Il 30 luglio il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha criticato la politica migratoria del governo spagnolo, collegandola agli arrivi di migliaia di persone a Ceuta, l’exclave spagnola nella punta più a nord del Marocco. «Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500 mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incentivi il traffico di esseri umani», ha scritto Tajani in un post pubblicato su X. La frase di Tajani è stata definita «inappropriata» dal ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, che sempre su X ha detto di aspettarsi «solidarietà europea» da «un Paese partner e amico» e non «demagogia di parte», e per questo motivo ha convocato l’ambasciatore italiano a Madrid.
Al di là dei giudizi politici, la ricostruzione di Tajani contiene un errore centrale. Il governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez non ha dato la cittadinanza spagnola a 500 mila persone: ha introdotto una procedura straordinaria che permette ad alcuni stranieri già presenti da tempo in Spagna di chiedere un’autorizzazione temporanea di soggiorno e lavoro.
Al di là dei giudizi politici, la ricostruzione di Tajani contiene un errore centrale. Il governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez non ha dato la cittadinanza spagnola a 500 mila persone: ha introdotto una procedura straordinaria che permette ad alcuni stranieri già presenti da tempo in Spagna di chiedere un’autorizzazione temporanea di soggiorno e lavoro.