Dopo l’uscita di Roberto Vannacci dal partito, la Lega ha rilanciato una sua vecchia proposta, che aveva accantonato da un po’ di tempo: l’introduzione del vincolo di mandato in Costituzione.
Il 7 febbraio, infatti, il partito di Matteo Salvini ha annunciato di voler presentare in Parlamento una modifica «anti-traditori» dell’articolo 67 della Costituzione. Nella nuova versione, l’articolo sarebbe così riformulato: «Ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni con vincolo di mandato. I membri del Parlamento che, all’inizio del mandato o nel corso della legislatura, aderiscono a un gruppo parlamentare che rappresenta un partito o movimento politico diverso da quello a cui appartenevano al momento dell’elezione decadono dal mandato parlamentare». In altre parole, secondo la Lega, se vieni eletto in Parlamento con un partito, non puoi uscirne per passare a un altro, pena la decadenza immediata dal seggio.
Chiariamo subito che, se l’articolo 67 fosse già modificato in questo modo, Vannacci avrebbe potuto comunque lasciare la Lega senza conseguenze. Attualmente, l’ex generale dell’esercito non è un deputato del Parlamento italiano, ma del Parlamento europeo, dove il vincolo di mandato non esiste. Discorso diverso vale per Rossano Sasso e Edoardo Ziello, i due deputati che hanno lasciato la Lega e sono entrati in Futuro Nazionale, il nuovo partito di Vannacci.
In concreto, se la Costituzione prevedesse il vincolo di mandato, con la loro decisione Sasso e Ziello avrebbero perso il seggio alla Camera, invece di passare al gruppo Misto. Il problema, però, è che la proposta rilanciata dalla Lega si scontra con la storia recente dello stesso partito, che negli anni ha accolto numerosi parlamentari provenienti da altre forze politiche. Basti pensare che nell’attuale legislatura, secondo i calcoli di Pagella Politica, 18 parlamentari della Lega – dieci deputati e otto senatori – hanno avuto in passato una militanza in altri partiti.
Il 7 febbraio, infatti, il partito di Matteo Salvini ha annunciato di voler presentare in Parlamento una modifica «anti-traditori» dell’articolo 67 della Costituzione. Nella nuova versione, l’articolo sarebbe così riformulato: «Ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni con vincolo di mandato. I membri del Parlamento che, all’inizio del mandato o nel corso della legislatura, aderiscono a un gruppo parlamentare che rappresenta un partito o movimento politico diverso da quello a cui appartenevano al momento dell’elezione decadono dal mandato parlamentare». In altre parole, secondo la Lega, se vieni eletto in Parlamento con un partito, non puoi uscirne per passare a un altro, pena la decadenza immediata dal seggio.
Chiariamo subito che, se l’articolo 67 fosse già modificato in questo modo, Vannacci avrebbe potuto comunque lasciare la Lega senza conseguenze. Attualmente, l’ex generale dell’esercito non è un deputato del Parlamento italiano, ma del Parlamento europeo, dove il vincolo di mandato non esiste. Discorso diverso vale per Rossano Sasso e Edoardo Ziello, i due deputati che hanno lasciato la Lega e sono entrati in Futuro Nazionale, il nuovo partito di Vannacci.
In concreto, se la Costituzione prevedesse il vincolo di mandato, con la loro decisione Sasso e Ziello avrebbero perso il seggio alla Camera, invece di passare al gruppo Misto. Il problema, però, è che la proposta rilanciata dalla Lega si scontra con la storia recente dello stesso partito, che negli anni ha accolto numerosi parlamentari provenienti da altre forze politiche. Basti pensare che nell’attuale legislatura, secondo i calcoli di Pagella Politica, 18 parlamentari della Lega – dieci deputati e otto senatori – hanno avuto in passato una militanza in altri partiti.