tra la Lega di Matteo Salvini e il leader di Azione Carlo Calenda. Quest’ultimo ha accusato l’ex ministro dell’Interno e la Lega di incoerenza, accusandoli di contestare oggi il Mes ma di averlo sostenuto in passato.

In realtà, la Lega era sì al governo quando nel 2010 era iniziata la discussione sul Mes, ma né Salvini in sede europea né la Lega in Italia hanno mai votato a favore della sua istituzione.

2. Il tunnel della Tav lo paga l’Italia, anche se la parte maggiore è in Francia?

Al centro del dibattito politico nella prima parte dell’anno, il Treno ad alta velocità (Tav) Torino–Lione è stato oggetto di diverse dichiarazioni politiche. Una di queste è stata rilasciata dall’allora ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli (M5s), che nel gennaio del 2019 ha menzionato una serie di cifre a proposito dell’opera. Sebbene a tratti imprecisa, la dichiarazione di Toninelli era tutto sommato corretta ed è valsa all’ex ministro un “C’eri quasi”.

3. Lo Stato italiano incassa di più di quello che spende?

Attore centrale nel dibattito sul Mes nato a novembre, il senatore della Lega Alberto Bagnai ha rilasciato nel corso del 2019 una serie di dichiarazioni su temi economici. Tra le tante, Bagnai ha anche detto che «L’Italia è un Paese che genera avanzi primari, quindi al netto della spesa per interessi lo Stato incassa più di quello che spende».

Dati alla mano, Bagnai ha ragione: dal 2011 al 2018 l’Italia ha sempre incassato più di quanto ha speso (se non si considera la spesa per interessi sul debito pubblico).

4. Salvini sbaglia: non sono “tornate” 10 navi Ong

Tra le “Panzane” che più hanno attirato la vostra attenzione nel corso del 2019 ne troviamo una di Matteo Salvini, che a settembre ha dichiarato che in seguito alla sua uscita dal ministero «sono già tornate 10 navi delle Ong nel Mediterraneo».

In realtà, la maggioranza delle navi citate da Salvini, oltre ad essere già state presenti in precedenza nel Mar Mediterraneo, non erano attive nel recupero di migranti (o perché sotto sequestro o perché non adibite a questo scopo). La situazione non era quindi particolarmente cambiata da quando Salvini era alla guida del ministero dell’Interno.

5. Solo un morto recuperato nel Mediterraneo nel 2019? No, Salvini sbaglia

Un’altra “Panzana Pazzesca” ad aver attirato la vostra attenzione riguarda ancora una volta Matteo Salvini e il tema immigrazione. Questa volta il leader della Lega si è reso protagonista per aver fatto intendere a Domenica Live su Canale 5 che nel corso dei primi tre mesi del 2019 fosse morto in mare solamente un migrante.

In realtà, sebbene a quella data fosse stato recuperato solo un cadavere sulle cose italiane, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) stimava in circa di 230 il numero di dispersi e di migranti morti in mare per arrivare in Italia.

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