È arrivato l’emendamento di Fratelli d’Italia sulle preferenze

Il testo, sottoscritto anche da Noi Moderati e dall’Unione di centro, dà agli elettori la possibilità di indicare fino a tre candidati per il Parlamento
ANSA/IGOR PETYX
ANSA/IGOR PETYX
Nel primo pomeriggio di lunedì 13 luglio Fratelli d’Italia ha presentato insieme a Noi Moderati e all’Unione di centro (UDC) un emendamento alla riforma della legge elettorale che chiede di introdurre le preferenze. La riforma della legge elettorale, ribattezzata con il nome Stabilicum, è stata presentata dal centrodestra a febbraio e sarà discussa dall’aula della Camera questa settimana. Il testo prevede l’introduzione di un sistema proporzionale con un premio di maggioranza per chi ottiene almeno il 40 per cento dei voti. Fino a questo momento, il testo non prevedeva la possibilità per l’elettore di esprimere preferenze. Le liste di candidati erano bloccate, cioè erano i partiti a dover preparare l’elenco dei candidati, e l’elettore poteva soltanto votare per il partito, senza alcuna possibilità di scegliere uno o più candidati da eleggere in Parlamento. 
Sin dall’inizio dell’esame del testo alla Camera, Fratelli d’Italia e Noi Moderati si sono detti favorevoli a cambiare la legge elettorale per dare la possibilità agli elettori di esprimere le preferenze per i candidati al Parlamento. Così, dopo settimane di discussione, è stato presentato l’emendamento che introduce le preferenze, che però non è stato sottoscritto al momento dalla Lega e da Forza Italia. I partiti di Matteo Salvini e di Antonio Tajani sono contrari all’idea di introdurre le preferenze nella legge elettorale, e non è ancora chiaro che cosa decideranno di fare nell’esame in aula dell’emendamento. Dopo essere stato presentato, infatti, l’emendamento dovrà essere votato ed eventualmente approvato dall’aula nei prossimi giorni. «Forza Italia e Lega si riuniranno con i loro partiti e i loro gruppi. Hanno avuto bisogno di un approfondimento al loro interno, ma auspichiamo che possa essere condiviso da tutti», ha detto il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli fuori dalla Camera dei deputati poco dopo aver depositato l’emendamento.

Liste “semiaperte”

Il testo dell’emendamento non è ancora pubblicamente disponibile, ma Pagella Politica ne ha potuto visionare il contenuto. Se l’emendamento venisse approvato, sulla scheda elettorale ogni elettore troverà sotto al simbolo di ogni partito una lista di sette candidati. Lo stesso candidato può essere presentato con il medesimo simbolo in non più di cinque collegi plurinominali, anche come capolista.

Oltre a barrare il simbolo della lista, l’elettore potrà scegliere di esprimere una preferenza per al massimo tre candidati della stessa lista, con esclusione del capolista che rimane bloccato e mantiene una posizione prioritaria nell’assegnazione dei seggi. Se l’elettore esprime più di una preferenza, dovrà rispettare l’alternanza di genere. Per esempio, se esprime tre preferenze, almeno una dovrà essere per una donna. In caso contrario vengono annullate la seconda e la terza preferenza, secondo l’ordine della lista. Non sarà possibile invece esprimere preferenze per i candidati contenuti nelle liste destinate ad assegnare il premio di maggioranza.
Il nuovo fac-simile della scheda elettorale con le preferenze per l’elezione della Camera dei deputati
Il nuovo fac-simile della scheda elettorale con le preferenze per l’elezione della Camera dei deputati
Non è possibile fare il voto disgiunto, ossia votare per una lista e per un candidato di una lista diversa. Per esempio, non è possibile votare per la lista di Forza Italia ed esprimere la preferenza per un candidato al Parlamento nelle liste del Partito Democratico, pena la nullità del voto. Dopo il voto, verrà stabilito il numero di seggi alla Camera e al Senato che spettano a ciascuna lista. Per ogni lista verranno eletti automaticamente in Parlamento i capilista bloccati e i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze. A parità di voti prevale il candidato che viene prima nell’ordine della lista. Se un candidato è eletto in più di un collegio, la scelta del collegio di proclamazione dipende dalla posizione ricoperta nella lista e, per i non capilista, dalla maggiore percentuale di preferenze ottenuta. Questo sistema vuole evitare il problema noto come “effetto flipper” dell’attuale legge elettorale, il Rosatellum, in cui i candidati potevano scegliere liberamente il collegio di proclamazione se eletti in più seggi, influenzando così la conta degli eletti in territori anche molto lontani tra loro.

Insomma, la proposta trasforma le liste dei candidati da bloccate a “semiaperte”: i partiti continuano a scegliere il capolista, mentre gli elettori potranno determinare l’ordine di elezione degli altri candidati attraverso le preferenze. In questo modo aumenta il peso dell’elettore nella selezione dei parlamentari, senza eliminare la posizione privilegiata del capolista.

Il testo dell’emendamento dovrà essere ora votato nei prossimi giorni dall’aula della Camera insieme alle altre circa 200 richieste di modifica, presentate soprattutto dai partiti di opposizione.

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

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