Il referendum costituzionale sulla giustizia si voterà il 22 e 23 marzo

Il governo ha deciso la data del voto durante una riunione del Consiglio dei ministri
ANSA
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Nel tardo pomeriggio di lunedì 12 gennaio il Consiglio dei ministri ha stabilito che il referendum sulla giustizia si terrà il 22 e il 23 marzo. Il decreto con le date del referendum sulla riforma costituzionale della separazione delle carriere dei magistrati dovrà ora essere firmato dal presidente della Repubblica. Nello stesso giorno si terranno nel collegio elettorale di Rovigo e in quello di Padova per le elezioni suppletive per eleggere alla Camera il sostituto, rispettivamente, di Alberto Stefani e di Massimo Bitonci. Stefani era stato eletto deputato con la Lega nel 2022, ma a novembre 2025 è diventato presidente della Regione Veneto, decadendo così dal ruolo di parlamentare. Bitonci, anche lui deputato per la Lega dal 2022 e sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha assunto dopo le elezioni in Veneto la carica di assessore alle Imprese e al Commercio, rinunciando al ruolo di deputato.
La riforma sulla separazione delle carriere dei magistrati vuole introdurre in Costituzione una netta divisione tra le carriere dei magistrati giudicanti (i giudici) e quelli requirenti (i pubblici ministeri). La riforma è stata approvata definitivamente dal Senato il 30 ottobre e,  non avendo ricevuto il voto di almeno due terzi dei deputati e dei senatori, dopo il via libera sono state presentate alcune richieste di referendum per confermarla da parte dei parlamentari sia di maggioranza sia di opposizione. Il 18 novembre scorso la Corte di cassazione ha approvato queste richieste di referendum e da quel momento sono scattati i 60 giorni di tempo previsti dalla legge entro i quali il governo deve fissare la data della consultazione. 

La decisione di fissare la data del referendum sulla giustizia al 22 e 23 marzo potrebbe essere comunque sottoposta a un ricorso. Nei giorni scorsi alcuni comitati di cittadini contrari alla riforma hanno dichiarato che avrebbero fatto ricorso contro il governo se quest’ultimo non avesse aspettato la conclusione della raccolta firme popolare iniziata a ottobre per chiedere sempre il referendum sulla giustizia. In effetti, i termini previsti dalla legge per fissare la data di un referendum costituzionale non sono del tutto chiari, dato che la Costituzione prevede che le richieste per un referendum costituzionale possano essere presentate entro tre mesi dalla pubblicazione di una riforma. Nel caso della separazione delle carriere questo termine scade il 30 gennaio e i comitati dei cittadini contrari avevano chiesto al governo di attendere questo giorno prima di fissare la data del referendum. In occasione dei precedenti quattro referendum costituzionali tenutisi nella storia della repubblica, i governi avevano infatti atteso la scadenza prevista dalla Costituzione prima di fissare la data del referendum.

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