Il 2026 è appena iniziato e il Parlamento pensa già a nuove giornate nazionali

In questa legislatura Camera e Senato ne hanno già istituite dieci, ma il conto potrebbe presto aumentare  
ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI
ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI
Anno nuovo, vecchie passioni. Martedì 13 gennaio la Camera dei deputati riprende i lavori parlamentari dopo la pausa per le festività natalizie, iniziata a fine dicembre in seguito al via libera definitivo alla legge di Bilancio. E al ritorno dalle ferie, i parlamentari tornano a cimentarsi in quella che in questa legislatura si è rivelata una delle loro principali attività: la creazione di nuove giornate commemorative. 

Al primo punto dell’ordine del giorno della Camera, c’è l’esame di una proposta di legge di Fratelli d’Italia per istituire un giornata nazionale in ricordo «dei piccoli martiri della strage di Gorla e delle piccole vittime di tutte le guerre». La strage di Gorla è avvenuta il 20 ottobre 1944, durante la seconda guerra mondiale, quando un bombardamento condotto da aerei militari statunitensi distrusse una scuola elementare nel quartiere milanese di Gorla, uccidendo più di 180 bambini. Se la proposta di legge sarà approvata sia dalla Camera che dal Senato, ogni anno nella giornata del 20 ottobre le istituzioni promuoveranno eventi specifici per sensibilizzare al tema della pace. 

Le giornate nazionali non sono veri e propri giorni festivi. In queste occasioni le autorità possono promuovere eventi per sensibilizzare su un tema specifico, ma le attività lavorative proseguono, a differenza dei giorni festivi, come la festa della Repubblica del 2 giugno o la festa della Liberazione dal nazifascismo del 25 aprile. Le giornate nazionali si distinguono anche dalle solennità civili, come il 4 novembre, dedicato alla celebrazione dell’unità nazionale e delle forze armate. Nemmeno le solennità civili sono giorni festivi, ma prevedono comunque l’esposizione della bandiera italiana degli edifici pubblici, che non è prevista invece nelle giornate nazionali.

Insomma, le giornate nazionali hanno un valore prevalentemente simbolico e non comportano cambiamenti nel calendario lavorativo per i cittadini. Nonostante ciò, in questa legislatura il Parlamento ha già approvato dieci nuove giornate nazionali, un record nella storia della Repubblica. In ordine di tempo, l’ultima giornata nazionale creata dal Parlamento è la giornata contro il body shaming, frutto di una proposta di Noi Moderati, che è stata approvata definitivamente dal Senato a ottobre 2025. Presto però potrebbero però arrivarne altre.

Dai vigili del fuoco ai panettoni

Secondo le verifiche di Pagella Politica, le commissioni parlamentari di Camera e Senato stanno discutendo al momento 17 provvedimenti che prevedono l’istituzione di giornate commemorative. 

Tra questi testi, a fine gennaio al Senato è previsto l’inizio dell’esame in aula di un disegno di legge per la creazione della Giornata nazionale per la prevenzione, proposto sempre da Fratelli d’Italia, e già approvato dalla Camera a giugno. Alla Camera, invece, oltre alla giornata per i martiri di Gorla, a gennaio si discuterà una proposta firmata da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Partito Democratico per istituire una giornata nazionale in memoria dei 446 italiani internati dal Regno Unito durante la seconda guerra mondiale e morti nel naufragio del piroscafo britannico Arandora Star, silurato da una nave della marina tedesca il 2 luglio 1940.

A febbraio il Senato discuterà poi un disegno di legge di Fratelli d’Italia per creare la giornata della memoria per i vigili del fuoco morti sul lavoro, mentre la Camera la giornata nazionale “Enzo Tortora” in memoria delle vittime di errori giudiziari. L’esame di questa nuova giornata nazionale, proposta da Lega, Forza Italia e Italia Viva, era iniziato già a maggio 2025, ma è poi stato rimandato. Secondo fonti stampa, dietro a questa decisione della maggioranza ci sarebbe la volontà di evitare polemiche con l’Associazione nazionale magistrati (ANM), già critica nei confronti del governo per la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati. Ora, però, la ripresa dell’esame di questa giornata nazionale potrebbe comunque venire a coincidere con la campagna elettorale per il referendum sulla giustizia, le cui date sono state fissate dal governo per il 22 e 23 marzo. 

Tra le altre giornate per cui è già iniziato l’esame in commissione ce ne sono alcune curiose. Per esempio, c’è la giornata nazionale del panettone italiano, contenuta in una proposta della deputata di Fratelli d’Italia Daniela Dondi. La proposta è composta da tre articoli e propone di istituire per il 24 luglio la giornata in onore di questo dolce, in cui le istituzioni dovranno promuovere eventi e campagne «per diffondere la conoscenza e valorizzare la qualità del panettone italiano».

Il pasticcio da sistemare

Se pure quest’anno tra le principali attività di deputati e senatori ci sarà l’istituzione di nuove giornate nazionali, i parlamentari dovranno comunque risolvere un problema legato proprio alla creazione di nuove giornate commemorative. 

A settembre dello scorso anno il Parlamento aveva approvato l’istituzione della festa di San Francesco d’Assisi per il 4 ottobre di ogni anno. In base alla nuova legge, voluta fortemente da Noi Moderati, il 4 ottobre non sarà più una solennità civile come previsto finora ma una giornata festiva a tutti gli effetti, con la chiusura delle attività lavorative. 

Il problema è che il 4 ottobre la festa di San Francesco coincide con la solennità civile per Santa Caterina da Siena, l’altra patrona d’Italia oltre allo stesso San Francesco. E questo, come ha sottolineato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è un problema perché nello stesso giorno vengono a coincidere due tipi diversi di giornate commemorative, con effetti diversi sul calendario lavorativo. Nell’ottobre scorso Mattarella ha dunque invitato il governo e il Parlamento a risolvere la questione con un provvedimento correttivo. Al momento, però, né il governo né le due camere si sono mossi in questo senso. 
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