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Fazzolari ha ragione: solo sei Paesi arabi riconoscono Israele

| 12 ottobre 2023
La dichiarazione
«A oggi gli unici Paesi arabi che riconoscono Israele sono la Giordania e l'Egitto [...]. E dal 2020 altri quattro Stati: il Marocco, il Bahrain e altri»
Fonte: Porta a porta | 11 ottobre 2023
Ansa
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Verdetto sintetico
Il sottosegretario di Stato ha ragione.
In breve
  • Gli unici Stati appartenenti alla Lega araba che riconoscono Israele sono l’Egitto, la Giordania, il Marocco, il Bahrain, gli Emirati Arabi Uniti e il Sudan. TWEET
  • I restanti 16 Stati appartenenti alla Lega araba (tra cui la Palestina) non riconoscono Israele. TWEET
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L’11 ottobre, ospite di Porta a Porta su Rai Uno, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Giovanbattista Fazzolari (Fratelli d’Italia) ha detto (min. 43:40) che al momento «gli unici Paesi arabi» a riconoscere ufficialmente lo Stato di Israele sono «la Giordania e l’Egitto», a cui si sono aggiunti dal 2020 altri «quattro Stati», tra cui il Marocco e il Bahrain. «Come si fa ad avere un tavolo di pace quando il tuo interlocutore non ti dà la cosa più elementare di tutte» si è chiesto quindi Fazzolari, riferendosi al fatto che per questi Paesi Israele non avrebbe diritto di esistere.

Al di là delle opinioni del sottosegretario, quanti sono i Paesi arabi a riconoscere Israele? Abbiamo verificato e il numero indicato da Fazzolari è corretto.

Israele e la Lega araba

Per “Paesi arabi” si intende generalmente l’insieme dei Paesi tra l’Africa e il Medio Oriente la cui lingua principale è l’arabo e la cui popolazione è principalmente di etnia araba. La principale organizzazione politica che raggruppa questi Stati è la Lega araba, fondata nel 1945 da Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Libano, Siria e Iraq e che adesso conta 22 Paesi membri tra cui la Palestina, che però l’Italia non riconosce come Stato.

Il primo Paese della Lega araba a riconoscere Israele è stato l’Egitto, che in seguito agli accordi di Camp David nel 1979 ha firmato un trattato di pace con lo Stato israeliano riconoscendone ufficialmente l’esistenza. La Giordania ha riconosciuto Israele nel 1994 in seguito alla firma di un trattato di pace: da quel momento tra i due Paesi sono cominciate relazioni economiche e diplomatiche.

Come correttamente riportato da Fazzolari, per diversi anni Egitto e Giordania sono stati gli unici due Paesi arabi a riconoscere Israele. Una svolta tra le relazioni israeliane con gli Stati membri della Lega araba c’è stato solo nel 2020 con la firma degli Accordi di Abramo, una serie di dichiarazioni congiunte arrivate grazie alla mediazione degli Stati Uniti e che hanno coinvolto, oltre a Israele, gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrain e successivamente il Marocco. Anche il Sudan ha firmato documenti connessi agli Accordi di Abramo, nei quali il Paese africano riconosce «l’importanza di mantenere e rafforzare la pace nel Medio Oriente» e si dichiara intenzionato a «espandere le relazioni amichevoli» stabilite dagli accordi. Al momento però la normalizzazione dei rapporti tra Sudan e Israele non è ancora stata finalizzata

Gli accordi di Abramo avevano l’obiettivo di normalizzare i rapporti tra Israele e alcuni Paesi arabi e prendono il nome dal patriarca Abramo, considerato un profeta sia dall’Islam sia dall’Ebraismo. In seguito alla firma di questi accordi sono state stipulate intese commerciali tra Israele e i Paesi arabi, specialmente gli Emirati Arabi Uniti.
Pagella Politica

Il verdetto

Secondo Giovanbattista Fazzolari gli unici Paesi arabi che riconoscono Israele sono «la Giordania e l’Egitto», a cui dal 2020 si sono aggiunti «il Marocco, il Bahrain e altri». Abbiamo verificato e l’esponente di Fratelli d’Italia ha ragione.

Il primo Paese membro della Lega Araba a firmare un trattato con Israele e riconoscerne l’esistenza è stato l’Egitto nel 1979, seguito dalla Giordania nel 1994. Nel 2020, in seguito agli Accordi di Abramo, anche gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrain hanno attivato rapporti diplomatici e commerciali con Israele. A questi accordi si sono aggiunti il Marocco e il Sudan, anche se quest’ultimo deve ancora finalizzare la normalizzazione dei suoi rapporti con lo Stato ebraico.

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