Carlo Calenda

No, in Europa Salvini non votò a favore del Mes come dice Calenda

«Il fatto è che riusciamo a discutere sul Mes che è stato introdotto con il voto della Lega nel 2010 e con il voto di Salvini, perché ha votato positivamente al Parlamento europeo» (min. -3:22)

Pubblicato: 18 dic 2019
Data origine: 16 dic 2019
Macroarea economia

Il 16 dicembre, ospite a Otto e mezzo su La7, il leader di Azione Carlo Calenda ha parlato (min. -3:22) della riforma del Meccanismo europeo di stabilità (Mes), che è stata criticata da Lega, Fratelli d’Italia e Movimento 5 stelle ed è stata al centro del dibattito politico italiano per diverse settimane.

Secondo Calenda, il Mes è stato introdotto «con il voto della Lega nel 2010 e con il voto di Salvini, perché ha votato positivamente al Parlamento europeo».

Ma è davvero così? Abbiamo verificato e Calenda sbaglia. Vediamo perché.

Che cosa è successo nel 2010

Come riferimento temporale, l’ex ministro dello Sviluppo economico parla del 2010. Che cosa era successo quell’anno?

In una riunione del 9-10 maggio 2010, l’Ecofin (il Consiglio europeo di Economia e finanza) aveva deliberato la creazione di due strumenti temporanei di assistenza agli Stati membri dell’Ue in condizioni di crisi finanziaria. Uno era il Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (Efsm) – da non confondere con il successivo Mes, come vedremo meglio dopo – l’altro il Fondo europeo di stabilità finanziaria (Efsf).

I due strumenti in questione – istituiti per «preservare la stabilità finanziaria in Europa», come sottolinea il comunicato stampa dell’incontro avvenuto all’epoca a Bruxelles – erano stati pensati per avere una durata limitata di tre anni, con risorse complessive pari a un massimo di 500 miliardi di euro.

All’epoca della riunione Ecofin, il governo italiano era guidato da Silvio Berlusconi, a capo di una coalizione di centrodestra in cui era presente anche la Lega (il cui segretario era Umberto Bossi). Al Consiglio europeo di Economia e finanza che aveva introdotto l’Efsm e l’Efsf era presente il ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti.

La modifica del Tfue

Nel Consiglio europeo del 28-29 ottobre 2010, si era iniziato a parlare dell’idea di creare uno strumento permanente che sostituisse i due temporanei per gestire la crisi economica dell’Eurozona.

Poco più di un mese dopo, nell’incontro del 16-17 dicembre 2010, il Consiglio europeo aveva avanzato la proposta di modificare l’articolo 136 del Trattato sul funzionamento unico dell’Ue (Tfue) «per permettere agli Stati membri della zona euro di istituire un meccanismo permanente volto a salvaguardare la stabilità finanziaria dell'intera zona euro (Meccanismo europeo di stabilità)», come si legge nelle conclusioni ufficiali della riunione.

La proposta del Consiglio Ue era stata quella di aggiungere all’art. 136 del Tfue questo paragrafo: «Gli Stati membri la cui moneta è l'euro possono istituire un meccanismo di stabilità da attivare ove indispensabile per salvaguardare la stabilità della zona euro nel suo insieme. La concessione di qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nell'ambito del meccanismo sarà soggetta a una rigorosa condizionalità».

La caratteristiche generali del meccanismo in questione – il Mes, appunto – erano state stabilite dall’Eurogruppo (un organo informale in cui si riuniscono i ministri degli Stati membri della zona euro) in una riunione del 28 novembre 2010.

In merito al progetto di modifica del Tfue – come ricostruisce Eur-lex, il portale che contiene tutte le norme dell’Ue – il Consiglio europeo aveva deciso di consultare sia la Commissione europea che il Parlamento europeo, dove all’epoca sedeva come europarlamentare Matteo Salvini.

Il voto del Parlamento europeo

Il 23 marzo 2011, il Parlamento Ue ha votato a favore di una risoluzione per approvare, con alcune riserve, la modifica dell’art. 136 del Tfue e supportare le basi per la creazione del Mes. Tra i 494 voti a favore (più 100 contrari e 9 astenuti), non c’era – a differenza di quanto dice Calenda – il voto di Salvini, che quel giorno non era tra i votanti (qui la lista di tutti i voti con i nomi degli europarlamentari). Curiosità: proprio il 23 marzo 2011, Salvini aveva aperto il suo profilo ufficiale Twitter.

Tra i no al Parlamento Ue, c’erano anche quelli di alcuni eurodeputati della Lega (come Mario Borghezio e Lorenzo Fontana), che facevano parte del gruppo parlamentare Europa della libertà e della democrazia (Efd).

Successivamente, il Consiglio europeo del 25 marzo 2011 ha approvato definitivamente la modifica del Tfue, mentre a luglio dello stesso anno – come ricostruisce un dossier del Senato – i Paesi membri erano giunti a un accordo sulle caratteristiche che avrebbe dovuto avere il Meccanismo europeo di stabilità.

Il Trattato che ha istituito il Mes è stato infine firmato il 2 febbraio 2012 dagli allora 17 Stati membri della zona euro (a cui si sono aggiunti poi Lituania e Lettonia), per poi diventare operativo l’8 ottobre 2012.

All’epoca della firma, a capo del governo italiano c’era Mario Monti, che a novembre 2011 aveva sostituito Berlusconi alla presidenza del Consiglio dei ministri.

Come votò la Lega nel Parlamento italiano

Il disegno di legge intitolato “Ratifica ed esecuzione del Trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilità (Mes)” (qui il testo integrale) è stato presentato in Senato il 3 aprile 2012, due mesi dopo la firma del Trattato.

Il voto favorevole dei senatori italiani è arrivato poi il 12 luglio 2012, mentre l’approvazione definitiva al testo di legge è stata data dalla Camera una settimana dopo, il 19 luglio 2012.

A Palazzo Madama, come ha tenuto traccia Openpolis, la Lega (il cui segretario all’epoca era Roberto Maroni) fu l’unica a votare contro la ratifica del trattato (eccetto due voti ribelli di Italia dei Valori e del Popolo della libertà), così come a Montecitorio (dove ci furono anche qui due voti ribelli, entrambi del Popolo della libertà).

Il verdetto

Secondo Carlo Calenda, il Mes «è stato introdotto con il voto della Lega nel 2010 e con il voto di Salvini, perché ha votato positivamente al Parlamento europeo». Abbiamo verificato e le cose non stanno così.

È vero che tra il 2010 e il 2011, quando in sede europea era stata avviata la trattativa per creare il Mes e modificare il Tfue, alla guida del governo italiano c’era una coalizione di centrodestra (con dentro la Lega), ma quando è stato chiamato in causa il Parlamento europeo, Salvini non partecipò al voto. Gli europarlamentari della Lega presenti invece votarono contro.

Il Trattato che istituiva ufficialmente il Mes è stato poi firmato nel 2012, con Monti presidente del Consiglio. Nell’approvazione definitiva della Camera al testo di legge che ratificava questo Trattato, i leghisti votarono tutti contro sia alla Camera sia al Senato.

In conclusione, Calenda si merita un “Pinocchio andante”.

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