Nella serata di martedì 14 luglio l’aula della Camera ha bocciato l’emendamento di Fratelli d’Italia, Noi Moderati e dell’Unione di Centro (UDC) che chiedeva di introdurre il voto di preferenza nella nuova legge elettorale. L’emendamento, che aveva ricevuto sulla carta pure il sostegno della Lega e di Forza Italia nonostante i malumori interni, è stato bocciato per un solo voto: i deputati contrari all’emendamento sono stati 188, mentre i favorevoli sono stati 187. Il risultato del voto, che era segreto, è stato condizionato da diversi “franchi tiratori” nel centrodestra, cioè deputati che hanno votato contro le indicazioni del proprio gruppo e dunque contro l’emendamento sulle preferenze.
Al netto di quello che sarà ora il futuro della riforma della legge elettorale, a livello europeo le preferenze sono praticamente la regola. Secondo le verifiche di Pagella Politica, tra i 27 Paesi dell’Unione europea quelli che prevedono le preferenze nella legge elettorale sono 20, mentre solo sette Stati non le prevedono, tra cui l’Italia.
Al netto di quello che sarà ora il futuro della riforma della legge elettorale, a livello europeo le preferenze sono praticamente la regola. Secondo le verifiche di Pagella Politica, tra i 27 Paesi dell’Unione europea quelli che prevedono le preferenze nella legge elettorale sono 20, mentre solo sette Stati non le prevedono, tra cui l’Italia.