L’effetto Vannacci sta togliendo voti al centrodestra

Secondo i sondaggi, la nascita di Futuro Nazionale ha ridotto la differenza tra le coalizioni, ma molto dipenderà dalla scelta dell’ex generale di entrare o meno nella coalizione che sostiene il governo Meloni
ANSA
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Dopo mesi in cui sono rimasti praticamente fermi, l’uscita dalla Lega del parlamentare europeo ed ex vicesegretario del partito Roberto Vannacci ha causato dei cambiamenti rilevanti nei sondaggi, specie nei partiti di centrodestra. 

Rispetto a gennaio è diminuita di molto la distanza tra la coalizione di maggioranza e la coalizione progressista, ma molto dipenderà dalla scelta di Futuro Nazionale di entrare o meno a far parte del centrodestra, che al momento è ancora un’ipotesi. «Ho già detto tante volte che [Futuro Nazionale, ndr] è il naturale interlocutore del centrodestra ma corre da indipendente. Le alleanze si fanno prima delle elezioni. Vedremo gli equilibri che si verranno a creare all’alba della chiamata alle urne», ha detto lo stesso Vannacci lo scorso 27 febbraio ospite di Radio24.
Questa media dei sondaggi, che abbiamo elaborato in collaborazione con Sondaggi BiDiMedia, prende in considerazione le rilevazioni uscite nel mese di febbraio. In caso di più sondaggi dello stesso istituto abbiamo considerato solo la rilevazione più recente e abbiamo preso in considerazione solo i partiti sondati da almeno la metà degli istituti. La variazione è calcolata con la media dei sondaggi di gennaio, che segue lo stesso criterio.

Questo metodo riduce l’influenza delle singole rilevazioni e restituisce un quadro più solido sull’orientamento di voto, che va comunque interpretato con cautela, perché anche le medie dei sondaggi incorporano sempre un margine di incertezza.

La novità Futuro Nazionale

Se si votasse adesso, Fratelli d’Italia continuerebbe a essere il partito più votato, ma rispetto a gennaio nell’ultimo mese il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha perso quasi un punto percentuale, passando dal 29,9 per cento all’attuale 29 per cento. Forza Italia ha registrato un lieve aumento di un decimo di punto, salendo all’8,7 per cento, mentre la Lega ha subito un calo dell’1,3 per cento, passando dall’8,3 al 7 per cento tra gennaio e febbraio. Noi Moderati invece resta stabile all’1 per cento.

Dietro a questi cali c’è l’ingresso nel panorama politico italiano di Futuro Nazionale. Pochi giorni dopo la notizia avevamo già provato a individuare i possibili consensi del partito di Vannacci: adesso, a un mese dalla sua nascita, la media dei sondaggi stima Futuro Nazionale intorno al 3 per cento, tra Azione – che ha guadagnato 0,3 punti percentuali e ora è al 3,3 per cento – e Italia Viva, che è rimasto fermo al 2,4 per cento. Anche i tre principali partiti di opposizione, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra non hanno registrato variazioni tra gennaio e febbraio, mentre Più Europa ha perso lo 0,1 per cento, passando dall’1,7 all’1,6 per cento dei consensi. 

Oltre che a Fratelli d’Italia e Lega, la nascita di Futuro Nazionale sembra aver tolto consensi anche agli altri partiti fuori dal Parlamento, che hanno perso oltre un punto percentuale, passando dal 4,4 al 3,3 per cento.

Le coalizioni oggi

La variazione nei sondaggi e il calo di partiti come Fratelli d’Italia e Lega avvicina molto la coalizione di maggioranza, che comprende anche Forza Italia e Noi Moderati, alla coalizione progressista, che comprende tutti i partiti di opposizione eccetto Azione.

A febbraio la coalizione di centrodestra ha perso 2,1 punti percentuali, scendendo al 45,7 per cento dei consensi, appena un punto sopra al 44,7 per cento della coalizione progressista, che ha perso lo 0,1 per cento. Anche in questo caso, a contare sembra essere il posizionamento di Futuro Nazionale, che se dovesse supportare l’attuale maggioranza porterebbe la coalizione al 48,7 per cento. Discorso simile vale per Azione, che con il 3,3 per cento momento resta fuori dalla coalizione dei partiti di opposizione.

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