Martedì 24 febbraio, alla Camera, i partiti di centrodestra che sostengono il governo Meloni hanno bocciato una proposta di legge sul congedo parentale paritario che intendeva equiparare i mesi di sospensione dal lavoro previsti per le madri e per i padri. La proposta era a prima firma della segretaria del PD Elly Schlein ed era stata sottoscritta da tutti i rappresentanti dei partiti di opposizione. «Per l’ennesima volta affossate una proposta di tutte le opposizioni unite senza neanche farci discutere di questa proposta nel merito», ha detto in aula Schlein, criticando la scelta dei partiti di maggioranza.
Dal canto loro, i partiti di centrodestra hanno giustificato la decisione affermando che la proposta delle opposizioni non aveva le necessarie coperture finanziarie per essere attuata, come illustrato da una relazione tecnica del governo, verificata dalla Ragioneria generale dello Stato. Dietro alla bocciatura c’è però anche un’altra questione: la relazione tecnica, sulla base della quale la maggioranza ha bocciato il testo delle opposizioni, è stata trasmessa dal governo con diversi giorni di ritardo rispetto alle previsioni, riducendo i tempi a disposizione per apportare eventuali modifiche e individuare coperture alternative.
Dal canto loro, i partiti di centrodestra hanno giustificato la decisione affermando che la proposta delle opposizioni non aveva le necessarie coperture finanziarie per essere attuata, come illustrato da una relazione tecnica del governo, verificata dalla Ragioneria generale dello Stato. Dietro alla bocciatura c’è però anche un’altra questione: la relazione tecnica, sulla base della quale la maggioranza ha bocciato il testo delle opposizioni, è stata trasmessa dal governo con diversi giorni di ritardo rispetto alle previsioni, riducendo i tempi a disposizione per apportare eventuali modifiche e individuare coperture alternative.