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Sì, a Gaza sono morte oltre 20 mila persone

| 04 gennaio 2024
La dichiarazione
«A Gaza il numero dei morti civili palestinesi, tra cui molte donne e bambini, ha ormai superato i 20 mila»
Fonte: Facebook | 3 gennaio 2024
Ansa
Ansa
Verdetto sintetico
Il numero citato dal presidente del Movimento 5 Stelle è attendibile.
In breve
  • Secondo il Ministero della Salute della Striscia di Gaza, tra il 7 ottobre e il 2 gennaio nel territorio palestinese sono morte oltre 22 mila persone nel conflitto con Israele. TWEET
  • La maggior parte dei morti è composta da donne e bambini, anche se i dati non distinguono tra i morti civili e i miliziani morti di Hamas. TWEET
  • Varie organizzazioni internazionali ritengono affidabili i dati del ministero palestinese, controllato da Hamas, che con molta probabilità sono una sottostima. Anche alcuni ricercatori hanno analizzato i dati, giungendo alla conclusione che sono affidabili. Della stessa opinione sono alcuni funzionari dell’intelligence statunitense e membri dell’esercito israeliano. TWEET
Il 3 gennaio il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha pubblicato su Facebook alcune domande rivolte alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Tra le altre cose Conte ha chiesto a Meloni quando condannerà «con la massima fermezza l’azione militare che sta conducendo il governo israeliano» nella Striscia di Gaza, dove secondo il presidente del Movimento 5 Stelle ci sono stati finora oltre 20 mila «morti civili palestinesi, tra cui molte donne e bambini».

Da dove viene questo numero? Ed è attendibile? In breve, secondo varie fonti autorevoli, la risposta è sì.

Il numero dei morti a Gaza

Secondo i dati più aggiornati del Ministero della Salute della Striscia di Gaza, tra il 7 ottobre 2023 – giorno dell’inizio del conflitto con Israele – e il 2 gennaio 2024 nel territorio palestinese sono morte 22.185 persone. È una cifra pari a circa l’1 per cento dell’intera popolazione della Striscia: detta altrimenti, in meno di tre mesi è morto un abitante su cento della Striscia di Gaza, con una media di oltre 250 morti al giorno. 

Il Ministero della Salute è gestito da Hamas, l’organizzazione politico-religiosa islamista che governa la Striscia di Gaza dal 2007, considerata un’organizzazione terroristica dall’Unione europea e da alcuni Paesi, tra cui gli Stati Uniti. Come per tutte le guerre, avere statistiche precise e verificate indipendentemente sui morti è di fatto impossibile. I dati del ministero palestinese sono al momento l’unica fonte ufficiale sul numero dei morti del conflitto nella Striscia e nei giorni successivi all’inizio del conflitto c’è chi si è chiesto quanto siano affidabili.

Il direttore regionale per le emergenze nel Mediterraneo orientale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Richard Brennan ha dichiarato alla Bbc che le statistiche raccolte dal Ministero della Salute di Gaza sono «affidabili». Vari esperti contattati dall’agenzia di stampa Reuters sono giunti a conclusioni simili, aggiungendo che con molta probabilità il bilancio dei morti è più alto. Gli oltre 22 mila morti registrati finora sarebbero quindi una sottostima, e non una sovrastima.

A inizio dicembre tre ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, negli Stati Uniti, hanno scritto sulla rivista scientifica The Lancet che non ci sono prove di dati gonfiati sui morti da parte del Ministero della Salute della Striscia di Gaza. Tra le altre cose, i ricercatori hanno incrociato i dati con quelli raccolti dall’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente. A conclusioni simili sono giunti in un altro articolo su The Lancet tre ricercatori della London School of Hygiene & Tropical Medicine di Londra, che hanno analizzato l’eccesso di mortalità registrato nelle prime settimane del conflitto. 

A novembre alcuni funzionari dei servizi segreti degli Stati Uniti hanno detto al Wall Street Journal che l’intelligence statunitense è fiduciosa sull’accuratezza dei dati del Ministero della Salute della Striscia di Gaza. Alcuni ufficiali dell’esercito israeliano hanno fatto dichiarazioni simili, in via anonima, alle agenzie di stampa Associated Press e AFP

Un limite dei dati raccolti dal ministero palestinese è la mancata distinzione tra i morti civili e i morti combattenti tra le fila di Hamas. A novembre il Ministero della Salute della Striscia di Gaza sosteneva che circa il 70 per cento dei morti fosse composto da donne e bambini, dunque non da miliziani di Hamas. La popolazione della Striscia è molto giovane: nel 2023 il 40 per cento dei suoi residenti aveva meno di 14 anni di età. A inizio dicembre alcuni membri dell’esercito israeliano hanno detto che, sul bilancio all’epoca di 15 mila morti, circa 10 mila erano civili e 5 mila miliziani. Se questo rapporto fosse corretto e fosse rimasto costante un mese dopo, a oggi i morti civili sarebbero almeno 15 mila, un numero ritenuto una sottostima da vari esperti e organizzazioni internazionali.

Il verdetto

Giuseppe Conte ha scritto che a Gaza «il numero dei morti civili palestinesi, tra cui molte donne e bambini, ha ormai superato i 20 mila». Il numero citato dal presidente del Movimento 5 Stelle è attendibile.

Secondo il Ministero della Salute della Striscia di Gaza, tra il 7 ottobre e il 2 gennaio nel territorio palestinese sono morte oltre 22 mila persone nel conflitto con Israele. La maggior parte dei morti è composta da donne e bambini, anche se i dati non distinguono tra i morti civili e i miliziani morti di Hamas.

Varie organizzazioni internazionali ritengono affidabili i dati del ministero palestinese, controllato da Hamas, che con molta probabilità sono una sottostima. Anche alcuni ricercatori hanno analizzato i dati, giungendo alla conclusione che sono affidabili. Della stessa opinione sono alcuni funzionari dell’intelligence statunitense e membri dell’esercito israeliano.

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