Da quando è segretaria del Partito Democratico, ossia da febbraio 2023, Elly Schlein ha lanciato numerose proposte per aumentare il finanziamento in vari settori economici, dall’ambiente alla scuola, dai trasporti alla sanità. Alcune di queste proposte sono state condivise con gli altri partiti di opposizione, e spesso hanno avuto un tratto in comune: non è chiaro con quali soldi Schlein le voglia finanziare. In molti casi infatti la segretaria del PD non ha indicato le cosiddette “coperture”, cioè le risorse necessarie per sostenere queste misure. In generale, quando si è al governo, per qualsiasi misura di politica economica in cui si punta ad aumentare la spesa pubblica occorre precisare da dove si vogliono prendere le risorse necessarie a sostenerla.
Un esempio della tendenza di Schlein a fare proposte con coperture non sempre chiare è il discorso fatto il 6 settembre all’annuale Forum di Cernobbio, organizzato da The European House-Ambrosetti (TEHA). In questa occasione, oltre a criticare le scelte del governo Meloni, Schlein ha spiegato una proposta al governo «su come usare i 14 miliardi di euro di flessibilità sull’energia» concessa di recente dall’Unione europea. Il riferimento è alla decisione della Commissione europea dello scorso 3 giugno di ampliare i casi in cui gli Stati membri possono ricorrere alla clausola di salvaguardia nazionale e così aumentare la spesa pubblica più di quanto previsto dalle regole europee del Patto di Stabilità e Crescita. All’interno del tetto massimo di flessibilità previsto dalle norme attuali – l’1,5 per cento del Prodotto interno lordo (PIL) in tre anni – gli Stati potranno spendere fino allo 0,6 per cento per nuovi investimenti in ambito energetico, che per l’Italia corrispondono a circa 14 miliardi. Questo margine di spesa aggiuntivo potrà essere usato per finanziare misure di sostegno alle famiglie e l’elettrificazione di alcuni settori industriali.
Un esempio della tendenza di Schlein a fare proposte con coperture non sempre chiare è il discorso fatto il 6 settembre all’annuale Forum di Cernobbio, organizzato da The European House-Ambrosetti (TEHA). In questa occasione, oltre a criticare le scelte del governo Meloni, Schlein ha spiegato una proposta al governo «su come usare i 14 miliardi di euro di flessibilità sull’energia» concessa di recente dall’Unione europea. Il riferimento è alla decisione della Commissione europea dello scorso 3 giugno di ampliare i casi in cui gli Stati membri possono ricorrere alla clausola di salvaguardia nazionale e così aumentare la spesa pubblica più di quanto previsto dalle regole europee del Patto di Stabilità e Crescita. All’interno del tetto massimo di flessibilità previsto dalle norme attuali – l’1,5 per cento del Prodotto interno lordo (PIL) in tre anni – gli Stati potranno spendere fino allo 0,6 per cento per nuovi investimenti in ambito energetico, che per l’Italia corrispondono a circa 14 miliardi. Questo margine di spesa aggiuntivo potrà essere usato per finanziare misure di sostegno alle famiglie e l’elettrificazione di alcuni settori industriali.