Il 25 luglio la Val di Susa, situata a Ovest di Torino vicino al confine con la Francia, è tornata sulle prime pagine dei giornali per gli scontri più duri degli ultimi anni. Dal corteo NO TAV partito dal comune di Venaus nell’ambito del festival “Alta Felicità”, a cui hanno partecipato circa 20 mila persone secondo gli organizzatori, si sono staccati alcuni gruppi che hanno assaltato il cantiere del tunnel per l’alta velocità di base a Chiomonte, tagliando le recinzioni, lanciando bombe carta e dando fuoco ad alcuni mezzi delle forze dell’ordine. Il bilancio finale è di 126 feriti tra polizia, carabinieri e guardia di finanza, con l’autostrada A32 chiusa per ore e danni al cantiere stimati in circa un milione di euro. Sul piano politico la Lega ha chiesto di applicare il reato di “terrorismo di piazza”, mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha visitato il cantiere in Val di Susa, insieme al ministro degli Interni Matteo Piantedosi.
Al di là degli scontri, però, il futuro della linea ferroviaria Torino-Lione dipende soprattutto da fattori oggettivi, geologici ed economici. Per capire a che punto è l’opera che collegherà con l’alta velocità Torino e Lione conviene partire dai numeri.
Al di là degli scontri, però, il futuro della linea ferroviaria Torino-Lione dipende soprattutto da fattori oggettivi, geologici ed economici. Per capire a che punto è l’opera che collegherà con l’alta velocità Torino e Lione conviene partire dai numeri.