Anno nuovo, vecchie passioni. Martedì 13 gennaio la Camera dei deputati riprende i lavori parlamentari dopo la pausa per le festività natalizie, iniziata a fine dicembre in seguito al via libera definitivo alla legge di Bilancio. E al ritorno dalle ferie, i parlamentari tornano a cimentarsi in quella che in questa legislatura si è rivelata una delle loro principali attività: la creazione di nuove giornate commemorative.
Al primo punto dell’ordine del giorno della Camera, c’è l’esame di una proposta di legge di Fratelli d’Italia per istituire un giornata nazionale in ricordo «dei piccoli martiri della strage di Gorla e delle piccole vittime di tutte le guerre». La strage di Gorla è avvenuta il 20 ottobre 1944, durante la seconda guerra mondiale, quando un bombardamento condotto da aerei militari statunitensi distrusse una scuola elementare nel quartiere milanese di Gorla, uccidendo più di 180 bambini. Se la proposta di legge sarà approvata sia dalla Camera che dal Senato, ogni anno nella giornata del 20 ottobre le istituzioni promuoveranno eventi specifici per sensibilizzare al tema della pace.
Le giornate nazionali non sono veri e propri giorni festivi. In queste occasioni le autorità possono promuovere eventi per sensibilizzare su un tema specifico, ma le attività lavorative proseguono, a differenza dei giorni festivi, come la festa della Repubblica del 2 giugno o la festa della Liberazione dal nazifascismo del 25 aprile. Le giornate nazionali si distinguono anche dalle solennità civili, come il 4 novembre, dedicato alla celebrazione dell’unità nazionale e delle forze armate. Nemmeno le solennità civili sono giorni festivi, ma prevedono comunque l’esposizione della bandiera italiana degli edifici pubblici, che non è prevista invece nelle giornate nazionali.
Insomma, le giornate nazionali hanno un valore prevalentemente simbolico e non comportano cambiamenti nel calendario lavorativo per i cittadini. Nonostante ciò, in questa legislatura il Parlamento ha già approvato dieci nuove giornate nazionali, un record nella storia della Repubblica. In ordine di tempo, l’ultima giornata nazionale creata dal Parlamento è la giornata contro il body shaming, frutto di una proposta di Noi Moderati, che è stata approvata definitivamente dal Senato a ottobre 2025. Presto però potrebbero però arrivarne altre.
Al primo punto dell’ordine del giorno della Camera, c’è l’esame di una proposta di legge di Fratelli d’Italia per istituire un giornata nazionale in ricordo «dei piccoli martiri della strage di Gorla e delle piccole vittime di tutte le guerre». La strage di Gorla è avvenuta il 20 ottobre 1944, durante la seconda guerra mondiale, quando un bombardamento condotto da aerei militari statunitensi distrusse una scuola elementare nel quartiere milanese di Gorla, uccidendo più di 180 bambini. Se la proposta di legge sarà approvata sia dalla Camera che dal Senato, ogni anno nella giornata del 20 ottobre le istituzioni promuoveranno eventi specifici per sensibilizzare al tema della pace.
Le giornate nazionali non sono veri e propri giorni festivi. In queste occasioni le autorità possono promuovere eventi per sensibilizzare su un tema specifico, ma le attività lavorative proseguono, a differenza dei giorni festivi, come la festa della Repubblica del 2 giugno o la festa della Liberazione dal nazifascismo del 25 aprile. Le giornate nazionali si distinguono anche dalle solennità civili, come il 4 novembre, dedicato alla celebrazione dell’unità nazionale e delle forze armate. Nemmeno le solennità civili sono giorni festivi, ma prevedono comunque l’esposizione della bandiera italiana degli edifici pubblici, che non è prevista invece nelle giornate nazionali.
Insomma, le giornate nazionali hanno un valore prevalentemente simbolico e non comportano cambiamenti nel calendario lavorativo per i cittadini. Nonostante ciò, in questa legislatura il Parlamento ha già approvato dieci nuove giornate nazionali, un record nella storia della Repubblica. In ordine di tempo, l’ultima giornata nazionale creata dal Parlamento è la giornata contro il body shaming, frutto di una proposta di Noi Moderati, che è stata approvata definitivamente dal Senato a ottobre 2025. Presto però potrebbero però arrivarne altre.