Com’è la “destra pura” di Vannacci vista da vicino

Siamo stati a Milano a uno degli eventi di lancio di Futuro Nazionale, tra ex militari e leghisti delusi in cerca della loro ultima speranza politica
ANSA
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«Questa è la Pontida di Milano», urla una donna mentre si scatta un selfie con Roberto Vannacci, richiamando il tradizionale raduno annuale dei militanti della Lega. Intorno a lei, nella sala di un hotel nel centro della città, oltre duecento persone aspettano l’arrivo dell’ex generale e oggi parlamentare europeo: molti tengono in mano il libro che lo ha reso una figura di rilievo nazionale, Il mondo al contrario, in attesa di un autografo, mentre altri osservano il suo ingresso, accompagnato da una musica dai toni epici.

L’appuntamento, tenutosi il 18 marzo, ha avuto come protagonista proprio Vannacci e ha riunito sostenitori, curiosi e simpatizzanti. L’evento però non è stato solo un classico firmacopie con l’ex generale. Tutte queste persone, in un mercoledì sera di fine inverno a Milano, erano lì per costruire un partito: l’incontro è stato infatti uno dei momenti di lancio di Futuro Nazionale, il nuovo progetto politico fondato da Vannacci. 

L’obiettivo dichiarato è costruire una forza di destra alternativa a quelle già presenti oggi, come Lega e Fratelli d’Italia. «Futuro Nazionale è un partito di destra pura, che non tradisce i suoi valori, ed è l’unica destra che io conosca», ha detto lo stesso Vannacci a Pagella Politica.

Ma a che punto è Futuro Nazionale, e che tipo di partito è?

La fase costituente

«L’unica novità politica degli ultimi 15 anni»: così Vannacci ha presentato il nuovo partito durante l’incontro a Milano. Futuro Nazionale è stato fondato all’inizio di febbraio e, nel giro di poche settimane, ha iniziato a strutturarsi, raccogliendo adesioni e organizzandosi sul territorio.

Dopo mesi di tensioni interne alla Lega e di dissensi riguardo alle scelte del leader Matteo Salvini, l’ex generale, eletto con la Lega alle elezioni europee del 2024, a gennaio di quest’anno aveva depositato il marchio “Futuro Nazionale”, definendolo inizialmente «solo un simbolo». In realtà, dietro a quel passaggio c’era già l’idea di fondare un partito, ufficializzato pochi giorni dopo, il 3 febbraio, e presentato come un’alternativa più coerente rispetto alle altre forze politiche di destra. Pur non avendo i numeri per formare un proprio gruppo parlamentare alla Camera, fin dai primi giorni Futuro Nazionale ha raccolto alcune adesioni tra i parlamentari. Il primo è stato Emanuele Pozzolo, il deputato sospeso da Fratelli d’Italia e poi espulso dal gruppo dopo essere stato coinvolto, a Capodanno del 2023, nel ferimento di un uomo con un colpo di pistola. Successivamente hanno aderito anche i deputati leghisti Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, che come Vannacci hanno lasciato il partito di Salvini per confluire nel gruppo Misto insieme a Pozzolo.

All’inizio di marzo è stata avviata così una campagna di tesseramento online, presentata come una costruzione «dal basso» del partito, basata su gruppi territoriali chiamati “Comitati Costituenti”. Questi hanno il compito di promuovere le iscrizioni a Futuro Nazionale, organizzare iniziative pubbliche e contribuire alla definizione del programma. Per costituire un comitato servono almeno dieci iscritti in un determinato territorio e il rispetto delle linee guida del partito. Possono aderire tutti i cittadini sopra i 16 anni, con una quota annuale di dieci euro, che dà anche diritto a partecipare alle votazioni interne. Secondo i dati diffusi dal partito, gli iscritti sarebbero al momento circa 12 mila a livello nazionale, mentre in poco più di due settimane sono stati costituiti oltre 200 comitati in tutta Italia, secondo le verifiche di Pagella Politica.

L’idea di organizzarsi tramite gruppi locali non è nuova per l’ex generale. I comitati di Futuro Nazionale si inseriscono infatti in una rete già esistente di sostenitori, organizzati nei cosiddetti “Team Vannacci”. Come avevamo spiegato in un altro approfondimento, si tratta di gruppi territoriali nati attorno al movimento “Il Mondo al Contrario”, fondato nel 2023 dallo stesso Vannacci, con l’obiettivo di promuovere iniziative e costruire una rete di attivisti sul territorio. Oggi molti dei comitati del nuovo partito sono stati avviati proprio a partire da quei gruppi, che rappresentano una delle basi organizzative su cui si sta sviluppando Futuro Nazionale.

Nel frattempo, la costruzione del partito passa anche attraverso una serie di eventi pubblici, organizzati in diverse città per presentare il progetto politico, incontrare i sostenitori, rafforzare la presenza sul territorio e, perché no, autografare qualche libro. Tra questi c’è per l’appunto l’appuntamento del 18 marzo a Milano.

La “Pontida di Milano”

Poco prima dell’inizio, l’ingresso di Vannacci è stato accompagnato da una musica epica dai toni classicheggianti, simile alle colonne sonore dei film sui gladiatori. «Spero vi sia piaciuta la canzone, anche se sarebbe stata più adatta la colonna sonora de L’ultimo dei Mohicani, perché per molti di noi delusi dalla politica, Vannacci rappresenta l’ultima possibilità rimasta», ci ha detto uno degli organizzatori dell’evento.

Il pubblico è in prevalenza maschile: tra i presenti ci sono ex militari con il basco amaranto dei paracadutisti della Folgore, persone eleganti in giacca e cravatta ma anche qualche giovane fan di Vannacci. «Siamo più di 250 persone e le richieste di partecipazione erano superiori, ma non c’erano abbastanza posti disponibili in sala», fanno sapere gli organizzatori. 

Sentendoli parlare, la posizione più comune tra i sostenitori di Futuro Nazionale è quella dei delusi dai partiti di destra al governo, che a loro dire avrebbero deluso le aspettative degli elettori. «Dopo 23 anni nella Lega non è stato facile uscirne», racconta uno di loro a Pagella Politica. «È stato più difficile che separarmi da mia moglie: c’è molta amarezza, ma soprattutto un senso di tradimento». È su questo tipo di elettorato che Futuro Nazionale sembra voler puntare, cercando di intercettare il malcontento interno al centrodestra. «Quando ero nella Lega pensavo che potesse diventare un partito nazionale coerente nelle sue posizioni sovraniste, ma non è stato possibile», afferma Vannacci, citando tra le principali divergenze la sua contrarietà all’invio di armi all’Ucraina.

Accanto ai delusi della destra, però, ci sono anche giovani incuriositi dal fenomeno Vannacci e persone entusiaste arrivate da fuori città per assistere all’incontro, tra chi aspetta il proprio turno per una foto e chi racconta il viaggio fatto pur di esserci.

Una destra “pura”

Al momento non esiste un programma politico ufficiale di Futuro Nazionale. Dal partito dicono che il programma sarà il risultato di un «progetto condiviso», costruito a partire dai comitati territoriali e presentato al termine della fase costituente. In ogni caso, alcuni elementi della linea politica sono già ben definiti. Futuro Nazionale propone una visione di destra centrata su identità nazionale, tradizioni, difesa dei confini e critica al cosiddetto “pensiero unico”, accusato di limitare la libertà di espressione.
Un momento dell’intervento di Roberto Vannacci durante l'evento di Futuro Nazionale a Milano - Foto: Leonardo Becchi/Pagella Politica
Un momento dell’intervento di Roberto Vannacci durante l'evento di Futuro Nazionale a Milano - Foto: Leonardo Becchi/Pagella Politica
«Crediamo in un popolo che si riconosce popolo e in una nazione che si riconosce nazione», ha detto Vannacci a Milano. «In un contesto in cui si insiste sull’inclusività, si rischia di perdere il senso della propria identità e delle proprie radici». La destra proposta viene definita “vitale”, giocando con un acronimo che richiama le iniziali di virtù, identità, tradizioni, amore, libertà ed eccellenza. 

Non mancano poi riferimenti a quelle che Vannacci definisce «derive del mondo contemporaneo», come l’«immigrazionismo» – termine con cui indica politiche favorevoli all’immigrazione – l’ideologia gender, la cultura “woke” e la cosiddetta cancel culture, come si legge anche dallo statuto del partito. Secondo il leader di Futuro Nazionale, queste tendenze contribuirebbero a limitare il dibattito pubblico e la libertà di espressione. «Chi esprime opinioni fuori dal pensiero dominante viene etichettato come omofobo, razzista o fascista», sostiene l’ex generale, che però su questi temi ha spesso detto cose non vere.

Tra i temi centrali di Futuro Nazionale c’è anche la sovranità nazionale, accompagnata da critiche all’Unione europea e alla gestione delle crisi internazionali, in particolare per quanto riguarda gli effetti economici della guerra in Medio Oriente e in Ucraina. Vannacci ha attaccato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen con toni piuttosto sarcastici: «L’avete mai vista Von der Leyen? Io sì e non riusciva neppure a esprimersi. Vi assicuro, da vicino sembra quasi viva».

L’incerta strada verso le elezioni

Non è ancora chiaro quale sarà il percorso politico di Futuro Nazionale, né se il partito potrà in futuro partecipare a un governo insieme alle altre forze di destra, alle quali per ora secondo i sondaggi sta togliendo voti. Sulle alleanza comunque Vannacci ha chiarito che «Futuro Nazionale non è disposto a negoziare troppo i propri ideali».

La strategia, stando al leader del nuovo partito, sarebbe quella di costruire innanzitutto una classe dirigente interna. «Ci vuole cameratismo – ha detto Vannacci facendo un non troppo velato riferimenti al fascismo – ma cameratismo inteso come senso di appartenenza e solidarietà». E ha poi annunciato alcuni obiettivi elettorali: «Futuro nazionale sarà presente alle politiche del 2027, ma anche alle amministrative comunali di Milano nel 2027. Stiamo costruendo una squadra forte». 

Vedremo se i fatti seguiranno le parole, e soprattutto accanto a quali altre forze politiche il partito di Vannacci sarà presente ai prossimi impegni elettorali. «Le alleanze si fanno sulla base dei programmi. Altrimenti si rischia di fare come il cosiddetto campo largo, che per come lo vedo io è più un campo santo», ha concluso l’ex generale, suscitando risate e applausi dal pubblico. 

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