L’attacco degli Stati Uniti e di Israele all’Iran sta causando una delle più grandi crisi petrolifere della storia, con il 20 per cento della fornitura mondiale bloccata a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz. Nel 1973, durante un’altra grande crisi petrolifera scatenata dalla Guerra dello Yom Kippur, sempre in Medio Oriente, “solo” il 7 per cento dell’offerta globale rimase bloccato, e le conseguenze furono disastrose. Il governo italiano, all’epoca presieduto da Mariano Rumor, fece ricorso a importanti misure di austerity, ossia di limitazione dei consumi, per far fronte alla carenza di petrolio. Per esempio, venne aumentato il prezzo del carburante utilizzato per il riscaldamento, si impose la chiusura anticipata di negozi, bar e ristoranti, e si vietò la circolazione delle auto private in determinati giorni (le famose “domeniche a piedi”).
La gravità della crisi in Iran e l’incertezza sul futuro del mercato globale del petrolio hanno spinto anche il governo attuale a studiare un piano per il risparmio energetico nei prossimi mesi. Per il momento, sono trapelate solo alcune indiscrezioni: secondo il Corriere della sera, tra le possibili soluzioni allo studio del governo ci sarebbero la riduzione dell’uso dei mezzi privati, incentivando il trasporto pubblico, e la promozione del lavoro da remoto, per limitare gli spostamenti e l’utilizzo di energia elettrica all’interno degli uffici. In generale, l’obiettivo è quello di razionare i consumi di energia, eliminando quelli considerati superflui.
Allo stesso tempo, il governo sta implementando una politica che va nella direzione opposta rispetto alla riduzione dei consumi, e che è stata recentemente rinnovata: il taglio delle accise. L’obiettivo di questa misura è quello di fornire un sostegno temporaneo alla popolazione, riducendo il peso dei rincari energetici. Nella situazione attuale, però, una scelta di questo tipo può risultare controproducente. Proviamo a vedere perché.
La gravità della crisi in Iran e l’incertezza sul futuro del mercato globale del petrolio hanno spinto anche il governo attuale a studiare un piano per il risparmio energetico nei prossimi mesi. Per il momento, sono trapelate solo alcune indiscrezioni: secondo il Corriere della sera, tra le possibili soluzioni allo studio del governo ci sarebbero la riduzione dell’uso dei mezzi privati, incentivando il trasporto pubblico, e la promozione del lavoro da remoto, per limitare gli spostamenti e l’utilizzo di energia elettrica all’interno degli uffici. In generale, l’obiettivo è quello di razionare i consumi di energia, eliminando quelli considerati superflui.
Allo stesso tempo, il governo sta implementando una politica che va nella direzione opposta rispetto alla riduzione dei consumi, e che è stata recentemente rinnovata: il taglio delle accise. L’obiettivo di questa misura è quello di fornire un sostegno temporaneo alla popolazione, riducendo il peso dei rincari energetici. Nella situazione attuale, però, una scelta di questo tipo può risultare controproducente. Proviamo a vedere perché.